Nba, ‘Where amazing happens’: le partite più emozionanti del 2013

L’ultimo giorno dell’anno è, per dovere e diletto, tempo di bilanci, anche per il campionato di basket più spettacolare al mondo, l’Nba. Noi di Radioincorso.it ci siamo promessi di vivere questo istante di riflessione critica senza la presunzione di voler dare giudizi dal valore universale ma, al contrario, con uno spirito nostalgico e spensierato. Immaginiate il redattore comodamente seduto sulla poltrona del salotto, intento a godersi il gusto di un buon vino e il caldo proveniente dal fedele caminetto – magari cotanta grazia -. Nella sua mente egli riavvolge il nastro dell’ultima stagione e, con un sorriso inebetito, preme su ‘play’ per rivivere le migliori emozioni di un’annata che non ne ha lesinate, tutt’altro; ha portato la pratica di questo sport alla sua massima espressione atletica, agonistica e scenografica.

Stephen Curry, autore di 44 punti nella celebre gara 1 fra SAS e GSW

Stephen Curry, autore di 44 punti nella celebre gara 1 fra Spurs e Warriors

Il compito assegnatomi, quello di eleggere le tre partite che hanno regalato più delle altre quest’anno le migliori emozioni, è assai arduo. Quasi ingiusto, per il mio intelletto, fare una classifica tra una serie infinita di sensazioni uniche e imparagonabili l’una con l’altra. È una questione soggettiva, ho pensato. Tuttavia, ho scelto di cogliere tale occasione per dare uno spunto al lettore riguardo quali sfide ricercare su You Tube, qualora la sua memoria si fosse fatta stanca – stanotte i festeggiamenti saranno lunghi -. Oppure, offrire con la mia personale classifica un parere che spinga al dibattito, lieto di ascoltare qualunque proposta. La mia ingordigia mi ha condotto a non accontentarmi di tre gare. Sul gradino più basso del podio, infatti, ho collocato, ex aequo, due match. Si tratta di San Antonio Spurs-Golden State Warriors (Semifinale di Conference, gara 1), terminata con il punteggio di 129-127 dopo due tempi supplementari, e di Miami Heat-Indiana Pacers (Finale a Est, gara 1), 103-102 dopo un overtime. La partita dell’AT&T Center è quella dei 44 punti e 11 assist di Stephen Curry, primo uomo a superare la quarantina in casa degli Spurs in una partita di play-off. Ma anche quella in cui San Antonio rimonta 16 punti di passivo (a 4′ dalla fine), e vince grazie alla bomba di Ginobili a 1.2 dalla sirena. All’American Airlines Arena, invece, Paul George porta tutti ai supplementari con una tripla allo scadere, e il suo 3/3 nel mini-quarto extra conduce i Pacers a +3, a 2″ dalla fine. Tutto invano però, perché il padrone di casa, The King Lebron James, si fa strada nel traffico e appoggia al vetro i due punti che valgono la vittoria per gli Heat.

Si piazza al secondo posto il letteralmente incredibile match tra Chicago Bulls e Brooklyn Nets (Primo Turno a Est, gara 4) del 27 aprile, chiuso sul 142-134 a favore dei padroni di casa dopo ben tre overtime. La gara sembra conclusa sul +14 Nets, e il team di Brooklyn si concede la leggerezza di sbagliare un semplice appoggio in solitaria dopo un contropiede. Sembra la molla che fa scattare qualcosa in Chicago, soprattutto nella diabolica testa di Nate Robinson che costruisce, da solo, un 14-0 che ha dell’epico e che conduce la partita al supplementare. È sempre l’ex NY a regalare ai suoi il secondo tempo extra, mentre è Johnson a rimandare tutto al terzo. Si gioca senza Robinson, fuori per 6 falli, ma il protagonista è Mohammed. Dopo 3 ore e 57 minuti di gioco, i Bulls si aggiudicano il match. Una gara più emozionante di quella giocata in Illinois non esiste e, così, è stata solo la posta in palio a conferire la palma di Match of the year a gara 6 della Finals. San Antonio sbarca a Miami avanti 3-2 nella serie e si trova avanti di 5 a 28″ dal titolo, dopo un match da mille e una notte. Lebron fa meno -2, Leonard non la chiude sbagliando un libero, e Ray Allen entra una volta di più nella storia con una bomba che ha dell’impossibile, preparata correndo all’indietro e con lo sguardo fisso sulla palla, e che prolunga la sfida al supplementare. Ginobili spreca l’ultimo possesso dell’overtime degli Spurs, Allen fa 2/2 dalla lunetta, e sulla sirena Bosh mura Green e fa esplodere l’AA Arena. Il titolo resta a Miami.

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By | 2017-05-21T12:11:52+00:00 31/12/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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