"Piacere, Gotye!"

Gotye, soprannome datogli dalla madre e traduzione in francese del suo nome di battesimo (Wouter “Wally” DeBacker),  si sta emancipando approdando ad un percorso di maggior successo come ex artista indipendente australiano di origine belga. Con il suo terzo disco di inediti “Making Mirrors” ed il singolo da esso estratto “Somebody that I use to Know” cantato insieme alla cantante neozelandese Kimbra, questo artista pop-sperimentale è decisamente entrato nel Mainstream internazionale.
Ovviamente come artista ha avuto tutto il tempo per prepararsi al successo, polistrumentista (piano e batteria) e autore dei suoi testi, prima di esibirsi come solista, ha girato l’Australia come batterista per anni in tour con la sua band Rock’n’Roll “The Basics” limitandosi a produrre in casa i primi due album solistici “Boardface” e “Like Drawing Blood”. Queste produzioni in solitaria hanno inglobato man mano collaborazioni di altri musicisti approdando al successo con il procedere del tempo.
Come spesso accade quando non si conosce qualcosa è stato spesso avvicinato ad altri soggetti conosciuti come Sting o Beck.
Questi paragoni non sono del tutto sbagliati, alcuni brani dalle sonorità elettroniche e il frequente uso di campionamenti (soprattutto nei primi due album) possono essere accostati alle tecniche e agli ultimi album di Beck e la voce pulita dal tono molto emotivo può essere accostata al giovane Sting. C’e da dire che gli artisti a cui Gotye fa riferimento nei riguardi delle sue ispirazioni adolescenziali sono Depeche Mode e Kate Bush. Gotye è dotato di una spiccata sensibilità artistica e degli ottimi testi e mezzi musicali, approderà facilmente ad un sound distinto e riconoscibile mantenendo un’identità e una vita propria differenziandosi e facendosi riconoscere nella stesso modo in cui noi ascoltatori siamo capaci di identificare subito un brano di Beck da uno di Moby.
“Sombody that I use to know”, oltre che apparire come colonna sonora di diverse pubblicità e prestare il suo testo per le innumerevoli pubblicazioni di coppie in rotta su facebook, ha raggiunto i 130 milioni di visualizzazzioni su YouTube; se ciò non bastasse in pochissimo tempo il brano ha raggiunto 8 dischi di platino, prime posizioni nella classifica italiana e neozelandese e con un buon successo anche in Germania e Regno unito.
Come ultima curiosità c’e da notare che la copertina del disco “Making Mirrors” è un dipinto del padre realizzato negli anni ’80 ed il tema del quadro è per l’appunto una sorta di specchio, legato al senso di introspezione e riflessione dell’album.

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