Quirinale, un Presidente che ci rappresenti tutti

L’elezione. Iniziano oggi le consultazioni a scrutinio segreto che porteranno all’elezione del dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana. Per eleggere la carica più importante dello stato saranno necessari i due terzi dell’assemblea comune, costituita da Camera, Senato e tre delegati eletti per ogni regione (esclusa la Valle d’Aosta che ne ha uno solo). Se dopo la terza votazione non si dovesse raggiungere la cosiddetta maggioranza qualificata, sarà sufficiente quella assoluta, ossia il 50% + 1 dell’assemblea. Lo stesso Giorgio Napolitano fu eletto con 543 voti su 990 votanti dei 1009 aventi diritto, alla quarta votazione. 

Franco Marini, ex segretario della Cisl. È il candidato ufficiale del Partito Democratico per la Presidenza della Repubblica Italiana. (AP Photo/Pier Paolo Cito)

Le scelte. Grandi sono le polemiche che si accavallano di ora in ora. Il Partito Democratico ha fatto sapere ieri sera quale sarà il suo principale candidato, appoggiato dal Pdl e quindi probabilmente da tutto il Centro Destra. Si tratta di Franco Marini, ex segretario di Cisl e del Partito Popolare Italiano ed ex presidente del Senato. Il suo nome ha letteralmente spaccato il Centro Sinistra. Da Renzi a Vendola, sono state molte le voci che si sono levate contro la scelta di Marini. Debora Serracchiani l’ha addirittura definita gravissima e di conservazione, quando invece servirebbe una scelta di coraggio. Il Movimento 5 Stelle candiderà – dopo i ritiri di Gabanelli e di Strada – Stefano Rodotà giurista molto apprezzato e primo presidente del PDS. La sua candidatura alimenta le tensioni sopra citate all’interno della coalizione di Bersani. Nichi Vendola, infatti, ha annunciato che appoggerà proprio Rodotà e non Marini.

Lo scenario. Quello che si prospetta sarà una partita che si giocherà sul filo di lana, impervia e piena di sorprese. Anche se è nell’intenzione delle due maggiori coalizioni concludere le votazioni il prima possibile, ci sarà sempre l’incognita dei cosiddetti franchi tiratori, ossia coloro che votano senza seguire la linea del proprio partito. Come in ogni votazione, giocheranno un ruolo decisivo, probabilmente ritardando l’elezione e facendo confluire i voti dell’assemblea verso un altro nome, spesso non ancora nelle liste della stampa. Non d’Alema, né Prodi, né Amato quindi. Cercare di indovinarlo per poi gridare al mondo “L’avevo detto” non sembra, però, appropriato. È meglio aspettare di vedere quello che effettivamente accadrà, sperando sia un Presidente che ci possa rappresentare tutti, specialmente in un momento critico come questo. Alla fine, questa è la cosa più importante.

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By | 2013-04-18T08:18:46+00:00 18/04/2013|Categories: Politica|Tags: , , , , , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.