Pagelle sprint – GP del Bahrein

Premessa – Mi rendo conto che i voti sono esagerati sia in un senso che nell’altro, dato che in fondo la gara ha visto una lotta aperta tra due scuderie e due piloti ormai alla pari. Se ci fossero state anche le pagelle delle qualifiche il 10 l’avrebbero ottenuto quelli del team Mercedes, mentre per la Ferrari ci sarebbero stati voti non esaltanti. Al netto della penalità ricevuta da Hamilton (quindi non calcoliamo 6 secondi di distacco, ma solo 1 tra le rosse e le frecce d’argento), abbiamo visto però una Ferrari che ha lottato alla pari pur partendo penalizzata a causa dello scarso risultato delle qualifiche: è questo che abbiamo voluto premiare, la capacità della scuderia di Maranello nel colmare il gap delle scorse stagioni e delle qualifiche e portarsi davanti ai dominatori incontrastati della F1 degli ultimi anni con una prestazione perfetta.

Voto 10

Ferrari: quando fai tutto alla perfezione, una piccola sbavatura nel cambio gomme di Raikkonen non può scalfire la stima che ti sei guadagnata di giro in giro. Il punto forte della monoposto, ormai lo sappiamo e ogni gran premio ce lo conferma sempre di più, è l’impianto frenante che consente ai piloti di ritardare la frenata di circa 5 metri rispetto alla concorrenza e senza questa caratteristica forse la buona partenza di Vettel non sarebbe comunque bastata per superare Hamilton. Eppure meritano una menzione particolare, anche in questa vittoria, tutti gli uomini di Maranello: quelli che in fabbrica hanno creato una macchina in grado di lottare finalmente per il mondiale; i ragazzi del pit-stop che sono stati quasi perfetti; Marchionne che forse stavolta ha avuto la decenza di non rilasciare dichiarazioni buone solo a destabilizzare; e soprattutto il tanto bistrattato muretto, spesso criticato, anche meritatamente, negli ultimi anni per strategie non indovinate (eufemismo) e a volte anche eccessivamente, dato che la sfortuna per la rossa si è sempre fatta trovare pronta dietro l’angolo. Ti piace vincere facile? No, così è ancora più bello!

Voto 9

– Prima ancora dei meriti dei singoli piloti, va segnalato lo spettacolo che hanno offerto tutti nel complesso: sorpassi, incidenti, safety car, strategie differenziate, inseguimenti, gestione delle gomme, caparbietà, malizia, team radio pungenti… chi più, chi meno, ma tutti, piloti e scuderie, devono essere ringraziati per averci fatto restare incollati ai televisori. Forse stiamo esagerando, sicuramente si è visto di meglio in passato e anche a sprazzi nelle ultime stagioni, magari il grosso del merito è del ritorno, confermato gara dopo gara, della Ferrari, ma ragazzi sono veramente euforico!

Voto 8

Vettel: ottima partenza, e bellissima gara anche se, bisogna dirlo, con l’impianto frenante della Ferrari i sorpassi sono quasi facili. Quando però c’è da lottare duramente lo fa alla grandissima, difendendosi dall’attacco di Bottas con grande decisione, ed è bravo anche a coronare l’ottima strategia che il muretto del cavallino gli ha costruito su misura. Termina la gara in difficoltà con le gomme, che però amministra benissimo gestendo l’arrembante Hamilton con grande intelligenza e senza correre rischi. Coriaceo

Voto 7

Massa: bravo in partenza, cerca come può di tenere dietro Kimi per qualche giro, poi riesce a riguadagnare la posizione grazie all’errore ai box della Ferrari ritrovandosi nuovamente a lottare con monoposto sulla carta migliori della sua, risultando un osso duro per tutti e ottenendo un meritato 6° posto. Lì sempre lì, lì nel mezzo, finché ce ne hai stai lì

– La Williams corre ormai da tre gare praticamente con una sola vettura, ma a differenza che in Cina almeno si conferma salda e sicura nelle posizioni che ci si aspettava a inizio stagione. Certo è un peccato vedere un team storico ridotto a dipendere economicamente da un teenager che, almeno al momento, sembra non meritare quel sedile. Pecunia non olet

Verstappen, genio e sregolatezza come sempre: ancora una gran partenza per lui, poi come sempre sorpassi ed emozioni di ogni tipo, anche se purtroppo per lui l’ultima emozione gliel’hanno data i freni che non hanno funzionato a dovere all’uscita dei box e gli hanno fatto finire la corsa contro un muro. Another brake on the wall

– Sarà la macchina che è buona, sarà Perez che è un pilota davvero bravo… fatto sta che è costantissimo nell’arrivare sempre a punti e quasi sempre ad essere il primo degli altri, dei piloti di auto normali. Certo poi possono sempre capitare defaillance e incidenti come in Cina ma si sa, la fortuna è ceca, ma Checo ci vede benissimo.

Voto 6,5

– Chiariamoci: il vero Hamilton è quello dell’ultimo stint; questo pilota farebbe paura a chiunque e pur facendo quello che per lui è normale amministrazione ci ha lasciati tutti col fiato sospeso nel finale di GP. Poi però per fortuna degli avversari ci sono gare in cui per buona parte si addormenta o non viene aiutato dai box Mercedes come sarebbe lecito aspettarsi. Ecco, l’Hamilton veloce e affamato meriterebbe anche un 8, ma purtroppo per lo spettacolo nel resto della gara si è visto un pilota ingolfato e, diciamolo, per una volta anche un po’ sfortunato, costretto a ricorrere anche a una piccola scorrettezza in corsia dei box per rimediare a una scelta strategica non eccezionale da parte del suo team, venendo giustamente punito. Poi ok, la macchina è più o meno la solita scheggia e per lui è un gioco da ragazzi riconquistare le posizioni perse e lanciarsi all’inseguimento di Vettel, ma quest’Hamilton qui non ci piace e non merita la sufficienza. Fate voi la media. Double Face

– Bravo e regolare anche Grosjean che ottiene ancora una volta dei punti meritatissimi. Lontano anni luce dal pericolo ambulante che era fino a qualche anno fa. Le temp fait rien à l’affaire, ognuno matura coi suoi tempi

Hulkenberg: costante e talentuoso come sempre. Quando la macchina c’è lui riesce a farsi valere, anche se non si può dire certo che si sia messo a strafare. In realtà non si può nemmeno dire che la sua Renault fosse tutta sta gran cosa… ma in tempi di vacche magre si fanno le nozze coi fichi secchi e ci si accontenta di quello che arriva. Prima o poi meriterebbe un’occasione in un top team. Gavetta senza fine

Alonso fa quel che può ma quando si trova in bagarre bisogna solo alzarsi in piedi e applaudire la sua caparbietà. A costo di diventare ripetitivi e noiosi: non merita un finale di carriera così triste. Keep on fighting champ!

Wehrlein: concediamogli un po’ di tempo in più visto il rientro dall’infortunio e diamogli una sufficienza abbondante di incoraggiamento. Piazzatosi anche lui, come Giovinazzi, ai margini della zona punti, ma più per demeriti delle altre scuderie che per meriti della sua monoposto, certo è però che quest’11° posto, dopo il 12° di Melbourne, in Svizzera suona come un’occasione irripetibile andata sprecata. Sicuramente sembra essere il miglior pilota della scuderia elvetica, più talentuoso di Ericsson e più esperto di Giovinazzi, troppo facile così. Senza metri di paragone

Force India: piazza costantemente 2 macchine in zona punti, scusate se è poco. Se continua così può insidiare il 4° posto in classifica che dovrebbe sulla carta meritarselo la Williams. Ormai è una delle grandi verità di questa stagione: costante e prevedibile come la sabbia sul circuito di Al Sakhir

– Mezzo voto in più a Kimi rispetto a quello che ci ha fatto vedere in pista me lo concedete? Dopo le parole quantomeno sconvenienti di Marchionne alla fine del GP di Cina, Raikkonen si merita un piccolo incoraggiamento per tanti motivi. Innanzitutto perché anche lui è finalmente riuscito a fare qualche sorpasso, ma soprattutto perché una piccola nuvoletta scura di Fantozzi alla Ferrari ce l’ha sempre e solo lui sopra il casco in questo inizio di stagione: il suo undercut, avvenuto un giro dopo quello di Vettel, è stato danneggiato ancora una volta dalla safety car; è con lui che i meccanici hanno avuto un’incertezza nel cambio gomme; ha sempre qualche problema con la power unit; e durante le prove libere gli è toccato pure il ruolo di protagonista in una scena epica che ritraeva un uomo solo e alla frutta camminare in mezzo alla sabbia sotto il sole cocente. Almeno stavolta però riesce a rimediare ai suoi errori e alla sfortuna con una ritrovata aggressività. Che è incostante non lo scopriamo oggi, e nemmeno che è capace di lampi di talento purissimo in mezzo a dormite colossali. Il nonnino è capace ma non si applica.

Voto 6

– Il voto di Bottas è la media tra il 7 per la qualifica e il 5 per la noia della sua gara e la sua impotenza di fronte a piloti con cui la seconda guida della monoposto regina non può arrendersi senza lottare. Per carità, darei un dito per essere etichettato così, ma oggi mi è sembrato un Barrichello 2.0

– Chi cercava il nome di Ocon nella classifica momentanea durante i primi giri veniva assalito dalla nausea di quando ci si trova su una scialuppa sballottata in alto e in basso dalle onde: di giro in giro lo ritrovavi 7°, 14°, 11°, 9°…vorrei tanto rivedere la sua gara dalla sua camera car per capire come sia possibile guadagnare e perdere così tante posizioni nel giro di poche curve. Nel francese però deve scattare qualcosa verso metà gara (è la terza volta di fila che succede) quando vede il suo nome gravitare intorno al 10° posto: butta l’ancora e da lì non lo schioda più nessuno. Magneto

– Prove, qualifiche e inizio gara promettente per le Redbull che sembravano aver annullato improvvisamente il gap dalle due scuderie in fuga per il mondiale, ma poi in gara Ricciardo è sembrato impotente. Certo magari con Verstappen in pista per tutta la corsa si sarebbero notati i progressi della macchina anche in gara, ma dopo i problemi di prestazione con aerodinamica non felicissima e motori non performanti ora i bibitari sembrano doversi più preoccupare dell’affidabilità. Freni e motori gioie (poche) e dolori

– La Haas invece si conferma gara dopo gara, soprattutto con Grosjean, ma l’affidabilità lascia ancora a desiderare visti i 3 ritiri totali nelle prime 3 gare. Nella lotta con la Renault per il 7° posto nel mondiale costruttori il suo punto di forza sembra essere soprattutto il grande feeling tra monoposto e Grosjean. E dire che hanno debuttato in F1 solo l’anno scorso! Il bello dei debuttanti

– Nemmeno stavolta che Hulkenberg ha messo in cascina due punti preziosi la Renault riesce ad affermarsi come 7a forza del mondiale, battuta nuovamente dalla Haas, ma a differenza del team americano il suo punto di forza sembra essere l’affidabilità della monoposto che potrebbe in queste prime fasi del campionato riuscire a far approdare a punti persino una seconda guida poco talentuosa come Palmer. Si può/deve fare di più

Voto 5,5

– Diamo un voto anche a Vandoorne sulla fiducia perché ci siamo stancati di non poterlo giudicare e perché i paolino paperino, capaci almeno sulla carta, che vengono vessati da sfortuna e datori di lavoro ci fanno simpatia. E complimenti anche per il self control (chi volesse sapere quali improperi si merita la Honda a ogni gara da ormai 3 anni provi a chiedere ad Alonso). Hey aspetta, ma Stoffel c’era in Bahrain oggi? Io nemmeno sulla griglia di partenza l’ho visto. Casper

– Diteci la verità: tra i nuovi regolamenti introdotti quest’anno c’è anche un cavillo che ha obbligato Ferrari e Mercedes a scambiarsi un numero random di strateghi, altrimenti non si spiega come sia possibile che, mentre alla rossa indovinano tutto tranne l’imponderabile (leggi safety car in momenti inopportuni), Luigino sia costretto a covare sempre più dubbi verso le indicazioni che gli provengono dal muretto argentato. Ma la fortuna arride a chi sbaglia, si sa (siamo sicuri che sia così il proverbio?), e ancora una volta gli undercut di Maranello vengono disturbati dall’uscita di una safety car, altrimenti la coppia tedesca avrebbe tagliato il traguardo persino con qualche secondo in più. Per carità, davanti a un avversario che le indovina tutte, anche degli errori minimi sembrano enormi, ma non dimentichiamo che Hamilton ha avuto bisogno per ben due volte di ordini di scuderia sottintesi per non perdere tempo nella rincorsa a Seb. Poi, vi prego, qualcuno mi spieghi le dinamiche dello sconcertante trenino di inizio GP in cui Mercedes e RebBull sembravano sullo stesso livello, perché quello strano fenomeno di abbaglio collettivo non l’ho proprio capito… Miraggi nel deserto

Voto 5

Ricciardo: perde i confronti contro i suoi diretti avversari (Verstappen e Raikkonen) e poi si limita al minimo sindacale, vale a dire tenere la Williams a debita distanza. Sembra l’ombra di se stesso, intristito e alienato da un’occupazione senza sbocchi che gli ha tarpato l’entusiasmo iniziale. Storia di un impiegato

– Weekend da dimenticare per Sainz dopo i problemi in qualifica nel momento clou e la bagarre alla partenza. Non vogliamo infierire con un votaccio, anzi vogliamo spezzare una lancia in suo favore, dato che a nostro avviso la colpa dell’incidente è per la maggior parte di Stroll che l’ha chiuso malamente una volta che lo spagnolo si era ormai gettato nel portone che gli aveva spalancato il giovane canadese. Sedotto e incolpato

Voto 4

Kvyat ha una bella spada di Damocle che gli pende sulla testa: la Toro Rosso di inizio stagione si è rivelata essere una buona monoposto e vederlo lottare alla pari con una Honda derelitta e con Palmer, che nel paddock non gode della stessa stima di cui gode il russo, è un brutto segno. Da ragazzo prodigio della RedBull a seconda guida a Faenza, chiamate un mental coach

– Se c’è una cosa che proprio non capisco è come faccia Palmer a ritrovarsi sempre in coda al gruppo… per carità, scarso è scarso, ma ha una macchina meno peggio di altri e per almeno metà gara sembrava riuscire a meritarsi almeno una sufficienza con sorpassi e lotte. Sembrava che finalmente la macchina lo assistesse e che lui finalmente stesse riuscendo a dimostrare per lo meno di non essere il pilota più scarso del circus, ma poi puntualmente viene risucchiato all’ultimo posto non si sa come. Il divario dal suo compagno è a tratti umiliante, sebbene in mezzo alla bagarre abbia dimostrato anche di sapersi fare valere. Se però dovessi puntare 5 euro sul primo sedile a saltare, li punterei su lui. Tic tac tic tac
– Giornata storta per la Toro Rosso che però può sorridere guardando la classifica del mondiale che la vede salda al 6° posto nonostante l’uscita a vuoto di Pasqua. Basta che non sia un fuoco di paglia, che quello non lo si può utilizzare nemmeno per il barbecue di Pasquetta. Scampagnata

– Non lasciatevi ingannare dall’11° posto, piazzamento ottimo per la Sauber, probabilmente la scuderia più scarsa del circus: è stato ottenuto più per meriti di Wehrlein e di una gara a eliminazione che per meriti della macchina. Ecco, sì, se proprio si vuole trovare due meriti della scuderia elvetica questi sono l’affidabilità e un buon pilota come Wehrlein, con la speranza che presto possano dare un’altra occasione a Giovinazzi. Peccato per loro, però, perché due gp come quello d’Australia e di Bahrein, in cui sono arrivati due volte ai margini della zona punti, possono essere considerati un gran rimpianto e un’occasione persa per una squadra che non sembra proprio poter ambire alla zona punti. Cenerentola

