Posso rimandare tutto, tranne l’Elisir d’Amore

Il 2015 lirico del Teatro Verdi si chiude in allegria con la terza opera in cartellone: “L’Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti, in scena fino al 30 dicembre. Ecco i motivi per cui non potete assolutamente perdervela.

I cantanti…
Entrambi i cast reggono la prova non facile di mettere in scena un’opera leggera nel contenuto ma di realizzazione tutt’altro che semplice per i suoi ritmi variabili e frammentati. Lo stesso Donizetti al debutto nel 1832 si lamentava della soprano che nel cantato “ha bella voce ma ciò che dice lo sa solo lei” e del basso buffo, definito niente meno che “canino”.

… e attori.
Senza lasciarsi distrarre dai virtuosismi, ad una gradevole performance canora gli interpreti accostano una regia movimentata e una caratterizzazione dei personaggi molto particolareggiata. Colpisce il Nemorino quasi farsesco del tenore Luis Gomez, che rende il suo personaggio estremamente teatrale nella sua goffa tonteria, con una mimica facciale da vera macchietta che ispira un tifo naturale per il suo personaggio.

Le risate.
Dopo un inizio di stagione dai toni cupi l’Elisir illumina il cartellone e con la sua leggera immediatezza strappa più di una risata e dà veramente poco da pensare. Un’opera buffa colorata e divertente, con un amore giovane e fresco e una serie di equivoci travolgenti e giocosi.

Il “musical”.
Gli stacchi geometrici e i forti contrasti cromatici delle scenografie e dei costumi, la versatilità del coro che si improvvisa corpo di ballo e alcuni colpi di scena ben distribuiti nel corso dei due atti creano un’atmosfera quasi più adatta ad un allestimento da musical che all’opera lirica. Questo “Elisir d’Amore” è un vero e proprio classico rivisitato; una prova che in teatro si riserva solitamente ai cavalli di battaglia di grandi autori e che l’Elisir supera anche grazie alla direzione di gusto contemporaneo di Ryuichiro Sonoda, per l’adattabilità del libretto e delle musiche originali all’allestimento di taglio più moderno della Fondazione Lirica Teatro Regio di Torino.

Infine, “L’Elisir d’amore” è l’opera per tutti i ritardatari cronici, gli aficionados delle consegne sotto scadenza, i procrastinatori seriali, gli habitué delle notti prima degli esami abbracciati al thermos di caffè. Se siete perseguitati dagli accumuli di scadenze natalizie e avete bisogno di tornare a credere che “SI-PUÒ-FARE”, non potete perdervi l’opera buffa più conosciuta e rappresentata di Gaetano Donizetti, composta in soli quattordici giorni, sette di composizione musicale e sette di adattamento del libretto.

Il risultato? Venite a sentirlo al Verdi.

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By | 2015-12-21T13:22:31+00:00 21/12/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , , |Commenti disabilitati su Posso rimandare tutto, tranne l’Elisir d’Amore

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