Prosa, approfondimenti, musica e cultura per il Teatro Verdi di Pordenone

Il drammaturgo Eduardo De Filippo.

Un cartellone più ricco e prezzi invariati, la rinnovata attenzione ai giovani e alle famiglie, nuovi progetti culturali e collaborazioni accanto al consolidamento di quelli già avviati, il massimo utilizzo di tutti gli spazi: nasce con queste caratteristiche la Stagione 2013-2014 del Teatro Verdi di Pordenone, che sarà inaugurata anche quest’anno – il 15 settembre – con un concerto-evento organizzato per sostenere la ricerca scientifica nella lotta ai tumori.

Presente nel palinsesto un omaggio dovuto e voluto al grande drammaturgo Eduardo De Filippo, declinato in un percorso ancor più accattivante perché sostenuto dal teatro della grande tradizione di Luca De Filippo, la ricerca di un camaleontico Fausto Russo Alesi e la modernità di uno straordinario Toni Servillo coadiuvato dall’eccellente prova del fratello Peppe
.
Le voci di dentro, già al centro di una tournée extracontinentale, è soltanto una delle proposte internazionali inserite in cartellone, fra le quali i mitici  Momix, con il loro ultimo spettacolo Alchemy, Pali di Spiro Scimone e Francesco Sfarmeli, una cifra artistica europea per un lavoro sul vuoto, sul disagio, sulle ingiustizie del nostro tempo e Blam!, un originale, adrenalinico, divertente mix di teatro fisico, mimo, parodia, danza urbana in arrivo dalla Danimarca.
Non mancherà la poesia con Italy, costruito sul poemetto di Giovanni Pascoli con la voce di Giuseppe Battiston e la musica d’autore di Gianmaria Testa.

C’è spazio anche per un altro interessante focus: un excursus dal titolo “Assoli” alla scoperta di abilità e tecniche dell’attore ma, soprattutto, di passioni e tensioni artistiche. Da Fabrizio Gifuni, che in ‘Na specie de cadavere lunghissimo mette il suo grande talento a servizio di Pier Paolo Pasolini, a Ivano Marescotti che porta in scena La Fondazione di Raffaello Baldini, regia di Valerio Binasco. Peppino Mazzotta propone  Radio Argo, riscrittura pop dell’Orestea per microfono e dj trasformista. E il già citato Fausto Russo Alesi con il suo particolare “Natale in casa Cupiello”, in cui interpreta tutti i personaggi della commedia firmandone anche la regia.

Ritorna a Pordenone Filippo Timi con il suo ultimo grande successo: una personalissima, moderna,

Filippo Timi in una scena del suo Don Giovanni.

colorata, versione di un Don Giovanni, nero, sfrontato, pericoloso, eccessivo, ironico e dissacrante. Dalla robusta tradizione del teatro italiano arriva invece La coscienza di Zeno dal romanzo di Svevo: interprete principale e misurato Giuseppe Pambieri, regia di Maurizio Scaparro. Da un altro capolavoro della letteratura mondiale, Pinocchio, di Collodi, Ugo Chiti riscrive per Arca Azzurra uno spettacolo che mette in evidenza le multiformi sfaccettature del grande libro.

Nuova drammaturgia per Nuda Proprietà, di Lidia Ravera, che riporta a Pordenone Lella Costa con Paolo Calabresi, un testo divertente e ironico sulle relazioni affettive nella terza età; del giovane Tindaro Granata è invece, un lavoro sulle relazioni umane e sociali, Invidiatemi come io ho invidiato voi; di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, artisti dell’ultima generazione teatrale italiana, è, infine, fra performance e teatro, Reality, racconto sulla quotidianità minima.
Per tutti, poi, il progetto a “Misura di famiglia”, la domenica pomeriggio, quattro piccole occasioni di teatro e divertimento.

