Quando il Parco di San Giovanni a Trieste diventa poesia…

Si è conclusa anche la quinta edizione della rassegna poetica di Parco San Giovanni “Oh poetico parco“, un evento che ha dato la possibilità agli amanti del genere, e non solo, di ritrovarsi nelle serate dell’1, 2 e 3 giugno per indagare la poesia. L’edizione di quest’anno è stata dedicata a Scipio Slataper in occasione del centenario dalla pubblicazione de “Il mio Carso”, che ha fato da filo conduttore per le tre serate. Ad ospitare il tutto ancora la meravigliosa cornice di Parco San Giovanni e del teatrino “Franco e Franca Basaglia”, che hanno visto la presentazione della terra carsica attraverso poesia, musica, fotografia e qualsiasi altro tipo di arte.

La manifestazione, organizzata da Nadir Pro, si è aperta venerdì 1 giugno alle 18.30 con la tavola rotonda “Scipio. Il Carso. Cent’anni…“, introdotta dalla Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, cui hanno fatto seguito varie personalità del panorama culturale, tra cui lo scrittore Gianfranco Franchi e il critico letterario Fulvio Senardi. Alla discussione è seguita una celebrazione del Carso attraverso la lettura di estratti presi da autori come Carolus Cergoly ed Alojz Rebula, accanto al protagonista Scipio Slataper, il tutto sopra una base musicale riformulata per l’occasione dal duetto elettrico Baby Gelido.

I Maxmaber Orkestar

Il 2 giugno gli eventi si sono aperti con l’importante presenza di Ciril Zlobec, noto poeta, saggista, traduttore, nonché due volte deputato al Parlamento Sloveno, che ha presentato il libro “Lontane vicinanze. Amicizie italiane di un poeta sloveno”, in dialogo con il poeta Miran Kosuta. Anche questa serata si è conclusa tra letture poetiche di grandi intellettuali sloveni.

La parte più importante dell’evento è stata però riservata all’ultimo giorno, quando si è aperto l’atteso Trieste International Drama Slam, il primo concorso di questo genere in Italia, in cui i drammaturghi selezionati si sono sfidati avendo a disposizione solo dieci minuti per dirigere un gruppo di attori, che hanno improvvisato il testo a prima lettura, e dove una giuria popolare ha decretato il vincitore. Il tutto si è concluso sulle note della Maxmaber Orkestar, che ha fatto danzare il pubblico per ore, in un viaggio attraverso la tradizione popolare dell’Europa orientale e del Mediterraneo, unite dal jazz.

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa