NodoDoc per Carole Roussopoulos

Vincere la morte: Carole Roussopoulos.

La 4a edizione del NodoDocFest le è stata dedicata e a questa grande cineasta francese, scomparsa pochi mesi or sono nel 2009,  verranno proiettate due significative pellicole, sorta di mémoires cinematografico che la regista ha voluto lasciare prima del suo viaggio finale, a conclusione della lunga malattia che l’ha afflitta. I due film parlano in maniera differente e senza timore della morte. Des fleurs pour Simone de Beauvoir, realizzato nel 2007, si avvale  del montaggio di immagini tratte da vari film su Simone De Beauvoir. Un montaggio che porta con se anche ricordi, realizzato a vent’anni dalla morte della grande scrittrice e filosofa francese. Ainsi va la vie: cancer de la peur à l’espoir (2009), nonostante un titolo che evoca tristezza, è un percorso didattico per apprendere il gusto di vivere, diventando una lezione di coraggio ed un supremo gesto di condivisione. Immagini tratte da Des fleurs pour Simone de Beauvoir // Ainsi va la vie: cancer de la peur à l’espoir Importante citare poi la sezione Jean Rouch che chiude il festival con la proiezione di Jaguar, un “Africa vista dagli africani” attraverso le avventure dei tre nigerini Lam, Illo e Damouré, partiti per il Ghana per far fortuna e poter raccontare un giorno le loro gesta. Il documentario sfiora involontariamente i toni della commedia  con una ricchezza di inquadrature che rimanda al cinema di Dziga Vertov. Dello stesso regista nel pomeriggio, alle 15.00, viene proiettato Sigui (1967-1973). Invention de la parole et de la mort, film montato nel 1981 che raccoglie tutte le riprese fatte dal regista in occasione della cerimonia del “Sigi” presso l’affascinante popolo Dogon nel Mali, dove ogni sessant’anni e per sette anni viene  celebrata la morte e la rinascita dell’Antenato mitico. Rouch si è avvalso dell’aiuto della collega e amica Germaine Dieterlen, specialista della storia Dogon.

Immagine tratta da Jaguar

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Ancora l’Africa con Samba Félix Ndiaye di cui vengono proiettati Perantal e Geti Tey, dove il primo è il debutto cinematografico di Ndiaye, ambientato come l’altro in Senegal, che indaga cosa voglia dire plasmare il corpo, gli arti ed il cranio di un infante in una società  matriarcale come quella senegalese; il secondo realizzato nel 1978 si avvicina alla vita dei pescatori di Kayar, che vedevano allora minacciata la loro indipendenza ed esistenza dall’offensiva multinazionale dei grossi pescherecci europei, russi e giapponesi. La sezione Ansano Giannarelli presenta Off limits, piccolo autoritratto privo di narcisismi, La “Follia” di Zavattini, più di un making-of o di un semplice backstage dell’unico film da regista di Zavattini, e un omaggio al grande sceneggiatore che insieme a Giannarelli e molti altri firmò un film-inchiesta ad episodi intitolato I misteri di Roma da lui voluto e progettato, proprio quest’ultimo film sarà  proiettato subito dopo la premiazione del concorso Panorama, che si svolgerà alle 20.30.

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By | 2010-05-10T08:34:13+00:00 10/05/2010|Categories: Cinema|0 Comments

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