Qualcuno volò sul nido del cuculo: torna il teatro sociale di Gassmann

La scritta “Ospedale Psichiatrico” accoglie gli spettatori dell’allestimento che mercoledì 9 novembre 2016 ha debuttato al Teatro Rossetti.  

Alessandro Gassmann dirige uno spettacolo -superlativo- di denuncia contro la coercizione che l’uomo impone ai suoi simili. Lo fa trasferendosi di nuovo –dopo La Pazza della porta accanto dell’anno scorso- in manicomio e portando in scena Qualcuno volò sul nido del cuculo.

Il romanzo omonimo di Ken Kesey, trasformato in sceneggiatura da Dale Wasserman, è stato riadattato da Maurizio de Giovanni che ha voluto trasportare la vicenda, originariamente svolta in un America degli anni ’50, nel 1982 in un ospedale psichiatrico della tormentata Campania “in un tempo di urla e silenzi”. Lo scrittore ha affermato che il tempo e lo spazio sono elementi vitali e universali che costituiscono l’essenza di un testo drammaturgico. Ha deciso, quindi, di spostare la vicenda in un tempo e in uno spazio immediati e concreti così da avvicinarli il più possibile al pubblico per rendere la produzione ancora più attuale.

Dopo 38 anni dalla legge Basaglia è necessario continuare a rendere nota la dura realtà manicomiale ma, allo stesso tempo, Gassmann si preoccupa di presentare una denuncia sulla libertà, la dignità e la condizione di chiunque si veda negare i fondamentali diritti umani offrendo alla platea temi come la malattia e la diversità. È un testo di teatro sociale che accusa i manicomi ma più in generale i metodi di costrizione e imposizione nonché i meccanismi repressivi della società.

L’originale Randle McMurphy diventa Dario Denise che si reca all’istituto psichiatrico per sfuggire alla galera. Qui capisce fin da subito che il manicomio è peggio di una prigione: i pazienti sono creature passive e inermi, rinchiusi nell’ospedale perché troppo vulnerabili e impauriti dal mondo esterno. Si definiscono “rifiuti difettosi della mente umana” che continuano a subire all’interno della clinica psichiatrica le stesse umiliazioni che subivano quando erano liberi. Dario si propone il sostenitore di una battaglia contro un sistema repressivo, ingiusto e crudele che lo porterà al riscatto di una vita fino a quel momento scapestrata.

Il regista porta in scena uno spettacolo divertente, appassionato e commovente: l’allestimento è ricco di poesia ed è accurato a partire dal testo fino alle scene e alle videografie che ormai distinguono il lavoro di Gassmann. È una rappresentazione che può vantare attori eccezionali che interpretano i personaggi nei minimi dettagli senza mai risultare esagerati o ridondanti.

Qualcuno volò sul nido del cuculo è uno spettacolo prodotto da Fondazione Teatro di Napoli che andrà in scena fino a domenica 13 novembre, sabato 12 invece l’Antico Caffè San Marco alle 11.30 ospiterà la compagnia teatrale per un incontro rivolto a tutto il pubblico.

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