Rigoletto inaugura la stagione del Verdi

Una giornata particolare apre la stagione lirica e di balletto del Teatro Verdi di Trieste, infatti nella giornata di venerdì 25 novembre oltre ad aprirsi la stagione è stata la giornata della violenza sulle donne. La stagione 2016-2017 si apre con il celebre “Rigoletto”, opera della trilogia “popolare” di Verdi che assieme a Traviata e Trovatore han reso immortale il giovane Lombardo. Il Rigoletto venne rappresentato per la prima volta l’11 marzo del 1851 a Venezia, al Teatro la Fenice. Liberamente tratto da un dramma di Victor Hugo intitolato Il re si diverte, narra di uno storpio buffone di corte che organizza scherzi crudeli verso chiunque gli capiti a tiro. L’unica nota gentile della sua vita è la figlia Gilda, ormai orfana di madre e luce dei suoi occhi. 2ziumgbIl Duca di Mantova rapisce e violenta la ragazza. Per vendicarsi il buffone assolda Sparafucile perché uccida il nobile ma la ragazza, che ne è comunque innamorata, si sostituisce a lui e perde la vita al suo posto. Straziante e ricca di pathos la scena in cui il padre scopre il cadavere della figlia.

La produzione dell’ Opera di Montecarlo è datata 2010 ed è firmata dal regista  Jean-Louis Grinda che costruisce un impianto scenico su tinte molto opache e scure non sempre convincente. Rudy Sabounghi ha curato la scenografia ed i costumi con scelte a volte discutibili o ambigue tanto da non permettere un’ambientazione chiara allo spettattore che spesso deve appoggiarsi al testo per capire. Un lavoro metronomico, quello del direttore Fabrizio Maria Carminati che ha guidato l’orchestra con  personalità  ma non con perseveranza. Bel lavoro quello dei solisti dell’ orchestra come il primo violino Stefano Furini, il primo oboe e il clarinetto. Ottimo lavoro per la nuova maestra del coro Francesca Tosi che ha preparato un coro ritmicamente perfetto e con una vocalità molto ben definita.

Aleksandra Kubas-Kruk che ricopre il ruolo di Gilda, lo fa con eleganza, bella presenza scenica e una voce che dalla prima sillaba ha ammaliato il teatro completo.

Aleksandra Kubas-Kruk nel ruolo di Gilda

Aleksandra Kubas-Kruk nel ruolo di Gilda

Antonino Siragusa, ovvero il duca di Mantova, copre un personaggio che non totalmente gli calza addosso; lodevoli le sue interpretazioni di “La donna è Mobile” e “Questa o quella”. Il ruolo di Rigoletto è stato affidato a Sebastian Catana che nella parte sfoggia le sue migliori caratteristiche, ma per un orecchio affino si trovano delle imprecisioni di pronuncia e con il lungo andare diventano una difficoltà che appesantisce il personaggio. La parte di Sparafucile e Maddalena, rispettivamente interpretati da Giorgio Giuseppini e Antonella Colaianni, è estremamente impegnativa; Sparafucile, sempre molto attento al personaggio, lo porta con costanza fino alla chiusura del sipario mentre Maddalena, che vocalmente ricopre il suo ruolo nel migliore dei modi, teatralmente da l’idea di essere insicura. Una serata bella, emozionante con numerosi applausi che lasciano ben sperare. Una produzione interessante anche se certi lati sono un po’ discutibili. Lo spettacolo è in replica fino al 3 dicembre.

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About the Author:

Triestino, classe 1984, da sempre appassionato di musica e teatro. Studia Tromba, Composizione, Direzione d'orchestra a fiati. Collabora con la Webzine "Amici del Musical". Dirige la Corale del Duomo di Muggia e la Banda dei donatori di sangue di Villesse (GO). Pubblica presso le edizioni Tierloff (Nl), Baton (Nl), Orchestralart (A), Kliment (A).