Oggetti in pelle umana, quando il kitsch non ha limiti

Il divano di “pelle umana”: un elemento kitsch più che mai. Una novità a riguardo arriva dalla Scozia con l’artista Jessica Harrison che scolpisce “la pelle umana”. La Harrison ha utilizzato dei tessuti in pelle sui quali ha poi applicato il calco della sua mano e infine li ha utilizzati per foderare divani e sedie in miniatura con tanto di peli attaccati, che sembrano dunque di vera pelle umana. Riporta così il Daily Best, un giornale online un po’ trash (da non confondere assolutamente con il Daily Beast di Tina Brown), ma che, malgrado tutto, qualche notizia interessante la riporta. Elisabetta Ruffolo, l’autrice dell’articolo, non tralascia lo stupore che la Harrison possa provocare con queste strane minisculture, ma precisa anche che l’arte ha il compito, soprattutto nella nostra era, di smuovere qualcosa nell’audience e questi oggetti sicuramente non solo muovono, ma scuotono del tutto i nostri animi.

Le opere della Harrison hanno lo scopo di smuovere l’anima.

L’opera della Harrison potrebbe ricordare vagamente quella del grande artista Fabio Mauri, il quale però più che sulla forma, si focalizzava sul vero e proprio concetto intrinseco della pelle umana: le sue performance erano volte a ricordare l’orrore dell’Olocausto. E così fece ad esempio intitolando una sedia “Sedia in pelle ebrea – Norimberga 1941, 1971”.

In un’altra epoca, con tutt’altro sentire, la scultrice Harrison vuole empaticamente mandare un segnale personale e nuovo con la sua scultura “umana” senza fini, basandosi principalmente sulla forma, più che sul concetto. Per Mauri invece c’era la storia tout court e da innovatore e artista lungimirante qual era lanciava un messaggio preciso, che ha fatto il giro del mondo.

Commenti Facebook
By | 2017-03-13T16:35:27+00:00 25/11/2013|Categories: Magazine|Tags: , , |Commenti disabilitati su Oggetti in pelle umana, quando il kitsch non ha limiti

About the Author: