Quando la protesta si dipinge sui muri

L‘arte è da sempre stata usata per dar voce al popolo e alle sofferenze, è il caso della famosa tela di Picasso, la “Guernica”, o de “Il Quarto Stato” di Pellizza Da Volpedo. Ma cambiano i tempi e così anche i modi di esprimersi, ed allora non sono più i quadri a parlare ma i graffiti.

Ad Atene, di notte, uno shadow artist disegna i segni della protesta sui muri della città, non rivela il suo nome e nemmeno l’età, di lui sappiamo solamente che ha studiato disegno a Londra. Si fa chiamare Bleeps, che in inglese indica un bip ripetuto e fastidioso, e di lui dice «Lavoro nell’ombra e cerco un dialogo con i passanti attraverso la mia arte “pubblica” e i messaggi che scrivo. La polizia?Credo che apprezzi il mio lavoro. Mi hanno fermato qualche volta ma mi hanno lasciato andare.». Realizzai suoi disegni di notte, in luoghi nascosti, nei quartieri diventati a rischio, ispirandosi ad opere letterarie o alla vita di tutti i giorni e le diffonde in tutto il mondo attraverso il proprio sito: www.bleeps.gr

 

 

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By | 2013-01-21T20:45:06+00:00 21/01/2013|Categories: Mondo|Tags: , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa