Protezione dei dati: l’Europa si muove contro i grandi del Web

Lo scandalo Datagate ha alzato un enorme polverone a livello mondiale che fatica a placarsi. Uno degli effetti collaterali della presunta azione di spionaggio è stato sicuramente il comportamento del gruppo di attivisti per la privacy ‘Europe v Facebook’. L’organizzazione con sede a Vienna, che in passato aveva puntato il dito contro Mark Zuckerberg, si è fatta ancora una volta portavoce dei cittadini del Web per difendere il loro diritto alla privacy.

Il passaggio di dati a un Paese non comunitari dovrebbe essere vincolato a una "adeguata protezione"

Il passaggio di dati a un Paese non comunitario dovrebbe essere vincolato a una “adeguata protezione”

‘Europe v Facebook’ ha presentato una serie di denunce contro le sedi europee dei grandi del Web riguardanti violazioni della legge comunitaria per la protezione dei dati. L’accusa è stata rivolta in Irlanda contro Facebook Apple, in Lussemburgo nei confronti di Skype Microsoft e in Germania contro Yahoo!. Il gruppo, che lotta per la trasparenza e la riservatezza dei dati dei naviganti, contesta il comportamento che le aziende americane avrebbero tenuto nei confronti della National Security Agency statunitense nello scandalo Datagate.

Il passaggio di dati dalle succursali europee alle case madri Usa può essere considerato un cd.export” secondo i responsabili del gruppo ‘Europe v Facebook’. Tale azione è legittima soltanto se compiuta nel rispetto dell’ordinamento giudiziario comunitario, il quale chiede un “adeguato livello di protezione” nel paese straniero verso il quale tragittano le informazioni.

Si può pensare che ciò avvenga? Se fino al Datagate un velo d’incertezza copriva la trasfusione di dati, le rivelazioni di Edward Snowden hanno reso pubblica l’esistenza del programma spione Prism, che, secondo EvF, annulla ogni certezza di protezione dei dati: «Ora le sedi europee dei grandi del Web hanno l’onere della prova: o dimostrano che lo scandalo Prism è una bufala, oppure devono spiegare come una massiccia intrusione da parte di un’agenzia di spionaggio straniera sia compatibile con le leggi europee», afferma il portavoce Max Schrems.

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By | 2013-07-16T09:52:29+00:00 16/07/2013|Categories: Mondo|Tags: , , , , |0 Comments

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