Presentato il progetto del Movimento 1% per la Cultura in FVG

Logo del Movimento 1%

Il fatto che questo sia un periodo di crisi è ben noto. Durante la conferenza di venerdì 14 novembre, presso il Teatro Stabile Sloveno di Trieste, si è tornato a parlare di numeri, o meglio della loro mancanza, riguardo il panorama culturale della regione Friuli Venezia Giulia.
Dopo l’annuncio del Presidente della Regione Renzo Tondo di star considerando, per la finanziaria 2013, un taglio pari a circa al 67,5% alle risorse destinate al comparto culturale, proposto dall’Assessore De Anna, portando così da 39 a 12,7 i milioni da investire, il mondo culturale della regione ha deciso di mobilitarsi per cercare di trovare un rimedio momentaneo per questo periodo. E’ nato così il Movimento 1% per la Cultura in FVG, che riunendo attorno a sé numerosi punti di riferimento culturali nel panorama giuliano, ha elaborato un piano per riuscire a raccogliere parte dei fondi perduti, restituendo una parvenza di dignità ai campi umanistici.

Ad aprire la conferenza è stata la presidente del Teatro Stabile Sloveno, Maja Lapornik, che ha esordito sottolineando come il Movimento non sia solo per il teatro, ma per tutti i promotori, e fornitori di cultura.
A seguire ha parlato il rettore dell’Università Francesco Peroni, questa in veste di presidente dell’amministrazione del Teatro Rossetti, il quale, parlando del progetto, che si pone come un documento per una finanziaria di transizione, ha affermato che la cultura non è intrattenimento, ma un valore democratico.
Infine è stato finalmente illustrato il documento programmatico, i cui vari punti sono stati letti dal presidente del Teatro Miela Gianni Torrenti, e successivamente illustrati da Alberto Bevilacqua, portavoce per il Friuli Venezia Giulia del Movimento 1%.
I punti focali del progetto sono due:
1) “Un criterio condiviso, chiaro e trasparente da cui declinare il piano di investimento delle risorse a disposizione; l’importanza di ciò è direttamente proporzionale all’aumentare della scarsità delle risorse: bisogna evitare il più possibile dispersioni, incoerenze, iniquità“;
2) “L’implementazione delle risorse dedicate al comparto culturale di circa 3,5 milioni (da aggiungersi ai 9 milioni resisi disponibili così come recentemente confermato da parte dell’Assessore De Anna), così da ridurre le disponibilità alle suddette funzioni da 39 milioni circa a 25, portando il livello del massimo taglio sopportabile alla finanziaria di 36 punti percentuali”.

A detta di Torrenti e Bevilacqua, questi piccoli accorgimenti riuscirebbero a ridare alla cultura lo spazio che merita, evitando di ritrovarsi in situazioni “spiacevoli” se si dovessero compiere scelte inappropriate. Tutte le proposte e i futuri sviluppi del progetto dovranno necessariamente essere concreti e fattibili, applicabili nel medio e lungo periodo, in modo tale da poter essere presi in considerazione per migliorare una legge finanziaria che rischia di avere ripercussioni su tutto il mondo della cultura, di cui l’Italia è ricca.

Il documento è già stato presentato all’Assessore De Anna, al Presidente della VI Commissione Camber, al  Presidente dei Gruppi Consiliari e ai consiglieri della VI commissione.
Bevilacqua ha assicurato la platea di giornalisti, e non solo, che coloro che hanno preso parte al movimento continueranno ad insistere con il loro progetto e ad essere presenti, benché il futuro si prospetti ancora incerto.

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By | 2012-12-15T19:53:48+00:00 15/12/2012|Categories: Magazine|0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.