Una nuova cifra stilistica caratterizza il cartellone Musica e Danza, realizzato dal nuovo direttore artistico Maurizio Baglini, che verte su tre temi di ampio respiro.
Lo studium, ovvero la filosofia di ricerca e sperimentazione che porta la musica d’arte a una continua evoluzione. Se le Suites di Bach sono le prime documentazioni di studium applicato al violoncello, lo studium come concetto filosofico e artistico riguarda anche la creazione di Colin Matthews inserita nelle geometrie variabili di Spira Mirabilis, unica orchestra italiana che suona senza direttore.
La maratona con giovanissimi pianisti dell‘Accademia di Hong Kong, in esclusiva per il Teatro di Pordenone, si propone come tappa di ricerca artistica, attrazione per appassionati di musica e per istituzioni didattiche. Infine, due importanti parentesi di studium sono il concerto del violinista Pavel Berman, con i Capricci di Paganini, e il recital in forma di workshop con gli studenti delle istituzioni musicali locali, di Giampaolo Stuani grande occasione, tra l’altro, per scoprire alcune fra le pagine pianistiche più difficili e impervie mai concepite.
Il progetto Proust, prima nazionale, con l’accostamento fra musica e la popolarità di pordenonelegge.it, si lega alla sperimentazione di cui l’arte necessita per rinnovarsi. Il concerto dell’Accademia Mozart con le supervisioni di Claudio Abbado e Mirella Freni, rientra infine nella tematica dello studio come processo di sviluppo creativo per giovani musicisti, in un contesto legato al mito italiano della direzione d’orchestra.

In luogo di un’unica giornata della memoria, sei giornate, tutte celebrative di una riflessione storica necessaria. Gustav Mahler, già presente nella serata con Mario Brunello, per una prima nazionale, in veste di solista e direttore, sarà veicolo fondamentale nella rivisitazione di compositori vittime perché ebrei. Se la celebrazione della memoria deve rappresentare una documentazione per i posteri, non si può prescindere dalla novità della musica cosiddetta sacra: il Messiah in periodo pre natalizio, con Ton Koopman e l’Amsterdam Baroque Orchestra. Il verdiano Nabucco suggella il fattore diaspora e la commistione etnografica tra civiltà orientale e occidentale.

Per la nuova stagione, il palco del Teatro Verdi di Pordenone vedrà “Il Discorso del Re”, con Luca Barbareschi.

La musica etnografica comprende concerti a tematica geografica, per scoprire, attraverso la danza classica, quella moderna e la musica di ogni profilo culturale – pop, classica, barocca e jazz- le geografie planetarie del panorama musicale . A partire dal concerto inaugurale con la fulgida Russia che si propone in due vesti contrapposte: radicata nella propria cultura storica con Čajkovskij ed esportata in America grazie a Rachmaninov. Nella tematica etnografica rientra anche l’accostamento Messiaen-Bruckner presentato dalla più stupefacente orchestra giovanile europea, ovvero la Bundes Jugend Orchester.
Sono etnografiche anche le date dell’atteso concerto jazz Remember Shakti, con John MacLaughlin, il balletto di danza moderna della compagnia Be-being, ispirato al buddhismo, lo spettacolo Sinfollia del duo Dosto & YevskyT.a.n.g.o.s.

“Nonostante il contesto di perdurante e grave crisi economica, che ci costringe a misurarci con un’ulteriore decurtazione dei contributi pubblici – ha affermato il presidente dell’Associazione Teatro Giovanni Lessio – siamo riusciti, anche grazie al prezioso apporto degli Amici del Teatro, che si affianca al fondamentale sostegno di Enti e Istituzioni, a mantenere eccellente la qualità del nostro cartellone”.
Un Teatro che vuol essere sempre più centro di promozione culturale e al centro della vita della sua città, punto d’incontro di iniziative che coinvolgano i maggiori operatori culturali del territorio. In questo senso si sta consolidando la partnership con Pordenonelegge.
Con questo spirito e con la volontà di privilegiare le manifestazioni culturali di eccellenza del territorio maggiormente riconosciute, si rinnova la collaborazione con le Giornate del Cinema Muto. Accanto a partnership già consolidate con realtà quali Cinemazero e l’associazione Thesis, proseguono poi le collaborazioni con l’associazione Controtempo, che ha scelto anche quest’anno di inaugurare a Pordenone il “Volo del jazz”, e con Flavio Massarutto. Da non dimenticare infine le ormai tradizionali proposte di approfondimento musicale offerte al pubblico adulto e le molteplici attività per le scuole organizzate con il sostegno della Fondazione Crup.

Dettagli e informazioni complete sul sito www.comunalegiuseppeverdi.it.

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.