Pagelle sprint – GP di Spagna

Voto 10

Vettel: gran qualifica, ottima partenza e sorpasso (con trick) a bottas eccezionale, oltre alle ritrovate costanza, velocità e garra (vedi sportellate con hamilton all’uscita dai box) durante la gara. Affidabilità della Ferrari permettendo si giocherà il mondiale con Lewis fino all’ultima curva e lo spettacolo ringrazia. Meno pianti e più coltello tra i denti alla bucaniera, ci piace! Cattivissimo lui

Il raikkonen uomo (o a voler essere cinici le public relations Ferrari): lo ritroverete anche dopo il finlandese, valutato come pilota, ma la scena più bella del gp è la storia del bambino ferrarista che prima si dispera e poi incontra il suo idolo. Bwoah, che vi devo dire? Vogliamo crederci che non l’ha fatto solo per immagine? Cold hands, warm heart

Voto 9

– Hamilton: facile quando hai la Mercedes e su un rettilineo lungo puoi aprire l’ala mobile, però malgrado qualche lamentela e un po’ di inquietudine complimenti a lui e al suo team per la grandissima gestione delle gomme. Guerra di nervi

– Mercedes: meritano 10 perché reggono il confronto con la nuova Ferrari nelle parti guidate e perché continuano a essere irraggiungibili sui rettilinei. Bravissimi ad aver colmato il gap nella gestione delle gomme, un voto in meno però rispetto al massimo per i problemi di affidabilità, che sia nei box rossi, che in quelli argentati aggiungono ulteriore pepe a questo inizio di stagione e affollano le menti dei tifosi con dubbi, speranze, domande e paure. Questa Mercedes ancora fortissima ma umana ci piace di più di quella degli scorsi anni. Bella cosa la concorrenza

Wehrlein: ottima la strategia del suo box ma se si rivela vincente gran parte del merito è del pilota tedesco che porta a casa 4 punti importantissimi per il team elvetico. Gara di grande sostanza e gestione delle gomme la sua. Granitico

Voto 8

Force india, Perez e Ocon: una bella favola in rosa quella della scuderia indiana che dalle prime stagioni in cui concludeva il campionato all’ultimo posto ne ha fatta di strada, ma la cosa più bella è che la sua vie en rose se l’è costruita in modo solido migliorandosi di stagione in stagione, conquistando anche podi (sempre di più negli ultimi anni) e soprattutto il rispetto del circus, malgrado tuttora manchi di nomi stellari nel team e di stabilità ai piani alti. Ma il lavoro parla ed è democratico: raccoglie chi semina ed evidentemente il low profile sta pagando. Poi ok, è anche merito della sfortuna altrui se oggi son riusciti a piazzare entrambe le monoposto ai piedi del podio, ma anche stavolta come ogni gara di quest’anno loro erano lì, i primi degli altri, pronti ad approfittarne e senza mai nemmeno una sbavatura a livello di affidabilità.  La fortuna aiuta i capaci

Ferrari: lottano quasi alla pari con le frecce d’argento, riescono a combattere i problemi di affidabilità mettendoci sempre una pezza preventiva e mettono in crisi le Mercedes con prestazioni, buone partenze e strategie non sempre riuscitissime ma almeno interessanti. Ecco forse un voto in meno rispetto alla Mercedes proprio per la scarsa pazienza dimostata nella gestione dei pit stop: quando la tua auto è in testa, puoi permetterti di aspettare e decidere cosa fare in base a cosa fanno gli altri. Un affanno tipico degli eterni secondi, ma quando in Ferrari si renderanno  finalmente conto che potrebbero davvero meritarsi il titolo di primi della classe, beh potremo finalmente dire: tremate tremate le rosse son tornate

– Complimenti al muretto Sauber che con una strategia indovinatissima (e un Wehrlein perfetto) si è guadagnato dei punti forse vitali per la loro sopravvivenza all’interno del paddock anche nella prossima stagione. Cenerentola la scarpetta ha deciso di andarsela a prendere da sé

Voto 7

Hulkenberg: bravo, costante, lineare e solido come sempre. Come spesso succede il primo degli altri altri, sì insomma di quelle scuderie che non sono mai sicure di chiudere il GP a punti, e questo nonostante un motore Renault che sicuramente è meno performante dei Mercedes e Ferrari montati dalla concorrenza. Altri punti in cascina per Renault, cascina che tra l’altro pietra dopo pietra sta costruendo tutto da solo, quasi senza aiuti, il pilota tedesco. San Damiano (se non sai perché vai a leggerti il testo de “La canzone di San Damiano” di Baglioni)

Strategia mercedes: strategia azzardata che si è rivelata ottima anche grazie a un Hamilton bravissimo a spremere le gomme senza usurarle (favorita anche da una Ferrari troppo avventata)  e macchine che sono ancora le prime della classe. Ma Prima della safety car virtuale, il pilota inglese non aveva solo 24 secondi di distacco ma una 30ina. Come sia possibile non si sa… diciamo però che già prima avevano giocato un po’ sporco (ma così fanno in tanti, dopotutto) sacrificando Bottas e facendogli fare da tappo. Gioco di squadra, chiamiamolo così, ma sono mezzucci usati solitamente non dai più forti di tutti, ma dagli alti. Buon per la Ferrari quindi, vuol dire che a Stoccarda sentono il rumore dei nemici.

Magnussen: mi è dispiaciuto, credetemi. Non sono mai stato e mai lo sarò un fan del danese, ma sti punti oggi se li stava meritando: un tappo sontuoso, ecco, non necessariamente un bel pilota di F1. Certo, la macchina sua è quella che è e miracoli non se ne potevano fare, anzi forse Kevin il miracolo lo stava proprio facendo impedendo in ogni modo a Sainz di sorpassarlo. Poi però tutte le maledizioni che gli ha lanciato lo spagnolo si son concretizzate a scoppio ritardato con lo scontro contro l’altra Toro Rosso che gli ha bucato la ruota e sfilato dalle mani un bottino di punti che si era meritato con sudore, unghia e denti stretti. Karma is a bitch

Voto 6,5

Strategia Ferrari: che dire? La strategia del muretto rosso magari era un po’ avventata ma non sbagliatissima. Certo, un cambio in più ti può fare incorrere in più rischi o magari nel traffico, nel traffico, Arrivabe’ capito? Nel traffic…. ma che c**zo fa quel pensionato demm**da che va a a zig zag lì davanti?!?!? Ah coso, che cerchi posto?!?! E levateeeee PEEEEEE!!!! Insomma: bene ma non benissimo (sottotitolo: che non ce lo sapevi che finiva così?)

Voto 6

Raikkonen (il pilota, per quel poco che siamo riusciti a vedere): non gli diamo un s.v. ma una bella sufficienza perché la sua partenza era buona, la qualifica così così e non aveva colpa nello scontro alla prima curva. Certo, magari per quel poco che ha fatto una sufficienza è pure poco, ma se vai fuori alla prima curva è già tanto se non ti becchi un s.v. o un votaccio (nel caso sia tua la colpa dell’incidente). Flipper

– Idem con patate il discorso per Verstappen: ottima partenza, in qualifica fa quel che può con la sua vettura ma batte ancora una volta il suo compagno di squadra, è autore di un’ottima partenza e di una bellissima frenata ritardata che quasi lo porta a un doppio sorpasso alla prima curva… come dite? Sembra che abbia fatto meglio lui di Raikkonen e non capite perché si becca lo stesso voto del finlandese? Beh, diciamo che se lui non avesse fatto il funambolo come al solito e non avesse pensato che potevano passarci in tre alla prima curva magari poteva giocarsi le sue carte in gara. Mettiamola così: in quel grosso flipper che era quella curva, Raikkonen era la pallina, Bottas il comando manovrato dal giocatore e lui, lì a lato, il respingente

Ricciardo. Sono contento per lui: è bello vederlo risalire sul podio, a maggior ragione in un periodo così difficile per lui, intristito dalle prestazioni della sua auto e sopratutto del compagno di squadra che è sempre meno il nuovo che avanza e sempre più l’uomo di punta RedBull che lo svernicia in gara e in qualifica a ogni GP, botti permettendo. Lui là dietro, distante più di 1 minuto dai primi, arranca, fa quel che può e ringrazia il trio del già tanto citato flipper che si eliminano a vicenda spianandogli la strada per il podio e gli offrono la scarpa per lo champagne. B/Pollicino/e

Sainz: peperino che sente la gara di casa, vorrebbe fare e strafare, ma alla fine deve fare i conti con le sue difficoltà a superare prima un Magnussen grintoso in versione bus davanti alla porta di mourinhana memoria e poi persino una Sauber che col piffero che gli cede il posto, manco fosse un gatto con una sardina in bocca. E così la sua foga, un po’ per limiti suoi e un po’ per sfiga, si trasforma una rosicata colossale. Date un malox a quest’uomo, o anche un 7° posto non del tutto meritato che calma più di una camomilla. Tappato

