Ricerca: nuova terapia contro l'arteriosclerosi

Rappresentazione grafica del battito del cuore

Risale solo a qualche giorno fa, ma ha già dato grande speranza a milioni di persone la notizia secondo cui un ormone sarebbe la cura per l’arteriosclerosi. Parliamo della Relaxina, un ormone prodotto naturalmente durante la gravidanza, che è stato identificato come base per una nuova terapia per l’arteriosclerosi, per il recupero funzionale nei casi di ictus cerebrale e per i pazienti con insufficienza cardiaca. Ad affermarlo una serie di ricerche pluriennali condotte da una equipe delle Università di Firenze e Perugia e dell’Istituto Prosperius, guidata dal professor Mario Bigazzi, i cui risultati sono stati presentati a Houston al congresso della American Endocrine Society.

Non si tratta in realtà di uno studio unico, ma di più ricerche presentate contemporaneamente. Oggetto della prima, inedita nel genere, è stato un gruppo di 36 pazienti post-ictus, per metà trattati con Relaxina pura, oltre alla normale riabilitazione. I risultati dell’uso della molecola, secondo quanto riportato dagli scienziati, era visibile già a distanza di 20 e 40 giorni, rispetto al gruppo di controllo.

Una seconda ricerca ipotizzava invece una particolare efficacia dell’ormone nel trattamento di varie arteriopatie periferiche. “La Relaxina” hanno scritto i ricercatori, “può davvero essere una innovativa terapia per le malattie cardiovascolari, poiché induce dilatazione dei microvasi, aumenta il flusso sanguigno, inibisce la formazione di trombociti e neoplasie”. Anche in questo caso sono stati selezionati due gruppi di pazienti (età 67 anni) con problemi di circolazione periferica. Il primo trattato con placebo, l’altro con 20 microgrammi al giorno del farmaco per bocca, per un periodo di 12 settimane. Nel giro di tre mesi e senza alcuna controindicazione, questo secondo gruppo ha avvertito una sensibile e crescente diminuzione della claudicazio, ossia del dolore intermittente durante la deambulazione. Tutto ciò, spiega la ricerca, grazie a “neoformazioni arteriose”.

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By | 2012-08-23T09:32:30+00:00 23/08/2012|Categories: Scienza&Ricerca|Tags: , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa