Quali sono i luoghi più inquinati della Terra?

Il Blacksmith Institute e il Green Cross Switzerland si sono uniti per stilare una classifica sui luoghi più inquinati del Pianeta. A parlare sono dati emersi durante varie analisi, raccolti nell’ottavo di una serie di report annuali stilati dai due istituti. Si è attestato come i Paesi caratterizzati da reddito medio e basso siano quelli in cui l’inquinamento risulta maggiore; proprio nei luoghi in cui vivere è già una questione di sopravvivenza, milioni di individui devono vedersela con radiazioni, diossine, metalli pesanti e altri materiali altamente nocivi. Sono più di 200 milioni le persone che rischiano di essere esposte a inquinamenti tossici, con un aumento significativo rispetto agli scorsi anni. A meno di un mese dalla chiusura del COP 2014 l’ambiente sembra nuovamente essere passato al secondo posto nella lista dei problemi mondiali. Per questo vi presentiamo la lista pubblicata su worstpolluted.org.

A provocare l’inquinamento del Niger anche i numerosi incidenti nell’estrazione di greggio.

In decima posizione troviamo la città russa di Norilsk, fondata nel 1935 come città industriale, che si trova al di sopra del Circolo Polare Artico. In questo luogo sono state costruite fonderie che rilasciano, ogni anno, 500 tonnellate di ossidi di rame e nichel, e due milioni di tonnellate di diossido di zolfo. Le conseguenze? L’aspettativa di vita degli abitanti è di 10 anni più bassa rispetto alla media russa, e la maggior parte delle vittime sono bambini. L’inquinamento presente ha alzato i tassi di tumori al polmone e all’apparato digerente. Nonostante recentemente siano stati stanziati degli investimenti per risanare l’area, la situazione era tale da non presentare ancora alcun miglioramento. Al nono posto c’è il delta del fiume Niger, in Nigeria, zona densamente popolata che si estende per oltre 70 mila Km quadrati. In questa zone l’inquinamento maggiore deriva dal petrolio e dagli idrocarburi poiché si tratta di una delle zone in cui è stata compiuta la maggior estrazione di greggio a partire dagli ani ’50. Tra il 1976 e 2001 ci sono stati oltre 7 mila incidenti che riguardavano il petrolio, portando ad un incremento dei casi di tumore e infertilità, nonché di malnutrizione infantile tra le comunità che tradizionalmente dipendevano da agricoltura e pesca.

A Kalimantan l’inquinamento da mercurio costituisce il 30% di quello a livello mondiale.

All’ottava posizione di questa triste classifica si trova il Rio Matanza-Riachuelo, in Argentina. Secondo le stime sono oltre 15 mila le industrie che rilasciano sostanze nei 60 Km di alveo che passano per Buenos Aires. Le ricerche attestano che il 60% delle circa 20 mila persone che risiedono nei pressi del fiume vivano in territori inadatti alla vita umana. Problemi respiratori e cancro sono associati all’utilizzo dell’acqua inquinata dalle aziende, contenente livelli medi di cromo ben oltre la soglia di allarme degli standard internazionali. Settimo posto per l’indonesiana Kalimantan, che racchiude cinque province. Qui vengono immesse nell’atmosfera immense quantità di mercurio a causa dei metodi tradizionali dell’estrazione dell’oro, fonte di reddito primaria per 43 mila persone. A precederla in classifica è Kabwe, la seconda città più grande dello Zambia. Studi del 2006 avevano riscontrato, nel sangue dei bambini, un livello di piombo dalle 5 alle 10 volte più alto della media. Anche qui la causa è stata un’eccessiva estrazione di minerali iniziata nei primi anni del Novecento e proseguita per quasi tutto il secolo. La situazione è migliorata grazie agli investimenti del governo, ma l’estrazione illegale continua a provocare il rilascio di sostanze altamente dannose.

Quinti posto per il Bangladesh, in particolare per la città di Hazaribagh. Qui si trova una cifra che si aggira tra il 90 e il 95% delle 270 concerie presenti nello Stato. Anche qui i metodi di lavorazione sono molto antichi, così ogni giorno vengono scaricati 22 mila litri cubi di rifiuti tossici nel Buriganga, il fiume principale di Dhaka, nonché riserva idrica chiave per il Paese. Le conseguenze vanno da problemi respiratori a quelli dermatologici a causa della velenosità del cromo. Al quarto posto ancora Russia con la città di Dzerzhinsk, uno dei principali centri di lavorazione di materiali chimici durante il periodo sovietico. Si calcola che tra il 1930 e il 1998 almeno 300.000 tonnellate di rifiuti chimici siano stati interrati in tutta la regione circostante, arrivando a contaminare anche le falde acquifere. Gli abitanti della zona hanno un’aspettativa media di vita di 47 anni per le donne e 42 anni per gli uomini.

L’acqua del Citarum viene utilizzata da circa 9 milioni di persone.

Medaglia di bronzo di questa classifica decisamente negativa per il fiume Citarum, in Indonesia. Si tratta del fiume più inquinato della Terra nonostante favorisca l’80% dell’acqua di Giacarta e provveda all’irrigazione di oltre 2 mila fattorie in cui si coltiva il riso. Qui l’inquinamento è dovuto sia a fabbriche che ad inquinamento domestico, e consiste nella notevole presenza di piombo, cadmio, cromo e pesticidi. Il governo indonesiano si è reso conto della gravità della situazione, investendo 3,5 miliardi di dollari per la pulizia delle acque. Al secondo posto troviamo una città ucraina tristemente nota: Chernobyl. L’incidente nel radiatore nucleare verificatosi nel lontano 1986 lascia ancora i suoi effetti. Gli esami recenti indicano come i 150.000 chilometri quadrati circostanti siano ancora contaminati dagli isotopi radioattivi, mentre resta alto il pericolo di contaminazione delle falde acquifere sotterranee. Il primato come località più inquinata del mondo spetta ad Agbogbloshie, periferia di Accra, capitale del Ghana. Lì si trova la più grande discarica elettronica di tutto il continente Africano, in cui vengono depositati rifiuti di tutti i Paesi occidentali, per un totale di circa 215 mila tonnellate, che si sommano a quelle di rifiuti “ordinari”. Il problema deriva anche dall’utilizzo che viene fatto di questi materiali: il rivestimento dei cavi elettrici, ad esempio, viene bruciato per recuperare spazio dopo l’estrazione del materiale che si trova all’interno. Il polistirolo degli imballaggi viene invece utilizzato come combustibile, e le sostanze nocive che derivano da tutto ciò vengono respirate da oltre 40 mila persone che vivono ai margini di questa area.

Commenti Facebook
By | 2013-12-10T11:30:56+00:00 10/12/2013|Categories: Mondo|Tags: , , , , |0 Comments

About the Author:

Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa