Muore Lou Reed, addio all’araba fenice del rock

Come uno dei suoi brani più famosi, Sunday Morning, è proprio di domenica che ci lascia uno dei più grandi musicisti del Novecento. La notizia della morte di Lewis Allan Reed, in arte Lou Reed, è stata data dalla rivista Rolling Stone attraverso il suo sito web e si è poi diffusa in tutto il mondo.

Definito come poeta, un’araba fenice, Lou Reed non solo ha contribuito a rendere grande il rock negli ultimi cinquant’anni, ma ha voluto introdurre nella sua musica tutto sommato convenzionale in ambito di genere, il concetto di diversità, utilizzando tra i vari soggetti anche tossici ed omosessuali.

Lou Reed è scomparso domenica 27 ottobre.

Sono in molti quest’oggi a ricordarlo. A partire dall’ex compagno di gruppo dei Velvet Underground, John Cale, che di lui ha scritto: “Il mondo ha perso un compositore superbo e un poeta… Io ho perso il mio amico di gioventù”. Il gruppo fu creato dai due nel 1966 con cui Lou Reed pubblicò il primo album, famoso per la sua copertina che ritrae una fallica banana disegnata dallo stesso Warhol e che poteva essere sbucciata, e che comprende brani celebri come Sunday Morning, Femme Fatale ed Heroin.

Tributi ed omaggi sono apparsi a poche ore dalla sua scomparsa da parte di personalità come Iggy Pop, Salman Rushdie, Samuel L. Jackson, Lenny Kravitz,, Ryan Adams, e molti altri.

Se andassimo fuori al bar un sabato sera su molte cose potremmo disquisire: sui diversi generi musicali che ci rappresentano, su cosa vorremmo ordinare da bere.. ma su una cosa ci troveremmo indiscutibilmente d’accordo. Lou Reed è stato un grande, ha segnato il mondo della musica da vivo e di certo la sua morte non è passata inosservata.
Ogni qualvolta qualcuno suonerà il piano, penserà a quanto ben scritto fosse Perfect day; quando leggerà Shakespeare e la storia d’amore di Romeo e Giulietta, non potrà non pensare alla chitarra di Lou mentre canta la splendida Romeo had Juliette.

Per rendergli un omaggio degno di questo nome non posso che scegliere le parole di un grande scrittore e pensatore italiano, Tiziano Terzani: “Nessuno m’ha mai detto “Volerai”. Nessuno m’ha promesso “Non morirai”. Eppur senz’ali ho già volato tanto e “ora” senza alcun rimpianto, di promesse mancate, di cose incompiute, senza pena aggiunta mi preparo a volare un’altra volta.” E allora buon volo e buon viaggio Lou.

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By | 2013-10-28T17:32:16+00:00 28/10/2013|Categories: Cultura e spettacoli, Musica|Tags: , , |0 Comments

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