Più privacy per i cybercittabini europei

La privacy nella rete è un tema molto delicato da affrontare. Molte aziende che ora sono una realtà importante del marketing web2.0, si sono ingrandite grazie ai nostri dati “sensibili”, scambiati e venduti tra aziende come delle semplici informazioni. In questi ultimi anni, dove l’espansione di internet ha raggiunto livelli non del tutto preventivati, la protezione dei dati personali è “un diritto fondamentale” anche se gli utenti hanno sempre di più l’impressione di non avere il controllo completo dei loro dati online.
Di questa spinosa questione se né è occupato il Parlamento Europeo, stabilendo da subito degli obblighi per le aziende che trattano questi tipi di dati, da attuare in tutti i paesi membri.

Il Commissario Europeo alla Giustizia Viviane Reding ha ufficialmente presentato la corposa riforma che punta a metter ordine nelle regolamentazioni sulla privacy, finora gestite in modo autonomo e differente da ogni singolo stato appartenente all’UE, e andando a sostituire delle norme introdotte già nel 1995. Con questa nuova riforma, sarà vigente in tutti paesi membri un unico quadro giuridico che regolamenterà la gestione dei dati dei netizen.

Questa norma punta a rinnovare la fiducia del cittadino digitale nei confronti dei servizi online, ad attuare un risparmio di 2,3 miliardi di euro per le aziende costrette a pesanti carichi amministrativi e in particolare a sprigionare tutto il potenziale del mercato unico digitale, stimolando la crescita economica, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro.

Le opinioni in merito a questa riforma sono contrastanti, da una parte c’è chi parla di un vero e proprio ostacolo allo sviluppo di Internet, mentre Facebook accoglie la volontà di unificare le norme frammentate a patto che la riforma promuova e non ostacoli lo sviluppo.

Il nuovo approccio dell’UE alla protezione dei dati personali (email, nome, cognome, indirizzo IP, dati medici, post su social network, ecc) comprenderà l’obbligo per le aziende di comunicare l’insorgenza di eventuali violazioni dei dati entro le prime 24 ore, il diritto all’oblio con la possibilità di cancellare le proprie informazioni online (se non sussistono motivi legittimi per mantenerli), la validità delle norme UE nel trattamento dei dati personali dei netizen comunitari gestiti da aziende estere o su server esteri, una singola autorità nazionale per il trattamento dei dati personali con poteri sanzionatori efficaci, la richiesta esplicita del consenso degli utenti ogniqualvolta questo sia necessario, la portabilità delle informazioni personali per il trasferimento da un provider all’altro.

Le norme dovranno prima essere approvate dal parlamento e in seguito dai singoli stati dell’UE entro i prossimi due anni.

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By | 2012-02-03T22:31:26+00:00 03/02/2012|Categories: Tecnologie|Tags: , , , |0 Comments

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