Nello Pacchietto, una mostra ne celebra il decennale della scomparsa

Per celebrare il decennale dalla morte di un illustre incisore, finissimo disegnatore e pittore del ‘900, all’Unione degli Istriani di Trieste è stata inaugurata la mostra “Omaggio a Nello Pacchietto nel decennale della morte”, presentata sul piano critico dall’architetto Marianna Accerboni e

Muggia – arrivo – del – Re – Carnevale – 1985 – disegno – a – penna – cm – 20×18.5

visitabile fino al 18 ottobre. Istriano di nascita ma veneziano di adozione, Pacchietto si è trasferito sulla magica isola veneziana della Giudecca nel dopoguerra, insediando qui il proprio studio accanto alla moglie Anita, che lo ha sempre accompagnato amorevolmente.

Perfezionatosi all’Accademia delle Belle Arti nella tecnica dell’incisione, inizia un’intensa attività artistica, che viene da subito riconosciuta nel ’54 con il 1° premio per l’Incisione della Fondazione Bevilacqua La Masa. Sempre in questi anni comincia a esporre, continuando a ricevere numerosi riconoscimenti, alla Quadriennale di Roma, alla Biennale dell’Incisione Italiana di Venezia, Pescia e Cittadella e ancora all’Intergrafik di Berlino Est, alla Mostra sull’Incisione Veneta a Praga e a Bratislava e negli anni 2000 alla Biennale veneziana. Ha esposto con successo in più di 50 personali in Italia, Europa e altri continenti. Sue opere sono presenti nella Galleria d’Arte Moderna di Roma e di Venezia, nella Raccolta Bertarelli di Milano, nei Musei di Verona, Forlì, Vicenza e Trieste, al Museo Puskin di Mosca, all’Ermitage di S. Pietroburgo, a Vienna, nel Museo del Paesaggio di Torre di Mosto (Venezia) e in prestigiose collezioni, come per esempio quella di Mrs. Elisabeth E. Gardner, direttrice di una delle sezioni artistiche del Metropolitan Museum di New York. Attualmente due suoi lavori sono esposti alla Fine Art Gallery di New York. Nel 2004, un anno dopo la sua morte, è stato ricordato a Vienna con una mostra allestita nella Minoriten Kirche, la chiesa della comunità italiana, e con l’esecuzione del Requiem di Salieri, interpretato dalla Wiener Philharmoniker Orchestra di Vienna. Una delle opere esposte, la Madonna degli Istriani, è stata donata alla chiesa dalla famiglia.

Nel suo palazzetto ‘400 veneziano Pacchietto si è dedicato all’arte dipingendo la poesia. Sensibile anche alla corrente espressionista, declinata però attraverso un linguaggio più libero e solare di matrice mediterranea, si è distinto per un lessico armonico e originale, in cui luce, segno e colore s’intrecciano felicemente. Il suo carattere entusiasta e ottimista ha enormemente influito sul suo percorso lavorativo: le sue opere parlano infatti di donne e pescatori, che formano quasi un tutt’uno di sogno e bellezza ideale, con colori simbolici, a volte declinati con sensibilità divisionista, quasi onirici.

 

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By | 2017-02-12T16:30:25+00:00 10/10/2013|Categories: Cultura e spettacoli|Tags: , , |0 Comments

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