Paper, il nuovo volto di Facebook

Questa settimana ha un valore simbolico per Mark Zuckemberg, la sua idea, nata in una stanza del college, vale oggi centocinquanta miliardi di dollari e sembra (per ora) non conoscere crisi. Assieme ai festeggiamenti di rito però, l’azienda ha voluto lanciare una nuova app. Si chiama Paper, e da come la presentano il patron Facebook e le persone che ci hanno avuto a che fare finora – solo i possessori di iphone americani per il momento – sembra che sia una vera rivoluzione. Si parla di un app, quindi qualcosa di contingente e che non vuole sostituirsi al social network blu, ma lo ricalca sotto diversi punti di vista, come la friend list, i like, le condivisioni e la chat. Quello che è decisamente cambiato è l’approccio che si ha alla notizia e come si presenta il contenuto.

Paper nasce come un modo per dare più spazio alle storie. Lo fa con un design molto più ricercato ed accogliente, foto a tutto schermo ed una migliore presentazione dei link. Un’attenzione particolare va alla visualizzazione del news feed. Questo combina una visione orizzontale ed una verticale. Nella prima si può scegliere delle card, ognuna delle quali rappresenta un’area tematica: amici, pianeta, news, high-tech, motori ecc. La sezione degli amici ricalca sostanzialmente quella di Facebook, pur godendo di un abitino nuovo e sbrilluccicoso. Sono le altre sezioni però a contenere il cambiamento. In ognuna l’utente vedrà informazioni, dalla più importante alla meno, secondo un ordine verticale tipico della carta stampata, provenienti dalle maggiori testate giornalistiche del paese. Nella versione americana le fonti al momento sono una quarantina e vanno dal Times, a National Geografic, Wired, BBC, Popular Mechanics e New York Times. Si affiancano quindi concezioni d’informazione molto differenti, consegnando all’utenza un’esperienza di lettura anche molto profonda ed impegnata.

Mike Matas, il capo designer del progetto di Paper.

Mike Matas, il capo designer del progetto, ha detto: “Cambiando il modo in cui si presentano i contenuti, speriamo che cambi il modo in cui si concepisce la pubblicazione dei contenuti”. Certamente erano in molti quelli che cominciavano a sentire gli anni di Facebook, una pagina web nata prima dell’avvento degli smatphone e successivamente diventata app, con un gap forse mai colmato tra le due in termini di funzionalità nonostante il susseguersi degli aggiornamenti. Con Paper, Facebook sfida sé stesso e il suo monopolio, in parte incrinato solo da Twitter (che infatti è il beniamino dei mezzi di informazione), creando una piattaforma che potrebbe arrivare a minacciare la casa madre anche sul suo stesso campo. Se la creatura di Zuckemberg si proponeva di diventare il miglior giornale personale del mondo con scambi velocissimi ed interconnessione ai massimi livelli possibili, Paper fa la sua apparizione con un’interfaccia più curata e lenta, per ora priva di inserti pubblicitari, lasciandoci soli con il piacere della lettura di ciò che più ci aggrada. Unico difetto, e forse bello grosso, è che, a differenza del video di presentazione, dove gli amici dell’apposita card dell’applicazione, pubblicano foto ispirate e racconti pieni di emozioni, quelli della vita reale pubblicano frasi per lo più inutili e spesso di una brevità tale da rendere impossibile definirle “storie”. Il magico mondo del racconto di Paper rischia di scontrarsi violentemente con quella che è la realtà di internet e del tipo di contenuti che si scambiano su Facebook che sono, nella maggior parte dei casi, difficili da affiancare al termine narrazione.

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By | 2014-02-07T12:01:14+00:00 07/02/2014|Categories: Tecnologie|Tags: , , |0 Comments

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Matteo Macuglia
Ho ventun’anni e mi sto laureando in Scienze Politiche e dell’Amministrazione. Ho una grande passione per la fotografia e per l’attualità politica e sogno di diventare un giornalista.