Quante docce fare alla settimana?

Dopo gli anni ’50 ci siamo accorti che lavarsi una volta alla settimana era un po’ pochino. Inorriditi dal nostro odore, come dei moderni Adamo ed Eva, ci siamo coperti con profumi e abbiamo scelto la via di shampoo e bagno-schiuma. Nel corso dei decenni la doccia è diventata un simbolo per l’uomo contemporaneo. Come ogni cosa nel mondo post-moderno, dal cibo ai telefoni, lavarsi non può servire solo per togliersi la polvere o il fango di dosso, ma diventa un atto quasi rituale, durante il quale ci si prende un minuto per sé stessi, rilassandosi e qualche volta facendo uscire il piccolo cantante che è in noi. La situazione è presto sfuggita di mano e la doccia è finita per diventare un ossessione (come l’igene in generale), da chi la fa tutti i giorni a chi si fionda sotto l’acqua calda più volte al giorno. Questa tendenza, secondo dei recenti studi scientifici, si sta dimostrando controproducente, sia per i capelli che per la salute con lo sviluppo di irritazioni, allergie e a volte anche infezioni.

I gatti sono l’esempio di come il grasso corporeo possa contribuire a tenerci puliti senza l’ausilio di docce o detergenti chimici.

Il colpevole è il “sodium lauryl” o “laureth sulfate”, questo l’elemento che fa la schiuma e produce la maggior parte dei danni. Considerando che viene anche usato per sgrassare i motori, non sorprende che tenda ad irritare la pelle. Il problema è essenzialmente che shampoo e bagnoschiuma detergono, seccano, irritano e, infine, rendono aridi e (per reazione) sempre più grassi cute e capelli. Questo significa che più ci laviamo, portando via il naturale strato di grasso che il nostro corpo produce per proteggere cuoio capelluto e gli stessi capelli, più l’organismo risponde producendo ulteriore grasso, nel tentativo di riportare la situazione alla condizione pre-shampoo. Evidentemente tra il nostro corpo e noi vince sempre inevitabilmente il primo. Per quanto ci si sforzi di eliminare il grasso prodotto, l’unico risultato sarà rovinare i capelli, rendendoli più deboli e secchi, finendo per perdere due volte. Questo meccanismo è stato ampiamente sfruttato dalle aziende produttrici di prodotti dell’igene personale che hanno creato il bisogno di lavarsi più spesso, convincendo le persone sul fatto che togliere il grasso ci renda puliti.

La soluzione per sfuggire a questo complotto degno di Adam Kadmond non è non lavarsi, ma farlo in maniera diversa. Innanzitutto lavarsi di meno, perché anche l’acqua calda da sola è in grado di eliminare le difese che il nostro corpo erige per mantenerci puliti. In seconda battuta si può cominciare a lavarsi solo con l’acqua, oppure con dei detergenti di origine vegetale, come l’olio di cocco 2-3 volte alla settimana, limitando lo shampoo (oppure il balsamo) ad un’unico appuntamento ogni sette giorni. Inizialmente l’organismo risponderà con una massiccia produzione di grasso ma, passato il periodo di assestamento, avrete una pelle più giovane e dei capelli più lucenti e corposi, nonché una spesa in meno a gravare sul portafoglio e un minore impatto sull’inquinamento delle acque. Qui una testimonianza di una ragazza che ha preso coraggio e ha smesso di usare lo shampoo, scoprendo modi diversi per mantenersi pulita. Da notare però che lavarsi di meno potrebbe non essere una buona idea per chi pratica sport oppure svolge lavori in cui ci si sporca molto; da questo nessuno stato di grasso potrà preservarvi! E non dimenticate che l’odore del vostro corpo è influenzato dalla nutrizione, una dieta ricca di proteine può infatti comportare un maggiore ricorso al deodorante e profumi assortiti.

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By | 2017-02-12T16:23:23+00:00 21/02/2014|Categories: Magazine|Tags: , , , , |0 Comments

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Matteo Macuglia
Ho ventun’anni e mi sto laureando in Scienze Politiche e dell’Amministrazione. Ho una grande passione per la fotografia e per l’attualità politica e sogno di diventare un giornalista.