Prostitute e puttanieri sul palco della Contrada

«Le prostitute si possono chiamare in molti modi: donnine allegre, lucciole, belle di notte, puttane, troie, bagasce, battone, mignotte, zoccole, meretrici, fallofore, sex workers…i clienti si chiamano clienti». Prende il via così lo spettacolo Sexmachine, che ha aperto ieri sera la rassegna “Femminile singolare” del teatro Bobbio. Uno spettacolo che porta in scena il mondo della prostituzione con ironia e spensieratezza.

La prostituzione raccontata con ironia e leggerezza al centro dello spettacolo.

Sei personaggi, due artisti. Un’incredibile Giuliana Musso con il sottofondo musicale della chitarra di Gianluigi Meggiorin che accompagna, asseconda e talvolta sdrammatizza la scena, unica spalla durante gli oltre 90 minuti dello spettacolo. Una sola attrice per rappresentare passioni, desideri, riflessioni di uomini e donne su un unico argomento: la prostituzione. Le avevamo chiesto in un’intervista il motivo di questa scelta, del perchè non portare altri artisti sul palco. La risposta ce la siamo dati guardandola: non ce n’era bisogno.

Impeccabile e credibile ad ogni interpretazione, dal pensionato Dino, che ricorda i tempi delle case chiuse a Vittorio, il cliente che con ironia, ma forse nemmeno tanta, giura di uccidersi nel momento in cui “il suo amichetto non funzionerà più”. Non mancano l’appassionato di lap-dance e la giovane mamma Monica, sostenitrice della riapertura dei bordelli pur di tenere le prostitute lontano dai bambini, ma a patto che siano ben distanti dal suo quartiere perché «chi vorrebbe averle come vicine di casa?». Poi ancora Silvana, una professionista e infine Sandro, imprenditore e padre di famiglia, fallito.

Tanti punti di vista che rappresentano la realtà del nord-est, zona in cui si registra il più alto tasso di prostituzione d’Italia. Impossibile non ritrovarsi in nessuna di queste sfaccettature presentate tra risate gioiose ed altre più amare. Punti di vista di uomini e donne su uno dei temi più centrali e controversi dei nostri tempi: il grande amore per le prostitute ed il contemporaneo disprezzo verso ciò che fanno. Uomini che possono vantarsi delle loro performance e donne che si devono giustificare delle loro azioni. Una distinzione che si conferma con l’aumento di abusi, violenze e crimini, e tema centrale della rassegna “Femminile singolare” aperta con uno spettacolo che ha emozionato il pubblico per ogni singolo minuto.

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa