Occupazione giovanile: qualcosa si muove, forse

Il 19 giugno scorso la Commissione Europea aveva alzato la voce: “Bisogna realizzare tempestivamente i progetti per stimolare l’occupazione”. A distanza di circa una settimana il Premier Enrico Letta pare abbia ascoltato queste parole e sembra essersi mosso nella giusta direzione. Domani è atteso il Consiglio dei Ministri che varerà le misure per incentivare il lavoro in Italia.

Il primo passo saranno gli sgravi fiscali a chi assumerà persone sotto i 30 anni, possibili grazie ai finanziamenti che l’Unione Europea ha stanziato per l’occupazione giovanile lo scorso mese: 6 miliardi in tutto, 500 milioni specificatamente per l’Italia. Ma non è finita.

Il Premier Enrico Letta domani guiderà il Consiglio dei Ministri dedicato al lavoro

Il secondo passo potrà essere compiuto se nel prossimo vertice di giovedì, quando si riunirà il Consiglio Europeo, verranno addottati i provvedimenti a sostegno di aziende e giovani in cerca di lavoro. Pare si tratti di una confluenza di più attività con un unico scopo: stimolare i giovani all’internazionalizzazione e alla ricerca di un impiego anche in aziende straniere. Secondo Repubblica.it (qui l’articolo), si partirebbe dall’Erasmus che dal prossimo anno sarà potenziato, non solo nei finanziamenti, ma anche nelle sue iniziative. Ci saranno infatti opportunità di finire anche le superiori in un altro paese, in una modalità simile a quanto già fatto per l’università. Dovrebbero aumentare anche il numero di borse: la Commissione Europea vorrebbe infatti arrivare a quota 2,2 milioni di giovani in mobilità.

All’Erasmus andrebbero affiancate altre iniziative con lo scopo di facilitare le possibilità di impiego, stage e tirocini presso aziende europee. Una di queste si chiama Your First Eures Job (qui il sito web). Attiva da circa un anno, si inserisce nel programma delle iniziative per i giovani della Commissione Europea e, dando dei finanziamenti che vanno dai 200 ai 300 euro fino ad un massimo di 1200 per il trasferimento, permette ai ragazzi europei di mettersi in contatto con aziende di altri paesi.

Le premesse affinché qualcosa si muova nella direzione giusta sembrano esserci, ma bisognerà aspettare gli incontri di domani (a Roma) e di giovedì (a Bruxelles) per capire quale futuro ci aspetta. Nel caso vadano in porto, però, sarà nostro compito mettersi a cercare, perché opportunità come queste è meglio non lasciarsele scappare.

 

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.