Piccole Gonne un’esilarante versione di Piccole Donne

Una serata autunnale e un teatro gremito che aspetta con trepidazione la star cittadina, Alessandro Fullin, con il suo spettacolo “Piccole Gonne”; la piéce scritta e diretta dallo stesso Fullin è andata in scena venerdì 18 novembre fra gli spettacoli fuori abbonamento del cartellone de La Contrada.

Il romanzo Piccole Donne di May Alcott viene rivisitato in chiave molto moderna dalla verve comica dello stesso Fullin che tiene per sé il personaggio principale; la signora March rimasta sola dopo la partenza del marito per la guerra di Secessione, anche se “è finita 12 anni fa“, cerca di sistemare le quattro figlie che, oltre ad essere povere e vestire solo con abiti a quadretti e cuffia in testa, non sono nemmeno particolarmente femminili. Un quadro con l’immagine di Barack Obama, delle poltroncine rosa dell’Ikea e un albero di Natale al centro, richiamano un’atmosfera familiare tipica del romanzo della Alcott ma donano allo spettacolo una chiave di rilettura comica e moderna.

La commedia in stile elisabettiano vede solo attori uomini sul palco, tranne per la Zia March, e mantiene quasi inalterata la trama del famoso romanzo ma la catapulta e la mescola con la nostra attualità. Ci si diverte molto e si ride di gran gusto, lo spettacolo è esilarante, ricco di smorfie, doppi sensi sulla sessualità e l’ambiguità senza mai cadere nel volgare. Piccole Gonne è una bizzarra e frizzante rivisitazione che mescola secoli e atteggiamenti, una spassosa versione del classico di Louise May Alcott.

 

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