#SulPezzo – Qualche suggerimento ai giornalisti del futuro

Dal 30 aprile al 4 maggio 2014 si è tenuto a Perugia l’ottava edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, appuntamento immancabile per gli appassionati del mestiere. Giornalisti provenienti da tutte le parti del mondo si sono infatti incontrati per una serie di dibattiti, workshop e conferenzededicati a un lavoro in continuo cambiamento e desideroso di conoscere quale potrebbe essere il proprio futuro.

Una delle immagini del Festival Internazionale del Giornalismo 2014 di Perugia (lanotiziah24.com)

Le domande più consuete che si sono susseguite lungo tutto il festival si riferivano infatti a come diventare giornalista, ai mezzi da utilizzare per diventarlo, a quello che un giovane dovrebbe fare per poter intraprendere questo mestiere. Risposte definitive è chiaro che non si possono dare, poiché se mai esistessero esisterebbe anche la soluzione a risolvere i problemi in cui il giornalismo è invischiato. Tuttavia c’è chi ci ha provato, offrendo alcuni chiari suggerimenti ai giornalisti del futuro. Il primo, in assoluto, è Felix Salmon, giornalista inglese che ha affermato: “Cerca di utilizzare tutto il potenziale comunicativo che internet offre”. Non ci son santi: un giornalista del futuro (e del presente) deve comprendere che il web è uno dei mezzi più efficaci per comunicare, con video, immagini e interazioni. Demonizzarlo sarebbe un fallimento.

Un secondo tentativo è stato quello di Luca Sofri, direttore de Il Post, il quale ha provato a dare 31 risposte a “grandi e piccolissime domande relative all’informazione”. Una delle più importanti riguarda l’aggregazione di news. Il Post, ad esempio, pubblica notizie date da altri, ma lo fa con una precisa linea editoriale, cercando di mettere in ordine e di offrire un’informazione più semplice. “Il giornalista del futuro è un po’ come un DJ”. Questa frase riassume il concetto: aggregare notizie non è meno nobile di pubblicarle in prima persona. L’importante è farlo con qualità. Infine, citiamo un po’ di appunti presi da una nostra amica e collega, Eleonora Degano, che ha avuto la fortuna di essere presente al festival in prima persona. Utilizzate Twitter inserendo soprattutto le immagini: i tweet con in allegato una foto vengono retwittati il 20% in più. Riutilizzate i contenuti online per ricerca, critica e insegnamento. Le 31 risposte di Sofri, ad esempio, le abbiamo potute citare grazie a un ottimo lavoro svolto di Paolo Musano tramite Storify (il link è quello del paragrafo precedente). Last but not least, lavorate con programmatori, persone che sappiano utilizzare il coding e i migliori strumenti informatici. “Journalists don’t need to know code, but need to know what code can do for them”. Non notate un filo conduttore ben preciso?

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About the Author:

Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.