Regione FVG aiuta le persone nel cambio sesso

Il Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica Trieste ha presentato martedì 14 febbraio il nuovo progetto di assistenza pre e post operatoria, per persone intenzionate a modificare chirurgicamente il proprio sesso. Tale progetto è stato reso possibile dal contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, che per la prima volta in Italia ha dimostrato un impegno concreto in questo senso.
Davide Zotti, presidente del circolo, è stato il primo a prendere la parola, spiegando che l’importanza del progetto è tale in quanto esso cerca di colmare, in parte, un’assenza normativa per quanto riguarda i diritti delle persone omosessuali, che ancora in molte culture vengono additati come “malati”, e anche sottoposti alla pena di morte (Legge 164/82 questo il link per il testo dell’attuale legge vigente per il cambio di sesso).
[pullleft float=”alignleft”]Il compito degli psicologi sarà quello di assistere il paziente nel gestire l’ansia, studiando la sua storia clinica e aiutandolo nel post operatorio. E’ necessario dire che i problemi che la persona ha nel pre-operatorio, non spariscono ad operazione avvenuta. Anche questo si rivela un punto fondamentale, in quanto coloro che si sottopongono alle cure ospedaliere, perdono un po’ il contatto con la realtà, aspettandosi di vivere in un futuro che tende ad andare oltre alle reali possibilità.[/pullleft]

Federico Sandri, sessuologo e responsabile scientifico del progetto, ha sottolineato che l’obiettivo è quello di dare un supporto psicologico per persone che si dovranno sottoporre, o che si sono già sottoposte, ad un intervento chirurgico di cambio del genere, sia da uomo a donna che da donna a uomo. Spesso, inoltre, ha continuato il dott. Sandri, questi pazienti si trovano ad affrontare in totale solitudine il carico di stress che un’operazione del genere comporta.
Anche la sessuologa Laura Scati si è trovata in pieno accordo con le parole di Sandri, portando anche la sua esperienza, ribadendo la fondamentale importanza che ha un simile supporto in una fase così delicata nella vita di una persona. La dottoressa si è dimostrata soddisfatta dei legami con le altre associazioni, le quali portano una costante opportunità di confronto.
Infine, la parola è passata al prof. Trombetta, Direttore del reparto di Urologia presso l’Ospedale di Cattinara, spiegando che tutti gli interventi si terranno al Burlo, dove c’è l’equipe specializzata CeDIG, che si tiene sempre aggiornata e preparata per poter seguire al meglio le persone desiderose di cambiare sesso. Il professore ha raccontato di come Trieste si sia dimostrata da sempre abbastanza aperta da questo punto di vista: è stato infatti nel 1994 il primo intervento di cambio di genere nel capoluogo friulano. Un altro problema che è emerso durante l’incontro è la mancanza di disponibilità di sale operatorie, in quanto l’economia non permette di avere adeguati mezzi per operazioni su un paziente che è fisicamente sano, e dunque coloro che vogliono affrontare questo cambiamento, secondo i dati attuali, hanno davanti una lista d’attesa di 4 anni.
L’impegno della Regione Friuli Venezia Giulia potrebbe dunque dare il via ad un cambiamento all’interno della società stessa, dove è importante che tutti possano sentirsi liberi di esprimersi e di scegliere.Grande assente è stato, però, un rappresentante della Regione stessa, che però parteciperà sicuramente nella conferenza di presentazione ufficiale del progetto che si svolgerà più avanti.

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By | 2012-02-16T16:26:13+00:00 16/02/2012|Categories: Politica locale, Scienza&Ricerca|Tags: , , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.