Pagelle sprint – GP di Monaco

Pagelle pubblicate in ritardo per aspettare il risultato della 500 miglia di Indianapolis

Voto 10

– Non è questa la sede per parlare di quel che è successo in prima serata a Indianapolis, del pauroso incidente e dell’ottima prestazione di Alonso, o della sua sfortuna, purtroppo. Due sono comunque le grandi certezze che si sono confermate anche in questa gara: Nando che dimostra come basti dargli una monoposto decente e lui ti vince qualsiasi tipo di gara, con tracciati ovali o tortuosi, con F1 o tricicli non fa differenza. E che anche in categorie dove non ha esperienza riesce a insegnare ai propri avversari cosa voglia dire una guida pulita ma piena di grinta. Ma anche, purtroppo, che il suo matrimonio con la Honda ha come fastidiosa terza incomoda una nuvoletta nera che lo segue ovunque vada. Campione (zen)

Ferrari, poco da dire: libere in testa, prima fila in qualifica, doppietta in una gara che premia accelerazione e passo corto, due delle eccellenze delle rosse di quest’anno. Rosse che hanno egregiamente tenuto botta in circuiti di motore e passo lungo, ma che oggi si sono candidate definitivamente come favorite al titolo costruttori dopo l’importantissima conferma di Barcellona. Già me lo immagino Arrivabene che voltandosi verso Toto Wolf gli fa “it’s Montecarlo, baby!”

– Bravissimo Vettel a fare giri record nel momento più importante della gara, ancora più bravo forse il suo ingegnere di pista a non farsi condizionare dal tentato undercut di Verstappen, come invece è successo a Raikkonen e Bottas. Squalo

Voto 9

– La differenza tra il tedesco della Ferrari e Raikkonen è quasi tutta nella decisione del muretto di far rientrare prima il finlandese che fino al momento del pit-stop stava tenendo dietro senza problemi il compagno di squadra. Poi però, ed ecco il perché del voto inferiore, Kimi si deconcentra, si accontenta e in pochi giri si fa infliggere un ritardo consistente da un Sebastian che spingeva sull’acceleratore galvanizzato dall’ottima strategia.  Chi si accontenta gode, così così

Voto 8

Red Bull. Già dalle prove libere si era capito: nelle piste in cui non conta il motore ma l’accelerazione i bibitari ci sono. Certo, con queste Ferrari e con delle comunque ottime Mercedes sarà difficile riuscire a vincere una gara, ma qualche podio se lo stanno meritando. Chi va piano va sano e va lontano

Sainz, fenomenale: un ottimo sesto posto con la non certo eccezionale Toro Rosso che quest’anno si esalta sui circuiti cittadini. Resta sempre così concentrato, ragazzo, sii costante e farai strada. Furia rossa

Voto 7

– L’uscita della safety car a Monaco è quotata a 1.1 e così ancora una volta Bernd Mayländer ha avuto l’onore di ravvivare un GP che stava un po’ annoiando così come tradizione impone. Tradizione che a Montecarlo significa anche yacht, showbiz, belle ragazze che prendono il sole e champagne. Bollicine

– Si conferma al 5° posto del mondiale costruttori la Toro rosso, candidandosi seriamente a prima tra le scuderie più piccole che si spartiscono gli ultimi posti della top ten all’arrivo. Ottime qualifiche per loro e soprattutto un’altra gara con almeno un pilota a punti. Certo, il livello di costanza della Force India sembra irraggiungibile, pure perché a portare punti pesanti è quasi sempre solo Sainz. Però a differenza di altre concorrenti (Renault e Williams su tutte) anche il secondo pilota della scuderia di Faenza si conferma in ripresa e può dimostrarsi utile per il mondiale costruttori. Buona macchina, prestazioni costanti e abbastanza affidabili, buoni entrambi i piloti… insomma in media stat virtus

Verstappen. Sì sul podio c’è salito Ricciardo, ma l’olandese è sembrato l’unico tra i piloti di testa a provare ad essere aggressivo tra le pericolose stradine di Monaco, dimostrando grinta ma anche freddezza nel riuscire a non commettere errori fatali, come invece ha rischiato il suo compagno. Peccato per la scellerata scelta del suo muretto nel farlo fermare per primo facendogli perdere la quarta posizione. Incacchiato

Mclaren: la macchina è in ripresa, finalmente, ma purtroppo sono pochi i GP in calendario in cui il motore conta pochissimo ed è difficilissimo superare. Diciamo che il voto è più per le ottime qualifiche, piuttosto che per la gara, terminata ancora una volta a 0 punti. Un voto per quel che poteva essere e non è stato. Gli errori da principiante di Vandoorne che va a sbattere sia in qualifica che in gara proprio quando stava iniziando ad assaporare qualche risultato utile; la power unit Honda che pure su un circuito del genere è stata fonte di preoccupazione tanto da inficiare la buona qualifica di Button, costretto a partire dai box; il forfait di Alonso che ha preferito provare a vincere a Indianapolis piuttosto che conquistarsi con le unghie e con i denti un punticino vitale a Monaco: decidete voi qual è per il team di Woking il maggior rimpianto

Voto 6,5

Ricciardo: come detto sopra, sale sì sul podio, ma per merito soprattutto del suo ingegnere di pista (o demerito di quelli di Verstappen e Bottas). Poi, invece di sfruttare la safety car, rischia di compromettere la sua gara sfiorando il guard rail nel momento più delicato della gara. Per carità, se è riuscito a ottenere il podio qualcosa di buono l’avrà fatta pure lui, ma diciamo che le defaillance dei suoi diretti avversari, qualifica di Hamilton inclusa, l’hanno agevolato non poco.  Fortunello

– Prestazione concreta anche per la Haas e per Grosjean che riesce a mettersi alle spalle una qualifica difficile che lo ha visto ottenere un buon risultato ma anche commettere diversi errori. Ancora una volta la scuderia americana e il pilota francese raccolgono quel che possono, le briciole, però le raccolgono con la costanza della donna delle pulizie che ti pulisce casa una volta a settimana. Folletto

– Attenzione attenzione, questa sì che è una novità! La Force India non ha conquistato nemmeno un punto, prima volta in questo 2017. Eppure le sensazioni sono positive, perché, al netto della sfiga e degli incidenti di gara, entrambi i piloti in rosa stavano risalendo la classifica dopo una prima metà di gara difficile, attestandosi in zona punti con Perez che negli ultimi giri dimostra di essere uno che non si accontenta e si rende protagonista di un sorpasso azzardato su Kvyat. Cionostante, vogliamo premiare lo stesso con un buon voto il pilota messicano che per la grinta, la costanza e la capacità di recuperare avrebbe meritato questo sorpasso al pilota russo colpevole di aver chiuso bruscamente dopo avergli concesso lo spazio per tentare l’impossibile. Sfiga e guard rail sono sempre avversari difficili da battere, ma per loro fortuna la bellissima stagione delle auto in rosa non viene minimamente scalfita da una gara sfortunata. L’eccezione che conferma la regola

Voto 6

Bottas: un giro eccezionale in qualifica tirato fuori dal cappello o da chissà dove (ma comunque non sufficiente, per un soffio, per trovarsi in prima fila), una partenza buona ma che a Montecarlo non basta ad avvantaggiarsi, una strategia ai pit stop poco felice e una gara in cui puoi fare poco. Soprattutto se devi pensare più a un Verstappen arrembante dietro piuttosto che a sfruttare ogni minimo errore di Ricciardo davanti. Impotente

Voto 5,5

– È vero il GP di Monaco è spesso molto noioso e una pista in cui non si può sorpassare è l’anti-spettacolo e l’anti-F1. E anche se ci vogliono palle quadrate per sfrecciare tra i muretti senza paura, questa è una faccia della medaglia. Poi però ci sono i guard rail che non perdonano il minimo errore, e le bandiere gialle e le safety car che possono cambiare la gara, scompigliare le carte o per lo meno, come successo oggi, almeno ravvivarla un po’. Basta attrezzarsi con tanto caffè ed evitare di gufare troppo, tanto qualcosa prima o poi succede. E se non succede ci pensa Mazzoni

– “Cimabue Cimabue, fa una cosa e ne combina due”, mi cantavano i miei da bambino e questa filastrocca, direi, fotografa perfettamente il weekend di Vandoorne che proprio a due passi dall’ottenere risultati importanti, decide di terminare sia il sabato che la domenica precocemente, con la sua McLaren malinconicamente a muro. Mezzo voto in meno perché riesce nell’impresa di andare a sbattere in regime di safety car. Monaco non è per tutti

– Ed eccoci arrivati a un altro pilota che inficia un weekend di ottime prestazioni a poche curve dalla fine: stiamo parlando ovviamente di Kvyat che, alla ripartenza dopo la safety car, prima illude Perez lasciandogli lo spazio e poi lo chiude bruscamente a muro rovinando la gara a entrambi. Autoscontro

– Ancora una volta un pilota della Haas si ritrova a punti grazie agli avversari davanti a lui che si eliminano tra loro. Magnussen però ha anche dei meriti: una qualifica decente, una buona partenza e una gara regolare passata lungo il fiume ad aspettare i cadaveri dei nemici gufando come non mai. La ragione però è di chi va a punti. Avvoltoio

Hamilton: per carità, quando parti 13° a Monaco c’è poco che puoi fare e anzi a Lewis è andata pure bene perché un paio di macchine davanti a lui si sono eliminate da sole. L’inglese però ha due grandi colpe: l’irrequietezza in qualifica che lo ha escluso dalla Q3 (e a Montecarlo si sa, come ci insegna Mazzoni: le bandiere gialle ti fregano sempre nel momento meno indicato) e il non essere riuscito a superare l’ottimo Sainz, nonostante l’uscita della safety car gli avesse fatto un gran bel favore. Imbottigliato

– Ok maluccio le sue qualifiche, ma che colpa ha Ocon se a metà gara un tombino gli buca la gomma e lo fa finire a fondo gruppo? Da lì poi non si esce più, e se non ci riesce un campione del mondo come Hamilton, come può fare di meglio un semi-deb come Ocon? Certo, concludere dietro Palmer è umiliante, ma di tutti i GP proprio dove non si può superare doveva bucare?!?! Sfiga inopportuna

Voto 5

– Weekend da dimenticare per la Mercedes che dal muretto non riesce a fare miracoli per aiutare i suoi piloti, costretti invece a fare i conti con macchine difficili da guidare, ma non sorprendetevi: il passo lungo a Monaco rende le auto agili come un elefante in una cristalleria o come ha detto Vettel giorni fa “guidare un bus in città non è facile”

Massa: porta a casa due punti ma non li merita. Ma come? Magnussen arriva 10°, non solo per meriti suoi, e si becca un voto più alto di chi gli arriva davanti? Sì perché il danese non guida una Williams, che oltre a essere sulla carta più forte, dovrebbe anche essere avvantaggiata dal passo corto, mentre invece il brasiliano riesce a non farsi notare per tutta la gara per poi scoprirsi miracolosamente 8° al traguardo. Fantasma

Voto 4,5

Button: qualifiche da 7, gara da 5, poi causa pure un incidente pericolosissimo per lo speronato Wehrlein, e per questo si meriterebbe un 4. Eppure le cose più interessanti del GP vedono protagonista proprio il redivivo pilota inglese, che contravvenendo al suo abituale aplomb pochi secondi prima della partenza è autore di un divertente team radio con Alonso (A: – Take care of my car. B: – I’m gonna pee on your seat!), poi di una scaramuccia ai box con Wehrlein che lo tiene e lo imbriglia e con il quale si vendicherà facendolo ribaltare qualche giro dopo . Sia all’uno che all’altro Button la tocca piano

Voto 4

Williams. Ripetiamo quanto detto spesso nei GP precedenti, con l’aggravante del non riuscire a sfruttare il passo corto, vantaggioso sui circuiti cittadini: fa tristezza vedere questo storico team costretto a lottare per riuscire a ottenere un punticino con un pilota ormai da pensione e l’altro non all’altezza della categoria regina. Non sempre è la macchina l’unica cosa che conta in F1, a volte anche piloti capaci riescono a portare risultati prestigiosi nonostante mezzi meccanici non esaltanti. No piloti, no party

Renault. Più o meno lo stesso discorso fatto per la Williams, solo meno grave: sì perché la scuderia un ottimo pilota almeno ce l’ha e con lui ha ottenuto buoni risultati in questo inizio di stagione. Il problema è che quando un guasto ti elimina l’unico buon pilota che hai, non puoi far altro che rassegnarti a fare 0 punti. Uno contro tutti

Voto 3

– Ne abbiamo già parlato prima, ma è bene rimarcarlo: se la Force India oggi ha terminato il GP con entrambe le monoposto a chiudere la classifica, la colpa è solo di una sfiga incredibile che ha colpito le monoposto indiane nel GP dove un qualsiasi problemino si trasforma in un problema insuperabile. E invece alle auto in rosa è successo di tutto e di più, altro che problemino: ali anteriori che cedono improvvisamente, gomme bucate, incidenti, lo sciagurato Palmer davanti a fare da tappo. Lourdes non è poi così lontana, no?

Wehrlein. La sua gara si caratterizza solamente per le continue “scaramucce”, chiamiamole così, con il veterano Button: cambiano entrambi le gomme quasi subito per provare ad arrivare fino in fondo con la mescola più dura e rischiano il contatto in pit lane; escono uno dietro l’altro e si inseguono come in una gara a due, senza mai riuscire a distanziarsi l’uno dall’altro, quasi guidassero entrambi la stessa macchina, diciamo ad esempio una dune buggy (rossa con cappottina gialla), fino al fatidico incidente che ci ha fatto restare tutti col fiato sospeso, quando Terence Button sperona Bud Wehrlein, che alla fine per fortuna riesce a uscire illeso dalla sua auto e riceve tutto il calore del pubblico. Bella anche la scena post incidente tra i due piloti con Terence Button che propone a un per nulla arrabbiato Bud Wehrlein di giocarsi la fornitura Honda del prossimo anno a birre e salsicce.

Voto 2

– E’ vero, Palmer, Stroll e Ericsson hanno lamentato per tutta la gara problemi a gestire delle monoposto al limite dell’inguidabilità (soprattutto gli ultimi due), ma è tutto l’anno che concludono le gare mestamente senza mai riuscire a meritarsi nemmeno una stiracchiata sufficienza. Ormai è questione di giorni e poi via al toto-sedile
– Sauber. Sei l’auto più lenta perché il tuo motore è il meno aggiornato di tutto il circus, ma se pure a Montecarlo sei sempre negli ultimi posti, allora forse è davvero un miracolo che non occupi pure l’ultimo posto nella classifica mondiale. Cenerentola

Voto 1

Honda: pure oggi che in F1 non ha fuso un motore, la casa giapponese si becca il voto peggiore del circus. Anche se sono invidiabili per la precisione scientifica con cui perseguitano il povero Alonso, per come lo illudono facendogli accarezzare un podio da rookie e poi lo lasciano a piedi a poche miglia dal traguardo e per come riescono a demoralizzare i tifosi di Nando e ad aumentare la frustrazione del pilota spagnolo. Dispettosi

 

Commenti Facebook
By | 2017-05-29T11:15:53+00:00 28/05/2017|Categories: Focus on (Magazine), Sport|Tags: , , , , , , , |Commenti disabilitati su Pagelle sprint – GP di Monaco

About the Author:

Traduttore (di Football Manager, ma anche di cose più serie), germanista, ex scout (ma "scout una volta, scout per sempre"), ama guidare l'auto ma anche spostarsi in bicicletta e fare trekking in montagna. Appassionato di astronomia, calcio, formula 1 e soprattutto di musica. Per radioincorso.it conduce Tribute, cura maniacalmente la scelta musicale dei programmi che lo vedono in conduzione, ha un debole per i programmi tematici e recensisce concerti, ma dei gruppi che piacciono a lui perché il suo motto è #SomeSongsAreBiggerThanOthers