Alonso. Lo chiedo a voi: quanto fa la media tra il 10 che merita per la qualifica strepitosa, l’8 che merita per la garra con cui lotta anche in questa gara e lo 0 che sono i punti con cui chiude nonostante tutto e nonostante il gran numero di auto ritirate tra quelle che lo precedevano? Esatto, ecco il perché del 6, anche se lui meriterebbe molto di più a prescindere. Lo sta dimostrando quest’anno più che mai: altro che Vettel vs Hamilton, altro che millemila mondiali vinti di fila e record su record infranti, lui, al netto di sfiga e scelte sbagliate, è di diritto nella top 10 dei migliori piloti di sempre, l’unico e vero re della foresta tra i piloti ancora in attività. Magari un leone vecchio e malandato, ma ancora meritevole di rispetto e che potrebbe dire la sua se ben assistito. Mufasa

Voto 5,5

Bottas: la sfortuna dei numeri 2, si potrebbe dire. Parte bene, ma non abbastanza per non rimanere invischiato suo malgrado nel tamponamento iniziale che per sua fortuna lo vede unico sopravvissuto (nonostante qualche colpuccia lui ce l’avesse). Poi prima che ci si mettesse anche il motore a rovinargli la gara, il colpo più duro gli arriva dal muretto: lui arranca e allora alla Mercedes pensano bene di sacrificarlo in nome di un obiettivo più grande e di lasciarlo fuori con le gomme finite con l’unico scopo di rallentare Vettel. Compito che tra l’altro gli riesce egregiamente visto il risultato finale (nonostante l’uccellata enorme con scappellamento a dest.. no sinist… do dest-fanculo che gli riserva il tedesco), ma non c’è dubbio che alla casa di Stoccarda qualcuno abbia guardato troppe tappe del giro d’Italia in questi giorni. Gregario

Toro rosso: ma come mezzo voto in meno della Haas anche se fino a due giri dalla fine le americane stavano vincendo ai punti? Sì perché se in gara dimostri di avere un’auto più veloce non ti puoi far stroppare proprio da una Haas e persino da una Sauber. Poi ovvio che se i primi si scontrano, le Williams scompaiono e Magnussen viene incornato da Kvyat, la scuderia qualche punto lo raccoglie mangiando sulle carcasse altrui. Iene

Kvyat: punti ma non per meriti suoi, anche se è bravo a risalire dopo la pessima qualifica. Tristissima la sua esultanza nel team radio quando viene a sapere della foratura di Magnussen. Avvoltoio

– Stesso discorso fatto per il russo, anche per Grosjean, senza però imputargli le connotazioni più negative: la sua auto oggi non ne ha, lui lo capisce e fa una gara attenta e ordinata. Sta dietro osserva e come un maestro zen di serie B vede sfilare i cadaveri dei suoi nemici mentre riposa sulla riva del fiume e si prende un punto a cui oggi mai avrebbe potuto aspirare. Steven Bradbury

Voto 5

Se la Renault prende punti anche a Barcellona deve ringraziare un gran pilota come Hulkenberg : non si può continuare a correre con un solo pilota e una power unit non eccezionale se si vuole davvero aspirare a battere la Williams e le altre nella lotta al 5° posto del mondiale. Minacciosi e gialli come dei canarini

Voto 4,5

Red Bull: un anno fa proprio in Spagna i bibitari vincevano un GP cominciando la rimonta sulle Ferrari che li ha portati al secondo posto del mondiale scorso. Incredibile come abbiano perso terreno in così poco tempo dalle rosse. Certo, hanno raggiunto il podio ma solo per fortuna e collezionando un ritardo imbarazzante dagli altri due.  Se gli sta bene così…

Haas: non possono sperare di continuare a raccogliere le briciole della zona punti grazie alla coriaceità dei propri piloti e alla sfortuna dei propri avversarsi. Eppure l’8° posto in campionato sembra non levarglielo nessuno: già lontani 5 punti da una Renault più performante al 7° posto e difficili da raggiungere per una Sauber che non può ripetere miracoli a ogni GP. Ma non si può nemmeno sperare che alla McLaren restino in letargo per sempre… un po’ come gli studenti scarsi, che fanno il minimo per evitare di prendere debito all’ultima interrogazione. Per ora per loro solo orecchie d’Haasino

