Pagelle sprint – GP di Melbourne

Voto 10

La vittoria di Vettel ha tanti protagonisti, ma il fattore determinante per la gara di Melbourne, e chissà, magari anche per il prosieguo del mondiale, sembra essere l’ottima gestione delle gomme da parte della Ferrari; un consumo ridotto, quello della rossa, rispetto alle noie con le gomme che hanno avuto soprattutto i grandi rivali della Mercedes come emerso nei team radio durante il gp. Easy on tyres.

Voto 9

Le livree delle scuderie della stagione 2017, totalmente diverse da quelle della stagione scorsa grazie al nuovo regolamento che ha permesso di estremizzare l’aerodinamica delle monoposto. Le livree, dicevamo:  finalmente aggressive, belle a vedersi, veloci e molto colorate, a volte pure troppo o con combinazioni di colori azzardate, ma che sicuramente rendono più facile e piacevole per il pubblico seguire i gran premi. Peccato solo per le antiestetiche vele e le cosiddette T-wing, sicuramente utili a fini aerodinamici ma comparse sulle monoposto solo grazie a un buco nel regolamento e che per fortuna scompariranno a partire dalla prossima stagione. Anche l’occhio vuole la sua parte.

Voto 8

Scuderia Ferrari, e non a caso utilizziamo il nome ufficiale: il merito di aver dato rinnovate speranze a noi ferraristi va spartito tra tutti i componenti del team, come non ha mancato di sottolineare Vettel nei ringraziamenti via team radio a fine gara. Un progetto riuscito sin da subito, basato sulla scelta azzardata di costruire una macchina dal passo corto, l’unica tra quelle di testa, e realizzato grazie a una nuova organizzazione orizzontale all’interno dello stabilimento. La nuova verve della ferrari è stata già anticipata nei giorni scorsi con i vertici del team che hanno smesso di piagnucolare, ma che son riusciti a far la voce grossa e finalmente farsi ascoltare dalla FIA, denunciando irregolarità sulle vetture avversarie. E poi non dimentichiamo la nuova monoposto di Vettel, a cui il pilota ha dato un soprannome femminile anche quest’anno, Gina (diminutivo di Regina. Nomen omen?), che si è comportata egregiamente e non l’ha mai tradito, nemmeno una volta durante i test di Barcellona. Se il buongiorno si vede dall’Australia…
– Menzione speciale anche per Nico Rosberg, che oggi in un videomessaggio ha avuto un pensiero molto carino per i tifosi: ora che sta dall’altra parte dello schermo, s’è reso conto anche lui quanto sia difficile per noi tutti la levataccia alle 6 del mattino anche di domenica. Cose che si fanno solo per passione… Già ci manchi

Voto 7

Vettel è stato perfetto. Certo, si potrebbe dire che con una Ferrari così buona e una strategia indovinata è tutto più facile, andatelo a dire a Raikkonen e ai suoi 22 secondi dal tedesco maturati al traguardo. Ma cosa più importante, il campione tedesco sembra aver ritrovato speranze e sorriso ed è tornato a essere l’uomo squadra umile e gentile della prima stagione, e non la brutta copia dell’Alonso furioso come l’anno scorso, tra un pianto e un duro colpo al morale. Seb, facile quando tutto va bene… Sì ma stai calmo
– Complimenti anche alle Toro Rosso, andate entrambe a punti senza patemi, forse la più grande sorpresa di questa prima gara della stagione, dati i segnali non incoraggianti che s’erano intravisti durante i test. Ti mette le aaaaali
Menzione speciale anche a Felipe Massa, ottimo sesto con una Williams non eccezionale, unico pilota delle scuderie “normali” a rientrare nello stretto circolo dei non doppiati, come a dimostrare che ha fatto bene a lasciarsi convincere a rimandare il suo buen retiro di almeno un anno.  Bollito a chi?
E grandi complimenti anche al debuttante Antonio Giovinazzi, ottimo 12° con una Sauber annunciata come la cenerentola della griglia. Fortunato a non aver rotture e imprevisti, bravo a tenersi fuori dalla bagarre e a condurre una gara regolare e con tempi in linea con gli avversari, bravissimo durante le qualifiche a dare del filo da torcere a piloti più esperti di lui nonostante lo scarso preavviso con cui è stato chiamato a correre, ha il grande merito di dare un’altra speranza a noi appassionati italiani: dopo tanti anni di attesa, forse possiamo finalmente pensare di avere un altro giovane e talentuoso pilota del bel paese all’interno del circus. The italian job

7- / 6+

– Rigorsamente in ordine d’arrivo: Perez, Sainz, Kvyat, Ocon e Hulkenberg tra i piloti; Mercedes, Williams e Sauber tra le scuderie. Senza infamia e senza lode

Voto 6

– Una buona gara anche quella condotta da Verstappen e Alonso, con giudizio e risultati ovviamente condizionati dalle macchine che si trovano a guidare. L’olandesino sembra confermarsi possibile stella futura della F1: con una Red Bull non eccezionale è riuscito a impensierire l’ottima Ferrari di Raikkonen, a far segnare qualche buon tempo e a chiudere a non troppo distacco dal leader della corsa. Diverso il discorso per lo spagnolo, un leone e un combattente come sempre: con una McLaren piena di problemi e più lenta di circa 30 km sui rettilinei nel confronto con le altre monoposto, stava riuscendo fino a pochi giri dalla fine nell’impresa di artigliare un punticino che sembrava già un miraggio per la scuderia di Woking. Fa male vedere un team storico ridotto così e ancora di più è frustrante vedere quanto mestamente stia concludendo la carriera uno dei migliori piloti della F1 moderna, che alla sua veneranda età potrebbe ancora lottare per il mondiale e insegnare a molti come si guida se solo avesse tra le mani una monoposto decente. Provateci voi con queste premesse…
– Menzione speciale al team Rai che finalmente ha avuto la decenza di non presentare in pit lane l’imbarazzante Stella Bruno, ha rispolverato l’inglese quasi accettabile di Ettore Giovannelli e soprattutto con un Gianfranco Mazzoni che, grazie alla mancata conferma di Gonzales, pardòn Gutierrez, è riuscito a non incappare in gaffe e momenti di confusione che ci avevano divertito parecchio la scorsa stagione. Dopo 20 ci siete arrivati

Voto 5

– Hamilton, Bottas e Raikkonen: poche parole per loro perché poco hanno fatto. Non si può nemmeno parlare di compitino portato a casa per il campione del mondo, che non si può accontentare di un secondo posto senza lottare, e del finlandese in rosso che sembrava un serio candidato al podio e ha chiuso invece a 12 secondi, troppo, dal suo connazionale, uno che nemmeno ci siamo accorti che stesse correndo, ma anche l’unico con il bicchiere mezzo pieno oggi, sebbene rimanga il più serio candidato a terminare fuori dal podio del mondiale a fine anno. Diesel
– Voto non eccezionale anche per la Red Bull, che tra un’aerodinamica troppo minimalista e un motore Renault che non regge il confronto con Ferrari e Mercedes, sembra davvero non poter ambire a impensierire le due scuderie di testa, facendo così un netto passo indietro rispetto allo scorso anno. Max, minimal & average
– Stesso discorso dicasi per la Force India di Hello Kitty, che si conferma in zona punti, ma che sembra non poter ripetere gli exploit della scorsa stagione. Il secondo anno è sempre il più difficile
– Un pelino meglio, forse, la Renault che ha il facile compito di migliorare le prestazioni sconfortanti dello scorso anno, ma che in qualità di costruttore ambisce ad entrare almeno sempre in zona punti gara dopo gara. “Impresa” solo sfiorata in Australia dall’ottimo Nico Hulkenberg che non è in grado di far miracoli, ma che può confidare nello sviluppo costante della sua vettura nel corso della stagione. Se poi i gialli francesi si decidessero finalmente a gareggiare anche con un secondo pilota e non con un pupazzo, qualche speranza in più di realizzare i loro obiettivi potrebbero pure averla… Honda, è così che si fa

Voto 4

-Ok, Ricciardo sabato non è stato esaltante e anzi ha deluso i suoi tifosi con un errore che gli ha rovinato la Q3 e reso in salita la gara di casa, ma ditemi se non è sfiga quella dell’australiano oggi? Dispiace, perché è un pilota di sicuro talento, simpatico a tutti e mezzo italiano, che in anni di vacche magre per il motosport italiano è già abbastanza per farci simpatizzare per lui. Dispiace perché lui meriterebbe almeno una volta quel podio nel gp di casa tanto agognato e lo meriterebbero i suoi tifosi. Speriamo che abbia concentrato tutte le sfighe oggi, in una gara già nata male, e ci riservi qualche bella sorpresa nel corso della stagione, perché un mondiale conteso tra più piloti e più scuderie è sicuramente più avvincente di quello delle ultime stagioni. Capito Renault, capito Red Bull? Sveglia! La maledizione della prima gara

Voto 3

Lance Stroll, il giovane canadese che coi soldi di papà s’è comprato un sedile di F1 e già che c’era buona parte di uno dei team più importanti del circus ha commesso errori da quando s’è seduto all’interno dell’abitacolo della sua Williams: incidenti che hanno fatto perdere un sacco di tempo durante i test, qualifiche pessime, arretramento sulla griglia e l’errore di posizionamento allo start che ha costretto tutte e 20 le auto a fare un altro giro di formazione prima della partenza. Tutto questo va aggiunto a un lungo troppo lungo durante la gara che gli ha fatto perdere un sacco di secondi. Una gara tra l’altro che lo vedeva lottare con Giovinazzi e la sua ben meno performante Sauber, mentre il suo mentore Massa dimostrava che la Williams può competere a ben altri livelli. Errori di gioventù e inesperienza si potrebbe dire, eppure “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” diceva chi la sapeva lunga. Maldonado 2.0?

Voto 2

– Nuovi regolamenti, livree aggressive, gomme più larghe, aerodinamica più performante, velocità mai così estreme… tutto molto bello, eppure a fine gara ci si ricorda sì e no di 2/3 sorpassi in pista, con motori ruggenti e gomme fumanti. Passano gli anni, sembra che di anno in anno cambi tutto, ma alla fine tutto resta com’è da anni, o quasi: è vero la Mercedes forse non sarà più la regina incontrastata della categoria, ma il rischio di un nuovo anno di Formula Noia sembra concreto. Zzzzz

Voto 1

L’immagine più emblematica del GP è lo spettacolare (anche a livello cromatico) doppio sorpasso subito da Alonso nell’ultima fase di gara che si è visto sfilare davanti Ocon e Hulkenberg, senza poter far nulla per contrastarli. Encomiabile la reazione insolitamente composta dello spagnolo nel team radio, ma se vogliamo proprio trovare qualcosa di positivo per la casa giapponese,  la vera fortuna dei vertici Honda è che ormai da molti anni non sia più usanza in Giappone la pratica dell’Harakiri, il suicidio d’onore. Imbarazzante, è questa la parola giusta, farsi superare così da un costruttore rivale, la Renault, rientrato nel circus solo l’anno scorso, e a cui è bastato solo un anno e non tre come alla Honda per iniziare a capirci qualcosa in campo di motori e regolamenti. Alla casa giapponese, quindi, la palma del peggiore tra le scuderie, ma tra i piloti non si è ancora capito che ci facciano tra i 20 in gara Jolyon Palmer e gli scandinavi Magnussen e Ericsson… meglio, più speranze per l’italiano Giovinazzi di ottenere in via definitiva un meritatissimo sedile da titolare! Impresentabili

S. V.

S. V. – Ingiudicabile la Haas che non è riuscita a portare al traguardo nemmeno una autovettura. Tra i suoi piloti sicuramente meglio Grosjean che, dopo l’ottima qualifica, stava conducendo una bella gara in posizioni più che dignitose per il suo piccolo team, almeno fino ai problemi al motore che ne hanno sancito il ritiro. E Vandoorne? Ah, ma era in pista? Scherzi a parte, il pilota ha già dimostrato nella sua ancora giovane carriera di avere la Stoffel, ma con una McLaren così lenta è veramente difficile farsi notare… Paperino e la sua 313

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By | 2017-04-10T00:12:06+00:00 26/03/2017|Categories: Sport|Tags: , , , , |Commenti disabilitati su Pagelle sprint – GP di Melbourne

About the Author:

Traduttore (di Football Manager, ma anche di cose più serie), germanista, ex scout (ma "scout una volta, scout per sempre"), ama guidare l'auto ma anche spostarsi in bicicletta e fare trekking in montagna. Appassionato di astronomia, calcio, formula 1 e soprattutto di musica. Per radioincorso.it conduce Tribute, cura maniacalmente la scelta musicale dei programmi che lo vedono in conduzione, ha un debole per i programmi tematici e recensisce concerti, ma dei gruppi che piacciono a lui perché il suo motto è #SomeSongsAreBiggerThanOthers