Musica indipendente made in Italy: i premi del 2012

“Padania” è il settimo album degli Afterhours, una delle uscite più attese di quest’anno.

Il Premio Tenco condivide con il compaesano Festival di Sanremo solo il Teatro Ariston, cercando di mantenere standard qualitativi decisamente più alti (a dire il vero, non una grande impresa). In realtà quest’anno le targhe non si sono assegnate sulla riviera ligure, come tradizione vuole dal 1974, bensì al Teatro Coccia di Novara, sintomo di una crisi che certo non risparmia il nostro patrimonio culturale. Quattro i premi assegnati: Afterhours e Zibba e Almalibre hanno condiviso in ex aequo la targa per il miglio album assoluto (rispettivamente “Padania” e “Come il suono dei passi sulla neve”); miglior album in dialetto è “Black Tarantella” di Enzo Avitabile; la migliore opera prima va a Colapesce con “Un meraviglioso declino”; Francesco Baccini si aggiudica la targa per l’interpretazione (“Baccini canta Tenco”). Nei primi posti della classifica assoluta compaiono anche Fabularasa, Dente, Capossela, Teatro degli Orrori, Edda.
Passiamo ora al Premio Italiano Musica Indipendente, curato dal Mei (Meeting degli Indipendenti). In cima alle varie classifiche troviamo Afterhours (miglior gruppo), Edda (miglior solista), Teatro degli Orrori (miglior tour), Luca Sapio (miglior album), Diaframma (miglior autoproduzione), MarteLabel (miglior etichetta), Tommaso Colliva (miglior produttore), Colapesce (miglior esordio).
Il mensile “Musica e Dischi” non esce dal coro. Il suo consueto Premio della Critica, nelle sezioni italiane, va infatti ad Afterhours (miglior album) e Colapesce (miglior opera prima).
Guardando invece ad alcuni festival/contest dedicati alla musica emergente, troviamo alcuni nomi di cui forse sentiremo parlare in futuro. I Farewell to Heart and Home vincono la 24ª edizione del Rock Contest di Controradio, mentre il Rock TV Heineken Contest è assegnato in ex aequo a What a Funk e Jaspers.

Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, è un cantautore siciliano. Il suo album d’esordio “Un meraviglioso declino”, è stato accolto dall critica come la rivelazione del 2012.

Sono solo alcuni esempi dei tanti premi che ogni anno vengono assegnati, ma sicuramente ci possono indicare alcune tendenze difficilmente sindacabili. Dente, Edda, Teatro degli Orrori sembrano essere tra i nomi che ritornano più spesso. Ancor più evidente il riconoscimento agli Afetrhours per il loro ultimo lavoro “Padania” (non diremo album della consacrazione, perché si tratterebbe dell’ennesima consacrazione), e quello a Colapesce per il miglior esordio.
Si è menzionato il Festival di Sanremo ad inizio articolo e allora, cercando di non fare polemiche fin troppo ovvie, ci viene in mente qualcosa. Colapesce, alias Lorenzo Urciullo, è stato da poco escluso dalle selezioni di Sanremo Giovani. Ora, la decisione di partecipare al Festival è spesso tacciata da certi ambienti di prostituzione artistica, ma il ragionamento che regge questa decisione è molto semplice: poter suonare la propria musica, senza compromessi, di fronte alla platea più importante in Italia, l’unica di calibro internazionale. Sarebbe bello poter sfoggiare di fronte a questa platea i migliori interpreti della canzone italiana contemporanea. Quelli che – con le parole dello stesso artista – «la rappresentano giorno per giorno, nei locali, con il pubblico che ancora compra i dischi, con i promoter che si dannano l’anima per organizzare i concerti (…) quelle band che esistono e incidono anche quando le lucine rosse delle telecamere si spengono». Magari la canzone di Colapesce è semplicemente brutta (non è ancora possibile ascoltarla). Magari gli altri artisti in gara sono semplicemente più bravi. Magari è semplicemente l’ennesimo segnale dello stato vegetativo in cui versa il maggior palcoscenico nostrano, incapace di rinnovarsi e di rappresentare una scena musicale che ogni tanto propone ancora qualcosa di interessante.

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By | 2012-12-13T23:23:55+00:00 13/12/2012|Categories: Cultura e spettacoli, Musica|Tags: , , |0 Comments

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