Programma russo per il ritorno di Caetani al Teatro Verdi

Riprendono con gli incontri di venerdì 24 gennaio alle ore 20.30, e sabato 25 gennaio alle ore 18, gli appuntamenti sinfonici organizzati dal Teatro Verdi di Trieste. Per l’occasione ritorna sul podio dell’Orchestra Oleg Caetani, più volte ospite delle stagioni lirico sinfoniche della Fondazione.

La parte da solista è affidata a Nikolay Khozyainov, al suo debutto a Trieste.

La parte solistica del più famoso concerto di Caikovskij, il n.1 in Si bemolle minore, op. 23 per pianoforte e orchestra, è affidata a Nikolay Khozyainov, per la prima volta a Trieste. La sua sensibilità musicale e la tecnica prodigiosa, sono qualità che hanno segnalato in breve il giovane artista all’attenzione pubblica come uno dei più ricercati e talentuosi pianisti della nuova generazione, già riconosciuto in numerosi concorsi giovanili internazionali. Nel 2010, a soli 18 anni, è stato il più giovane finalista al XVI Concorso internazionale Fryderyk Chopin di Varsavia, e nel maggio 2012 ha vinto il primo premio assoluto al Concorso Internazionale di Dublino con un’esecuzione del Terzo Concerto di Rachmaninov.

Sul podio Oleg Caetani, profondo conoscitore di Čaikovskij di cui di recente ha inciso tutte le Sinfonie. Si è dedicato anche alla registrazione e alla direzione di opere di compositori meno noti del ventesimo secolo quali Mosolov, Pizzetti, Gerhard, del romeno Enescu, del polacco Alexancdre Tansman, di cui ha inciso anche le Sinfonie che hanno vinto il Diapason d’Or nel 2006 e nel 2008. Ha diretto la “prima” italiana del musical Moscow Cheriomushki nel 2007, molte première in tutto il mondo delle sue Sinfonie che ha inciso per la prima volta “in integrale”con l’Orchestra Verdi di Milano. In quest’occasione propone al Teatro Verdi una delle composizioni più note ed eseguite di Dmitrij Šostakovič: la Sinfonia n. 7 in do maggiore Op. 60, “di Leningrado”.

L’opera è presa a simbolo della resistenza russa all’invasione tedesca, e divenne in breve tempo famosa in tutta Europa, venendo eseguita con grande successo anche negli Stati Uniti. La Sinfonia, come è noto, ha il significato di un’appassionata denuncia dei crimini della guerra. Tuttavia, pur descrivendo l’invasione delle truppe naziste attraverso l’uso di un tema installato nel primo movimento (il tema dell’invasione), la composizione non intende rappresentare il solo punto di vista del cittadino sovietico ma quello di qualunque popolo in armi che tenta di resistere alle iniquità della guerra e dei regimi totalitari. La Settima è un segno di speranza: secondo quanto dichiarato dallo stesso compositore, esprime la fiducia nel trionfo prossimo di libertà, giustizia e felicità come emerge dal movimento conclusivo della Sinfonia, un Allegro non troppo, espressione di fiducioso ottimismo, che si rifa’ a tematiche del canto popolare.

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By | 2014-01-21T12:08:34+00:00 21/01/2014|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa