Nuovi dati sull’uso di droga: in calo le “pesanti” ma è boom di cannabis

Prosegue anche quest’anno il trend del calo dei consumi di sostanze stupefacenti in Italia che però non si allarga anche alla cannabis, anzi. Per quanto riguarda l’erba si è registrato un aumento, dovuto in parte, forse, al grande numero di siti internet che ne promuovono l’acquisto e l’uso. Anche qui il tasso di crescita è forte, da 200 mila ad oltre 800 mila in un anno.

In calo l’uso di droghe pesanti e sintetiche, ma è boom di cannabis.

Le droghe definite pesanti sembrano avere un futuro difficile nel nostro Paese, tanto che secondo gli studi del Dpa il 95% degli italiani sarebbe “pulito” e non farebbe uso di stupefacenti. Si conferma così il trend che ha caratterizzato gli anni passati: la cocaina, dopo un tendenziale aumento nei primi anni dalla sua introduzione, segna una costante e continua contrazione della prevalenza di consumatori sino al 2012, stabilizzandosi nel 2013. Per l’eroina si osserva un costante e continuo calo a partire dal 2004. Lo studio ha dedicato particolare attenzione ai giovani con un approfondita ricerca sulla popolazione studentesca. Su un campione di 34.385 soggetti di età compresa tra i 15-19 anni risulta che 21,43% abbia fatto uso di cannabis negli ultimi 12 mesi, contro il 19,4% dello scorso anno, il 2,01% abbia utilizzato cocaina, in crescita rispetto all’1,86% del 2012. Incremento simile è stato registrato anche per gli allucinogeni con un 2,08% rispetto all’1,72% dello studio precedente; aumento minimo quello per l’eroina che ha registrato uno 0,33% (0,32% nel 2012), e gli stimolanti metamfetamine e/o ecstasy giunti a soglia 1,33% contro l’1,12% precedente.

Un boom dell’uso di cannabinoidi che non può confortare visti i rischi che derivano anche dall’uso di queste sostanze naturale. Basti pensare che le sue applicazioni terapeutiche infatti vanno eseguite soltanto sotto il controllo medico poichè principi attivi contenuti negli spinelli, ricorda il Dpa, sono in grado di produrre nel tempo alterazioni della memoria, delle funzioni cognitive superiori quali l’attenzione, compromettendo quindi l’apprendimento e i tempi di reazione. Una recente ricerca del’Imperial College di Londra aveva messo in evidenza come l’uso prolungato di cannabis può portare nel tempo a demotivazione degli individui. Su alcune persone con predisposizione genetica può agevolare l’esordio di disturbi psicotici e ne peggiora il decorso.

Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga.

Le cause di questo aumento sono spiegate anche da Giovanni Serpelloni, capo del Dpa: «L’aumento dell’uso di cannabis deve farci riflettere sulla necessità di adottare nuove forme di prevenzione più precoce e più selettiva per ogni dipendenza. La priorità ancora una volta è prevenire precocemente il consumo soprattutto negli adolescenti sviluppando consapevolezza e modelli educativi verso stili di vita sani.» . L’affermazione non può che far pensare alle azioni delle Regioni, che hanno ridotto drasticamente gli investimenti eseguiti nel settore dei progetti di prevenzione. Sembrano esserci le basi per l’ennesimo caso di passaggio di colpe.

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By | 2013-07-25T08:32:10+00:00 25/07/2013|Categories: Magazine|Tags: , , , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa