Pagelle sprint – GP di Russia

Pagelle noiose oggi, senza neanche un sussulto, proprio come il GP di Sochi. Poco da dire e più o meno i soliti temi per la quarta gara consecutiva: Ferrari che fa sognare, Mercedes recuperata, RedBull e Williams deludenti, Force India incredibilmente costante, Renault in ripresa con un pilota molto forte e uno che almeno oggi non possiamo criticare, Toro Rosso che gioca a nascondino, Haas che fa di tutto per danneggiare Grosjean, Sauber per nulla performante e Honda IMBARAZZANTE / FRUSTRANTE. Potremmo anche finirla qui, ma ok proviamo a dare i voti e a ridestarvi dal soporifero GP di Sochi spendendo due parole proprio su quanto è stato soporifero il GP di Sochi:

Voto 10

Bottas: partenza eccezionale, e ottima resistenza alla pressione. Giusto una sbavatura, ma gliela perdoniamo, d’altra parte un Vettel arrembante dietro e il paventarsi della prima vittoria in carriera davanti a sé, farebbero venire la strizza un po’ a chiunque. C’è da dire che un Hamilton come quello di oggi probabilmente riusciva a umiliarlo persino il candidato al secondo sedile Mercedes scartato in inverno. Sempre bello rivedere una bandiera finlandese sul gradino più alto del podio. Cicciobello prime gioie

Voto 9

Ma come? Il premio alla migliore scuderia di giornata va alla Ferrari anche oggi che non è riuscita a vincere?!? Sissignori, oggi è stata sì un’occasione persa, ma il bicchiere non è solo mezzo pieno, lo è QUASI del tutto. E presto sarà colmo di champagne, ne sono sicuro. Se analizziamo bene il weekend vedremo come la rossa abbia completamente colmato il gap dalla Mercedes in quasi tutto (finalmente anche in prova libera e qualifica!) riuscendo anche a portare entrambe le macchine sul podio senza troppa fatica, cosa per nulla scontata negli anni scorsi. E ancora una volta vorrei sottolineare come la strategia del cavallino non fosse affatto male e come la gestione delle gomme e la frenata abbiano agevolato non poco Vettel e Raikkonen. E soprattutto come la Ferrari si sia dimostrata competitiva in tutte le gare della stagione, con profili tecnici molto diversi tra di loro, a dimostrazione di come la progettazione della macchina con passo corto e buon motore si sia rivelata particolarmente ispirata quest’anno. Ecco, l’unica nota dolente è forse il motore: non tanto nelle performance (le Mercedes avevano una velocità di punta superiore, ma probabilmente avevano optato per una mappatura della power unit più aggressiva, al limite del consumo massimo consentito), ma nell’affidabilità. Prima della gara è stato infatti violato il coprifuoco per sostituire un componente della power unit di Kimi, giocandosi già uno dei due bonus, che una volta esauriti vorranno dire penalità sullo starting grid. Quindi ocio all’affidabilità che non ci fa esattamente dormire  tra due guanciali. Costruiamo sogni e presto (si spera) solide realtà

Voto 8

– Su Vettel poco da dire: ottima qualifica, buonumore (che fa sempre bene a un team), qualità indiscusse, fame, partenza non tanto male come sembrerebbe (ma quando c’è un missile che prova a superarti puoi fare ben poco), ottima gara con splendida gestione delle gomme, ma… eh purtroppo Sochi ha un tracciato di motore, soprattutto nel primo settore dove perdeva costantemente inficiando la sua rimonta; e poco si può fare su un circuito che non permette fantasia nelle strategie e in cui freni e trazione, in cui la Ferrari primeggia, contano ma solo relativamente. Non pensate a quello che speravamo potesse essere e non è stato, non restate con l’amaro in bocca per la mancata vittoria, se continua con questa regolarità il mondiale lo vince a mani basse. Tu chiamale se vuoi illusioni

Force India: ancora a punti e stavolta classificando le due monoposto persino meglio del solito. Per non parlare dell’affidabilità: sembra una delle auto più solide del paddock. Complimenti! Più regolari di un Tissot

Voto 7

Raikkonen: proprio nel giorno del 79° GP (praticamente  un terzo di carriera) dalla sua ultima vittoria, proprio nel giorno in cui sembrava forse avere macchina e verve per porre fine a questo record negativo, qui a Sochi vince sì un finlandese, ma non è Kimi, anzi è quel finlandese che ha debuttato in F1 proprio in quel GP d’Australia del 2013, giorno dell’ultima vittoria di Iceman in una gara. Per carità, lui bene oggi, anche se vedere un campione del mondo come lui relegato ormai da anni al ruolo di seconda guida conclamata fa sempre un po’ male… ma almeno è finalmente quel tipo di seconda guida che serve alla Ferrari. Spero comunque che riesca a vincere ancora una gara in rosso prima di ritirarsi, magari ad Abu Dhabi, dove sarà costretto a festeggiare con acqua di rose. Tanto beffa più, beffa meno…

– Sì gap ridotto, mondiale interessante e tutto quello che volete, ma la Mercedes è ancora la squadra da battere, non dimentichiamolo. Sembrano molto affidabili, sono ancora fortissime in qualifica, hanno un motore di tutto rispetto e prima o poi smetteranno di imitare la Ferrari del 2016 con le sue difficoltà a far entrare in temperatura le gomme e con defaillance a turno dei due piloti e del muretto. Ecco, diciamo che questo voto è il frutto della media dei voti di tutti i protagonisti argentati di giornata tra gli alti di Bottas e macchina (10 e 9), i bassi di un muretto che ben poco poteva fare in meglio o in peggio con le strategie (6) e un Hamilton addormentato e nervoso (4). Bene ma non benissimo

– Benino anche la Renault che conferma di avere in Hulkenberg un’ottima prima guida e che, con l’aiuto di una stategia di upcut azzeccatissima, riesce ad artigliare altri punti preziosi per la scuderia francese. Scuderia che però può contare davvero su un solo pilota, mentre l’altro, se non conclude tristemente a fondo gruppo, si schianta e si ritira anche quando in realtà non ha colpe. La solitudine dei numeri 1

– Per Perez e Ocon ci siamo stufati di fare sempre i soliti elogi: hanno una buona macchina, la guidano bene, non fanno grossi errori ma nemmeno azioni mirabolanti e si guadagnano meritatamente dei bei punti gara dopo gara. Ragionieri impeccabili

Voto 6

Sainz: partito con un arretramento sulla griglia a causa di un errore nello scorso GP, è autore di una gara poco appariscente in linea con le sue qualifiche buone ma non troppo. Conquista un punticino, con 4 posizioni guadagnate all’arrivo rispetto alla sua posizione allo start. In linea di galleggiamento

Verstappen: nessun sussulto da parte sua e questa è la notizia. Certo la sua monoposto non lo aiuta dato che di gara in gara si è rivelata più vicina nelle prestazioni a una Williams qualunque piuttosto che alle rosse che lo scorso anno insidiava e batteva. E’ il primo degli altri e si posiziona al traguardo in una posizione (5°) che è più o meno quella che ci si aspettava a inizio stagione per le vetture dei bibitari, che quest’anno stanno proprio contraddicendo il loro slogan. RedBull ti tarpa le aaaaali

Voto 5,5

Toro Rosso: Ci aveva illusi tutti in Australia, si è ridimensionata e ha la colpa di rischiare di bruciare due giovani sulla carta molto talentuosi come Sainz e Kvyat facendoli lottare ai margini della zona punti. Eppure ottengono gara dopo gara quasi sempre quei punticini che la confermano 6a forza del campionato. Una posizione di tutto rispetto per un team di medio livello come il loro, in una bagarre infinita con le altre scuderie di fascia intermedia. E’ un mondo difficile

Voto 5

– Ancora una volta la Williams ottiene in qualifica risultati migliori che in gara e questo conferma che l’auto è performante e dovrebbe tranquillamente ambire al 4° posto in classifica costruttori, ma che puntualmente qualcosa non funziona poi in gara. Cosa non si è ancora capito, certo è però che anche loro praticamente è come se corressero con una sola monoposto visto che l’altra è affidata a un ragazzino che forse avrebbe fatto meglio a fare un po’ di gavetta in GP2 e poi come 3° pilota in F1. Se poi ci fermiamo a riflettere sul fatto che l’unica monoposto che racimola qualche punto è affidata al dignitoso ma mai velocissimo Massa, che forse è già da un paio d’anni con la testa in pensione…  Il mio falegname con 30mila lire te la gestiva meglio sta scuderia

Stroll: più o meno stesso discorso di Sainz per il canadese che però ha due gravi colpe che gli fanno meritare un voto in meno. In primo luogo, il testacoda alla seconda curva: capisco essere giovane e inesperto però sono ormai 4 gare che di riffa o di raffa qualche cappella la combina sempre. E Giovinazzi, per fare il confronto con un altro esordiente, bisogna dire che ne ha combinate di meno gravi e in condizioni ben più problematiche. In secondo luogo, non dobbiamo dimenticarci che lui guida una Williams, cioè una monoposto che dovrebbe stabilmente entrare nella zona punti, se non proprio sempre in 4a fila. Parte 11° fa un testacoda e finisce la gara 11°: tutto questo con un’auto che dovrebbe scartavetrare un paio di monoposto che gli son finite davanti al traguardo. Ma darsi alla Nascar come tutti gli ammeregani, no?

Voto 4,5

Magnussen: parte 13°, arriva 13°, mi dicono che ha corso e se completi la gara meritandoti un s.v. vuol dire che non hai fatto nulla di buono. Almeno questa gara lui riesce a finirla, ma la sensazione è che, a parità di macchina e di sfiga, Grosjean gli darebbe 20 secondi sul traguardo. Noioso

Kvyat: ormai è probabilmente assodato che la retrocessione in Toro Rosso l’abbia demotivato e affossato psicologicamente. E’ un pilota involuto rispetto alla giovane promessa che sembrava essere, ed è imbarazzante come perde costantemente da ormai un anno il confronto col suo compagno di squadra. Caduta libera

Ericsson: il peggiore in qualifica (al netto di penalità e problemi meccanici), penultimo in gara staccato di una vita dagli altri piloti. Certo guida una vettura che in confronto alle altre è un triciclo a manovella, ma devo ancora ben capire quale miracolo sia avvenuto a fondo gruppo per fargli tagliare il traguardo prima del compagno di squadra. Il tedesco, a naso, sembra avere del talento, quella cosa che lo svedese invece da ormai quattro anni si chiede che cosa sia e perché ce l’hanno tutti tranne lui. Se mai si dovesse girare un sequel del Mago di Oz, ce lo vedrei bene accanto a uomo di latta e leone, nel ruolo di agnellino in cerca del talento. A proposito, Marcus, hai mai pensato di restartene a casa qualche domenica? Magari ti piace, tanto se corri o non corri non si nota la differenza, e poi, lo sai: There’s no place like home

Voto 4

Hamilton: e passi farsi battere da Rosberg, pilota serio ed esperto che qualcosa da Schumi deve pure aver imparato quando dividevano il box in Mercedes. E per di più al fotofinish, in una stagione in cui Luigino poteva anche recriminare contro la sfortuna. Ma prendere mezzo minuto da cicciobellobottas, uno che nelle prime gare dell’anno aveva accusato la pressione da top team fino a fare testacoda in regime di safety car, che vince la sua prima gara all’80° GP, uno ritenuto da tutti un ragioniere, una seconda guida, e nemmeno riuscire a superare un Raikkonen considerato da tutti un pensionato da almeno due anni, no, questo proprio no. Tutto ciò deve proprio aver innervosito l’Hamilton dormiente di quest’inizio 2017, e Luigino, si sa, questo tipo di pressione non la sa reggere molto bene. Lui che si ritiene ai livelli di Senna, entra in confusione quando questi plebei gli danno filo da torcere. Forse ogni tanto gli potrebbe fare bene una bella cura-Arrivabene: testa bassa e lavorare, anzi pedalare che la bicicletta allenta lo stress

RedBull: impressionante come dopo pochi giri Verstappen abbia ottenuto un ritardo abissale dalle due scuderie di testa. E ancora più impressionante forse, il pericolo corso da Ricciardo a pochi giri dal via. Ok le performance scarse, ma un top team non può avere ancora questi problemi di affidabilità alla 4a gara della stagione. Mezzo voto in meno perché gli imputo un’altra grave colpa: l’avere intristito un pilota che mi piace tanto come Ricciardo. No, no, no, non si fa! Lattina con le ruote

  Wehrlein: più o meno stesso discorso fatto per Ericsson, ma a lui concediamo ancora il beneficio del dubbio dato che è giovane e nelle poche gare disputate finora in F1 almeno ha fatto intravedere un po’ di talento. Sta di fatto che s’è fatto battere da uno dei piloti più scarsi del circus e questo, in assenza di una valida motivazione, gli costa mezzo punto in meno. Aiutati che io ti aiuto

– AAA cercasi (cerca sì) GP dal gran finale, sperasi (spera sì) comunque vada, tu lo sai, con Tilke ti annoierai. Scusate mi stavo annoiando e ho pensato di tenermi sveglio canticchiando: sarà colpa dei Tilkodromi, saranno stati team e piloti che erano tutti o quasi in giornata no, ma certo non c’è stato un gran spettacolo a Sochi. E sapete cosa mi dà più noia? Che adesso tutti i detrattori e i tifosi della domenica riprenderanno di nuovo con le solite critiche. Che noia che barba, che barba che noia!

Voto 3

Sauber: prende distacchi imbarazzanti ma almeno sembra affidabile. Peccato che il controllo è nulla senza la potenza

Voto 2

Ho grande stima per Grosjean, che, sebbene abbia qualche limite, ritengo un pilota veloce e spettacolare. E mi dispiace molto che venga da due weekend horror dove gli è successo di tutto in qualifica e in gara, con la Haas che ha fatto di tutto per dargli il peggior impianto frenante possibile e, chissà, magari per attentare alla sua incolumità. Ma i suoi soliti piagnistei nei team radio, in cui offre letture fantasiose degli eventi di pista dando sempre la colpa agli altri, quelli proprio non li reggo. Tornando alla gara: lui le capacità ce le ha e la Haas è una vettura che può aspirare tranquillamente alla zona punti, ma l’affidabilità lascia molto a desiderare (eufemismo, sostituite le ultime 4 parole con una rima che inizia con fa “fa cac…”) e in questi casi non c’è proprio niente che si possa fare. Frustrazione

Voto 1

Haas: si veda sopra alla voce Grosjean e nella fattispecie nei passaggi in cui si parla di impianto frenante, attentati alla vita dei suoi piloti e affidabilità. Potenzialmente potrebbero portare a punti entrambe le monoposto a ogni gara se solo riuscissero a finirle. Cambiando l’ordine dei freni il risultato non cambia. Per la prossima volta si consiglia di fare due buchi sul fondo della vettura e frenare coi piedi, come nella macchina di Fred Flinstone

Voto 0

Honda: meglio che non commento, perché se mi metto a esprimere le mie emozioni per ringraziarli della fine ingloriosa che stanno facendo fare a un team storico come la Mclaren, a un campione come Alonso e a un giovane prospetto come Vandoorne, mi sa che scatta la censura e addio pagelle nei prossimi GP… farebbero imprecare persino i santi

S. V.

– Incolpevole oggi Palmer, speronato al via da Grosjean, quindi evitiamo di dire ancora una volta quanto sia scarso e inadeguato al circus. Ma visti i risultati che ha ottenuto in qualifica, mi sa che gli sia andata bene con l’impossibilità di giudicarlo per la gara. Dai bimbo levati di mezzo e lascia giocare i grandi

– Certo non stava facendo una grande gara, Ricciardo, e non solo per demeriti suoi, va detto. Ma come fai a giudicare un pilota costretto a girare con una lattina a cui cedono i freni dopo pochi giri, bruciando il cestello della posteriore destra? Avvilito

– Ormai sono arrivato alla conclusione che Vandoorne sia il pilota per cui ho provato più compassione in 20 anni che seguo la F1. Cosa che perfino il leggendario Gaston Mazzacane ha avuto la possibilità di provare a mettersi in mostra nella massima competizione automobilistica, mentre per il belga inizio a dubitare che riuscirà mai ad avere un veicolo decente da guidare. Non chiedo tanto eh, magari anche un trattore con motore modificato (rigorosamente non Honda, per pietà!) Empatia

Alonso, incolpevole e senza voto; io, signori miei, senza parole

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By | 2017-05-21T12:10:49+00:00 01/05/2017|Categories: Focus on (Magazine), Sport|Tags: , , , , , , , , |Commenti disabilitati su Pagelle sprint – GP di Russia

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Traduttore (di Football Manager, ma anche di cose più serie), germanista, ex scout (ma "scout una volta, scout per sempre"), ama guidare l'auto ma anche spostarsi in bicicletta e fare trekking in montagna. Appassionato di astronomia, calcio, formula 1 e soprattutto di musica. Per radioincorso.it conduce Tribute, cura maniacalmente la scelta musicale dei programmi che lo vedono in conduzione, ha un debole per i programmi tematici e recensisce concerti, ma dei gruppi che piacciono a lui perché il suo motto è #SomeSongsAreBiggerThanOthers