Renzi a Udine propone un'università più meritocratica

Il candidato alle primarie del PD, Matteo Renzi, a Udine.

Matteo Renzi approda venerdì 12 ottobre con il suo camper a Udine, al Palamostre per l’incontro organizzato in occasione delle primarie del centro sinistra, in programma il prossimo 25 novembre. Da segnalare fin dall’inizio il notevole numero di persone ad attenderlo, molte delle quali sono rimaste fuori per mancanza di spazio, potendo comunque seguire l’evento dai maxi-schermi disposti all’esterno. Renzi si fa attendere, arrivando addirittura con cinquanta minuti di ritardo rispetto all’orario stabilito. Non un’ottima premessa. Il Sindaco di Firenze però rimedia immediatamente, chiedendo più volte scusa e regalando qualche battuta irriverente. Risate e applausi. Lì sono tutti per lui, curiosi di ascoltare un personaggio nuovo che cerca di proporre qualcosa che nuovo forse non è, ma che anzi dovrebbe risultare scontato, se non ci si trovasse in Italia, ovviamente.

Renzi inizia il suo monologo, chiarendo che l’espressione “Rottamare” non significa eliminare gli anziani, ma semplicemente cambiare classe dirigente. Applausi e acclamazioni. Continua poi sulle pensioni, e di nuovo sui politici che non si rendono credibili avendo non solo due retribuzioni pensionistiche, ma addirittura un ulteriore vitalizio. Per lui una cosa inconcepibile. Ancora applausi. Stessa cosa si ripete quando propone di rendere pubblici i finanziamenti ai partiti.

L’argomento si sposta quindi sull’importanza dell’Unione Europeae dei soldi che l’Italia da essa riceve.

Il camper con cui Matteo Renzi gira l'Italia per la campagna elettorale delle primarie del PD.

“Su quasi cento miliardi di euro,” – dice Renzi – “solo quarantasette vengono monitorati dallo Stato e solo quindici vengono usati, per poi essere distribuiti tra più di 473mila progetti diversi”. “Serve maggiore semplificazione e chiarificazione” conclude. Tra un passaggio e l’altro continua a regalare battute, apprezzate dal pubblico. Quando però accenna al diritto dei lavoratori, secondo lui troppo farraginoso, cala un attimo di silenzio, ma l’entusiasmo ritorna quando viene sottolineata l’importanza delle piccole e medie imprese sull’economia italiana e la necessità di investire nella cultura.

Il Sindaco di Firenze continua sulla legge elettorale e ribadisce inoltre che prendere i voti dei delusi, prima di tutto dello stesso PD, e poi di quelli del centrodestra, è l’unico modo per poter vincere le elezioni. Conclude sostenendo che l’importante è provarci, ed è quello che sta facendo. Se perderà non chiederà alcun premio di consolazione, ma appoggerà semplicemente il candidato vincitore. Al contrario di D’Alema, che vede una possibile sua vittoria come la fine del centro sinistra. A queste sue ultime parole perfino la candidata PD alla presidenza per la Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, applaude convinta in prima fila.

Lo show giunge al termine, dopo aver mostrato un commovente discorso di Obama. C’è ancora tempo per stringergli la mano, chiedere una foto o fare qualche domanda. Tra la folla riusciamo a chiedergli se non ritenga una contraddizione il fatto di chiedere maggiori investimenti nella cultura e allo stesso tempo affidarsi a Giorgio Gori, inventore dell’Isola dei Famosi, per quanto riguarda la comunicazione. Lui nega che Gori abbia questa funzione, ma ritiene sia semplicemente una persona che come lui si sta mettendo in gioco e che sia un manager che ha fatto molti programmi, alcuni dei quali che non hanno niente a che fare con la cultura, L’isola dei Famosi, appunto.

L’ultima domanda che gli rivolgiamo riguarda le sue proposte per migliorare l’Università. Lui ci risponde che il sistema universitario deve rispondere alle esigenze degli studenti e non più a quelle dei baroni. Questo è possibile, secondo Renzi, se si fermeranno i decentramenti delle sedi, da lui ritenuti il più delle volte ridicoli, per l’esiguo numero di studenti iscritti. Conclude affermando che bisogna rivedere il sistema di reclutamento dei professori e valorizzare di più la premiazione del merito. Tale necessità è infatti data dal fatto che tra le migliori duecento università mondiali, classifica stilata questa settimana dal Times Higher Education, ci sia solo quella di Bologna, che si trova al 194esimo posto.

Vedremo quello che alla fine Matteo Renzi combinerà. Questa serata è stata sicuramente interessante, ma bisogna prenderla per quello che in realtà è stata. Campagna elettorale. Il resto, come ben sappiamo, è tutta un’altra storia.

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.