Nanotecnologie e medicina d’avanguardia all’Units

L’Università degli Studi di Trieste riconferma la sua tradizione di ricerca d’eccellenza grazie al progetto del professor Maurizio Prato sull’utilizzo di nanotubi di carbonio come supporto alle reti neurali compromesse.

Il Prof. Maurizio Prato è il responsabile della ricerca sui nanotubi in carbonio presso l’Università di Trieste.

Il Professore spiega: «I nanotubi di carbonio, dello spessore di un cinquantamillesimo di un capello umano, hanno straordinarie capacità elettriche ma sono difficili da trattare. Col nostro lavoro abbiamo creato un ponte fra le due parti che risultano dall’interruzione del midollo spinale, dopo aver studiato le interazioni fra neuroni e nanotubi di carbonio. I neuroni, sui nanotubi, si sono sviluppati e hanno cercato di formare delle reti fra loro».

Le implicazioni in campo medico sono di enorme importanza, costituendo una speranza di cura per lesioni al midollo spinale. I nanotubi infatti costituiscono un ponte per i segnali nervosi, guidando la formazione di nuove sinapsi tra neuroni. E’ proprio questa la direzione che prenderà lo studio nei prossimi 5 anni, grazie al finanziamento ricevuto dal Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) di 2,5 milioni di euro.

Secondo il prof. Prato «in collaborazione con Laura Ballerini dell’Università di Trieste, abbiamo osservato che il comportamento dei neuroni è influenzato dalla presenza dei nanotubi di carbonio, che fungono da minuscoli fili elettrici e potenziano alcune prestazioni neuronali relative alla capacità di trasmissione dei segnali nervosi. La nostra speranza è riuscire a creare una nuova generazione di dispositivi innovativi nel campo della nanomedicina, con ampie implicazioni per il futuro dell’assistenza sanitaria».

Il progetto è stato anche presentato durante la giornata informativa “L’avvenire della ricerca di eccellenza” svoltasi di recente alla “Città della Scienza” di Napoli.

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