Voto 3

– Guardi Stroll al suo debutto in F1 e con le dovute proporzioni sembra di vedere l’annaspante Badoer in Ferrari quando è stato chiamato a sostituire Massa: un pilota poco esperto a lottare nelle ultime posizioni nonostante si ritrovi alla guida di una buona macchina, ma certo per nulla eccezionale. E ci scusiamo con l’ex collaudatore Ferrari per questo paragone perché almeno lui non faceva incidenti ed era pilota di comprovata esperienza e stimato da tutti. L’incidente, dicevamo: anche in Bahrain come in Cina a un primo sguardo sembrerebbe colpa di chi l’ha speronato ma in realtà è lui che prima lascia spazio e poi chiude malamente la porta senza curarsi di chi è all’interno della curva. Ok i big money e ok che si parla di circo della F1, ma l’autosport non è la Corrida di Corrado. Dilettanti allo sbaraglio

Voto 2

– Eh bella lotta quella tra Ericsson, Stroll e Palmer, davvero avvincente! No, tranquilli, non sono ubriaco: sto parlando della lotta per vestire l’ambita maglia nera del pilota più scarso in pista. No, i 5 euro di cui parlavo sopra su lui non li punto, lui è più di un pilota con la valigia visto che i suoi sponsor tengono in vita la Sauber. Non dico che lui in F1 non ci possa stare, dico solo che magari ha sbagliato ruolo: marketing o meglio ancora commerciale procaccia-sponsor, lì ce lo vedrei bene. Che dire delle sue gare? Sempre male in qualifica dove le prende malamente da quasi tutti i piloti in griglia, compresi i suoi compagni di squadra, male allo start, riesce ad avvantaggiarsi perché durante la safety car non cambia le gomme ma poi ripiomba prontamente alle posizioni che gli competono. Siamo sicuri che sia meglio di Giovinazzi? Il talento di Mr. Ericsson

Voto 1

– Sì, sopra ho definito la Sauber la scuderia più scarsa, ma non mi sono dimenticato della McLaren, anzi della Honda. E vi prego di notare come quando si parla in questi termini della scuderia di Woking ci rivolgiamo sempre chiamando in causa il motorista giapponese e mai la meno colpevole McLaren. Semplicemente mi rifiuto di pensare che questa McLaren, forse mai tanto in difficoltà nella sua storia, terminerà la stagione a 0 punti e in una delle ultime due posizioni del campionato costruttori. Mi rifiuto e soffro per il povero, povero Alonso che pur lottando come un leone oltre le possibilità della sua auto si deve ritirare per la terza gara di fila. Non so se sia peggio, poi, quello che sta subendo lo spagnolo o la terribile esperienza del semi-deb Vandorne che non riesce nemmeno a fare un paio di giri in santa pace, senza problemi o umiliazioni. Malgrado i 4 GP all’attivo, il belga ha accumulato in totale forse meno km di quanti ne abbia macinati Giovinazzi nelle prime due gare della stagione. Imbarazzanti

S. V.

Magnussen: uscito troppo presto, ma comunque non stava facendo nulla di degno di nota, vivacchiando a fondo gruppo. Buon per lui, forse, che si sia dovuto ritirare per problemi tecnici, perché è riuscito a sfigurare nel confronto con Grosjean persino quando, come in Cina, gli è finito davanti, figurarsi come ne sarebbe uscito malconcio oggi dal confronto col compagno. Il ritratto di Grosjean Grey

McLaren: come puoi giudicare l’impasse all’interno del team di Woking, quando sai la penale che pende sulla loro testa se solo si arrischiassero a dire tutto quello che pensano delle power unit Honda (concetto ben sintetizzato, tra l’altro, dal sempre colorito Nando)? Mani legate, motori strozzati

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By | 2017-05-21T12:10:50+00:00 17/04/2017|Categories: Sport|Tags: , , , , , , |Commenti disabilitati su Pagelle sprint – GP del Bahrein

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Traduttore (di Football Manager, ma anche di cose più serie), germanista, ex scout (ma "scout una volta, scout per sempre"), ama guidare l'auto ma anche spostarsi in bicicletta e fare trekking in montagna. Appassionato di astronomia, calcio, formula 1 e soprattutto di musica. Per radioincorso.it conduce Tribute, cura maniacalmente la scelta musicale dei programmi che lo vedono in conduzione, ha un debole per i programmi tematici e recensisce concerti, ma dei gruppi che piacciono a lui perché il suo motto è #SomeSongsAreBiggerThanOthers