Nuove uscite: "Vecchio" dei "Thegiornalisti"

La copertina dell’album “Vecchio” dei Thegiornalisti.

E’ uscito a settembre il secondo album dei “Thegiornalisti”“Vecchio”. Con questo nuovo prodotto musicale il gruppo si conferma sempre più per l’essere un trio che che non subisce le “intemperie” del tempo, lontani dunque dall’essere il prodotto della sola moda generazionale. Nonostante la giovane età dei componenti (tra i 26 e 28 anni), il sound presenta una maturità che pur richiamando e mischiando l’eccellenza della musica italiana e inglese (che la maggior parte del mondo ha amato e continua ad amare) risulta di una freschezza senza eguali. Rispetto al primo album “Vol. I “ i riverberi sono stati chiusi nei cassetti con i vestiti dell’ anno precedente, la voce di Tommaso è pura e senza effetti, le chitarre di Marco Antonio Musella e Tommaso graffiano con sonorità e crunch di altri tempi, la batteria di Marco Primavera è diventata il centro e l’equilibrio di quell’impasto sonoro che i fan del genere apprezzeranno tantissimo ed il basso (suonato live da Emanuele Guidoboni) sostituisce praticamente la chitarra principale come di regola nei “Thegiornalisti”. I testi di Tommaso parlano di un amore intenso che si abbandona ai piaceri della vita che ci uniscono a noi stessi e agli altri. La novità del pianoforte conferisce, poi, all’album tutte quelle caratteristiche che risiedono nella parola chiave di questo lavoro: “Vecchio”, titolo e inno simbolico dell’album. “Vecchio” per i “Thegiornalisti” racchiude uno stile di vita, un modus di pensare e di agire. “Vecchio” è sinonimo di saggezza, attaccamento alla vita, è il sentirsi vivi anche a ottant’anni; è il motto di chi vuole vivere lentamente e morire il più tardi possibile. Citando il testo della canzone che da nome all’album “potremmo fare di più ma il tempo è contro di noi, ma noi ce ne andremo con la spider, su e giù per la via Aurelia tra la campagna e il mare blu”, e anche “quando un vecchio inizia a bere lo fa giusto per ricordare come sorridere” e non per fare il bullo e uscire fuori di sè insensatamente.”

In definitiva il disco è per tutti quelli che preferiscono andare in vacanza con amici/parenti/amati in Provenza piuttosto che a Sharm el Sheik, per quelli che preferiscono le enoteche alle discoteche e per quelli che preferiscono il vino alla vodka tonic. Il disco sta ad anni luce da Facebook e milioni di chilometri dalla contingenza dell’arte usa e getta. E’ un prodotto che potrebbe durare per sempre; presenta riflessioni, sensazioni e scenari evergreen. Pigliatevi una buona bottiglia di vino, appollaiatevi comodamente sul divano con il pacchetto di sigarette vicino ed esplorate coi vostri sensi questo lavoro che potrebbe esser definito d’altri tempi ma che però grazie a queste dodici canzoni diventano pure i nostri. Il disco è stato registrato e mixato da Carlo Pinna alla Barchessa Recording Studio (Rubiera, Emilia Romagna). La masterizzazione effettuata ai celebri Abbey Road Studios di Londra da Steve Rooke.

 

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