Oculus, la realtà aumentata secondo Mark Zuckerberg

I 19 miliardi per assicurarsi il mondo della comunicazione via messaggio non erano bastati, dopo essersi messo al riparo dalla concorrenza di Skype e Twitter, papà Zuckerberg ha voluto sorprenderci tutti fiondandosi sul mercato dei videogames. Ebbene si, è notizia di qualche giorno fa che Facebook abbia acquistato per la modica cifra di 2 miliardi l’azienda produttrice di Oculus, degli occhiali per la realtà virtuale aumentata. Il progetto, nato dalla passione e dalla genialità del ventunenne Palmer Luckey, è frutto dell’unione di una maschera da sci e lo schermo di uno smartphone. Da questo primo e rudimentale prototipo è poi nato il primo Rift (questo il nome generico per indicare questi futuristici apparecchi) che è poi diventato appunto la base della start-up di cui sopra. L’applicazione che il fondatore vorrebbe per la sua creatura, e che Facebook sembra intenzionata a mantenere, è quella che pensa all’industria dei videogiochi come interlocutore ideale, con grandi aspettative dei nerd di tutto il globo.

Luckey Palmer, il giovanissimo inventore degli Oculus Rift, recentemente rilevati da Facebook.

La storia nasce in un garage non più di due anni fa. Luckey Palmer, giustamente riconosciuto dalla rivista Forbes una delle menti più promettenti tra gli under-30, ha lasciato tutti a bocca aperta sfornando i suoi Oculus. Da li in poi è stato un crescendo di popolarità, passando per due Electronic Entertainment Expo vissuti da protagonista. Nel 2013 la campagna di finanziamento su Kickstarter ha fruttato al giovane prodigio ben 2,4 milioni di dollari (a fronte di una richiesta di 250mila). Con la commercializzazione del primo modello di Oculus, 300 verdoni per aggiudicarselo, è arrivato pure l’interesse di Facebook e, come ormai sappiamo, l’acquisizione. Il giovane Luckey si dimostra piuttosto sereno riguardo al suo futuro dipinto di blu e sono in molti a dargli ragione; il sopraggiungere di un colosso che potesse dare al progetto gli strumenti finianziari ed imprenditoriali per farlo decollare era considerato un passaggio inevitabile. Meno contenti sono stati invece i sostenitori che avevano concesso il loro finanziamento su Kickstarter, in quanto hanno visto il loro sogno, tanto indie quanto appassionato e visionario, finire nelle mani di papà Zuckerberg che ora lo spremerà come solo le grandi multinazionali sanno fare.

Nonostante il gusto retrò, un pò anni ’90, è innegabile che il mondo videoludico non abbia mai del tutto abbandonato l’idea della realtà aumentata che in effetti consentirebbe di portare l’esperienza di gioco su tutto un altro livello. Ma i concorrenti non staranno di certo a guardare. Sia Sony che Microsoft, pur con un certo ritardo a dire la verità, hanno predisposto i propri progetti per passare dal 3D a vivere la terza dimensione. Parliamo rispettivamente di Project Morpheus (Matrix docet) e Project Fortaleza (?!), il primo effettivamente presentato da mamma Sony mentre il secondo è ancora circondato da un alone di mistero. Chissà quale sarà il nostro futuro e le possibili applicazioni di questi apparecchi, è facile immaginare uno spazio virtuale sempre più inclusivo, nel quale le possibilità si moltiplicano ma anche sempre più estraniante. C’è già chi parla invece del passo finale verso l’alienazione totale dell’uomo dal mondo reale, relegato in una stanza buia, circondato da cavi e monitor che rappresentano le moderne catene della sua prigionia auto-indotta.

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By | 2017-02-12T16:22:28+00:00 03/04/2014|Categories: Magazine, Tecnologie|Tags: , , , , |0 Comments

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Matteo Macuglia
Ho ventun’anni e mi sto laureando in Scienze Politiche e dell’Amministrazione. Ho una grande passione per la fotografia e per l’attualità politica e sogno di diventare un giornalista.