Nuove uscite: "Il Bello e il Cattivo Tempo" degli Elio Petri

La cover de “Il Bello e il Cattivo Tempo”

Uscito il 35 gennaio scorso, il secondo album degli Elio Petri si fa subito apprezzare, entrando nella cerchia dei dischi del mese di Blow Up. Rispetto al primo lavoro notiamo subito una parentesi di meno. Se un tempo la creatura musicale di Emiliano Angelelli racchiudeva fra due tonde
la “e” del cognome di uno dei più grandi registi italiani di ogni tempo, oggi non più. Ma non è questo l’unico cambiamento degno di nota. La line-up della band è infatti completamente rinnovata, ed Elio Petri non è più il progetto solista di Emiliano Angelelli, ma un gruppo a tutti gli effetti, e da gruppo agisce per questo nuovo disco a più di due anni di distanza dal precedente “Non è morto nessuno”.
“Il Bello e il Cattivo Tempo” è stato registrato a partire dall‘Agosto 2011 tra l‘OstHello Musica di Perugia e Monte San Vito (Pg) da Daniele Rotella dei The Rust and the Fury con la produzione artistica di Daniele Rotella stesso e Elio Petri, mentre l‘etichetta che pubblica il disco è Cura Domestica, neonata label perugina legata alla struttura dello studio. Rispetto al predecessore, piccolo caso di eccentrico songwiriting elettroacustico che tanto incuriosì la critica, questo nuovo disco vede gli Elio Petri confrontarsi con sonorità decisamente elettriche. Il riferimento migliore è al pop più sperimentale e fuori dagli schemi della seconda metà dei Novanta con qualche accenno sparso alla new-wave. Ma gli Elio Petri hanno dalla loro una scrittura senza eguali, che nelle liriche usa loop poetici di frasi ripetute a mantra (vedi il singolo “Vipera”) e cerca soluzioni fra strofe e ritornello il più delle volte sottilmente imprevedibili, per brani che sono midtempo malinconici o ballate pop-rock dal drumming serrato e minimale. Quello che ne risulta alla fine è una forma moderna di canzone d‘autore, dove il songwriting evoca piuttosto che raccontare mentre chitarre, basso, batteria e piani Rhodes imbastiscono atmosfere plumbee intervallate da accelerazioni nervose o da intense code strumentali. La presenza di ospiti importanti come Teho Teardo (in “Il disprezzo”, “Bruco“ e “Ti farò soffrire“) e Marco Parente (nel vibrante finale di “Capra astrale”) confermano la qualità di un gruppo che è fra le voci più personali dell‘indie cantautorato italiano. «Un disco quasi perfetto», hanno detto di loro. Non ci sbilanciamo, ma sicuramente una delle prime sorprese del 2013.

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