Motta a Trieste

Sarà il giovane cantautore e polistrumentista Motta a salire sul palco del Teatro Miela sabato 9 aprile. Faccia che ricorda il Lou Reed ragazzino o il Julian Cope degli inizi, quando guidava i Teardrop Explodes, anche lui, Francesco Motta, ha cominciato con una band, a Pisa, i Criminal Jokers. Poi ha messo a frutto il suo talento di polistrumentista lavorando a diversi progetti altrui, per conto di Nada, del Pan del Diavolo e degli Zen Circus. Quindi, il passo decisivo: un album a proprio nome, scegliendo un titolo impegnativo come La fine dei vent’anni.
Per realizzarlo ha chiamato una delle personalità produttive più originali della nostra scena: Riccardo Sinigallia, che tanta parte ha giocato nella definizione di artisti importanti della Capitale come Max Gazzé, Niccolò Fabi, Tiromancino. La lega artistica tra i due ha generato un lavoro musicale notevole, improntato a una complessità che non si risolve in complicazione, ma in un ambiente sonoro ricco, insolito, fluente. Altrettanto incisivi si rivelano i testi de La fine dei vent’anni, un’antologia dei punti di vista di un giovane eccentrico con la tendenza a sognare.

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By | 2016-04-05T11:15:43+00:00 08/04/2016|Categories: Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Come molti laureati in filosofia, leggo, scrivo e cerco la mia strada. Non dovessi trovarla, mi darò alla macchia.