Roberto Budicin, un giovane pittore neoromantico

Trentacinquenne ma neoromantico, giovane ma tradizionale. Nella pittura Roberto Budicin, che ha inaugurato sabato 20 febbraio alle ore 18 alla Galleria Tribbio (piazza Vecchia 6) a Trieste la sua personale, si presenta così.

Triestino, figlio d’arte – il padre Sergio è un importante artista animalista – in questa rassegna di opere scelte realizzate a olio su tela o su tavola tra il 2015 e il 2016, mostra al pubblico l’ultimo sforzo creativo, che ancora una volta ha realizzato con assoluta passione e grande precisione. Paesaggi innevati, figure femminili ritratte nel bel mezzo di un dolce clima primaverile o estivo, roseti, onde increspate del mare o alberi spogliati dall’inverno rappresentano il focus della sua attenzione, porgendo al fruitore ogni minimo dettaglio del soggetto.

“Animo delicato, ma temperamento scrupoloso e attento – così lo definisce la curatrice Marianna Accerboni, che lo presenterà sabato – Budicin ha colto subito l’importanza, per un artista, della perizia e della competenza tecnica, proseguendo quindi da solo, con grande impegno e quasi con accanimento, una sperimentazione su pigmenti, solventi, colle, lacche, vernici finali, miscelati con altri ingredienti da lui scoperti e prescelti, la quale gli consente oggi di raccontare il proprio mondo, composto di luce, natura e sguardi sereni, attraverso una tecnica tradizionale, che tuttavia si avvale di alcuni segreti tali da consentirgli un gesto veloce ed efficace”.

Budicin però emerge anche per la sua passione per la musica, in cui si riscopre ulteriormente in equilibrio, tra passato e presente, come nella pittura. Se in quest’ultima disciplina egli riesce a oscillare tra la tradizione, l’espressionismo e la velocità nella rappresentazione degli elementi, nello stesso modo si esercita con gli strumenti che utilizza, facendo trapelare da essi un ritmo  incalzante nell’eseguire brani antichi.

Dal padre ha tratto fondamentali insegnamenti e ispirazione per la sua carriera artistica, ma ha frequentato anche l’atelier del pittore accademico di origini friulane Walter Falzari, sotto la cui guida ha studiato i soggetti dal vero e si è esercitato nel  ritratto; nel contempo ha approfondito la prospettiva, la figura nelle tre dimensioni, la teoria dei colori e la composizione. Passando per il fantasy allo studio delle correnti tra ‘600 e ‘800, Budicin resta un artista duro e puro, che si confronta con la sua coraggiosa scelta di vivere d’arte. E ci riesce.

 

Fino al 4 marzo (orario: feriali 10 · 12.30 e 17 · 19.30 / festivi 10 · 12 / venerdì 10 · 12.30 / lunedì chiuso/ info 338 8873069).

 

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