Ericsson: non fatevi ingannare dall’11° posto finale, tra piloti impresentabili dietro e piloti che si eliminavano davanti ai margini della zona punti ci sarebbe arrivata pure mia nonna in carriola. Quello che conta è il confronto col compagno di squadra e quello, mi pare evidente, l’ha perso chiaramente anche stavolta. Date un volante a Giovinazzi

Voto 4

Massa: riflessi da pensionato che lo fanno scontrare un po’ con tutti, gara lenta e imbottigliata nelle retrovie non riuscendo a sfruttare una Williams sulla carta più veloci delle concorrenti e quante incomprensioni nei doppiaggi, soprattutto con Vettel. In un team radio Felipe ha chiesto se Vettel avesse paura di lui, beh se quando sei nel traffico vedi un vecchietto confuso e distratto, ti guardi bene dal passargli accanto troppo vicino. Urge esame per il rinnovo della patente

Voto 3

Vandoorne: per una volta che non ha problemi tecnici a rovinargli la gara, si emoziona per i troppi giri fatti e decide di auto-eliminarsi. Togliete il tasto dell’autodistruzione da quell’auto!

Voto 2

Williams: incredibile che il 4° team sulla carta faccia fatica gara dopo gara ad accedere nella top 10. Farsi superare da Sauber e McLaren è davvero imbarazzante. L’ombra della squadra gloriosa che fu

Voto 1

Prossimamente su Voyager: perché Palmer ha ancora un sedile sotto il sedere? Qual è il suo scopo in F1? Lo scarto di un pilota, inesistente, lento, inutile al mondo e alla sua squadra, canterebbe De André. E tutto questo condito da un’esaltante conclusione del GP al penultimo posto, riuscendo persino a superare una Williams, guidata da un pilota ancora più nullo che riesce a farsi superare dal nostro eroe pur guidando una macchina decente. Se non è una tristezza infinita… anzi come diceva Maccio, tristezza a palate

Voto 0

Stroll: farsi superare da un Ericsson che guida una Sauber strozzata, dalla Honda di quest’anno e persino da quello scarto di pilota che risponde al nome di Joylon Palmer, e tutto questo quando guidi una Williams è davvero IMBARAZZANTE. Per il resto non un sussulto, niente di niente proprio. Nullo

S. V.

Mclaren & Honda: dai, stavolta ho visto segnali incoraggianti, quindi non si prendono il votaccio a cui sembravano ormai abbonati. Sì lo so che probabilmente è solo merito di Nando, ma con un Vandoorne che si autoelimina non è stato possibile fare la prova del nove. Le imprecazioni contro la Honda restano, per carità, e il motivo è sempre quello: un team storico e un bicampione del mondo non possono fare questa fine ingloriosa, ma non mi sento di dare un brutto voto anche nel weekend dell’unica qualifica buona della stagione. Ah a proposito, sapete cosa mi ha fatto più male? Vedere Alonso chiudere fuori la zona punti dopo la buona qualifica? Acqua. Vedere la McLaren rimossa dal circuito dopo 1 giro delle prove per foratura di una tanica. Olio (ahahah, scusate). No, è stato vedere quei fessi dei musigialli esultare per un 7° posto in qualifica. Alla McLaren persino un 5° posto dovrebbe andar stretto! Questi sembrano essersi dimenticati della storia gloriosa che stanno infangando, e dire che buona parte della gloria passata l’hanno costruita insieme a loro… Capisco che un passo avanti dopo mille passi indietro sia accolto come una liberazione, vabbè che la macchina è arancione, ma non sono mica delle aragoste!

 

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By | 2017-05-21T12:10:48+00:00 15/05/2017|Categories: Focus On - archivio, Sport|Tags: , , , , , , , |Commenti disabilitati su Pagelle sprint – GP di Spagna

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Traduttore (di Football Manager, ma anche di cose più serie), germanista, ex scout (ma "scout una volta, scout per sempre"), ama guidare l'auto ma anche spostarsi in bicicletta e fare trekking in montagna. Appassionato di astronomia, calcio, formula 1 e soprattutto di musica. Per radioincorso.it conduce Tribute, cura maniacalmente la scelta musicale dei programmi che lo vedono in conduzione, ha un debole per i programmi tematici e recensisce concerti, ma dei gruppi che piacciono a lui perché il suo motto è #SomeSongsAreBiggerThanOthers