Rosso Venerdì, cinque cose da sapere

Dello spettacolo in scena da martedì al Rossetti si è già letto molto. Gli spettatori si trovano nel mezzo di un gioco teatrale incentrato su una serie di monologhi che si intrecciano per raccontare il giorno della crocifissione di un moderno Gesù, visto con gli occhi di nostri contemporanei abitanti di una grande città. Un quadro completo di poveri diavoli, tra cui non mancano il fedifrago e la moglie tradita, il ladro e il traditore, che raccontano i rispettivi drammi. A qualche giorno di distanza dalla prima, noi di RadioInCorso siamo qui per raccontarvi cinque cose che nessuno vi ha ancora detto sullo spettacolo di Roberto Cavosi, in scena al Rossetti di Trieste fino al 22 novembre.

1. Se volete apprezzare lo spettacolo non guardate chi sta parlando. Gli otto protagonisti sono sul palco ininterrottamente per un’ora e quaranta e recitano senza sosta. Il modo in cui ricevono e recitano i flussi di parole del narratore di turno merita la vostra attenzione più delle labbra di chi racconta la sua sventurata situazione.

2. Nonostante i personaggi siano dei dannati che vivono sulla Terra e affrontano le loro agonie quotidiane c’è spazio per l’ironia. Il sorriso vi verrà strappato più di qualche volta, soprattutto nei brevi momenti in cui i personaggi interagiscono tra loro, ovviamente senza parole (o addio all’intreccio di monologhi).

3. Lo spettacolo è incentrato sulle varie tipologie di amore esistenti: l’amore non ricambiato provato dal venditore di aspirapolvere, quando viene lasciato dall’amante, o l’amore perduto dalla moglie, che del marito non sopporta più nemmeno il rumore della lametta da barba. Amore vietato, come quello dell’angelo senza ali, che non può aiutare il suo Creatore perché, in quella condizione, gli è vietato. Amore di madre, vera o immaginaria, amore per la vita.

4. Non temete se per la prima mezz’ora vi sentirete come Alice che vede il bruco fumare la pipa e il coniglio bere il tè. La storia è un po’ complessa, ma come in ogni buon racconto a un certo punto tutto verrà reso chiaro dai personaggi stessi.

5. C’è della musica e non si tratta dell’Ave Maria di Schubert. Gli intramezzi musicali tra i monologhi dello spettacolo sono stati studiati attentamente affinché il ritmo non rallenti eccessivamente. Senza troppi giri di parole: il rock ’n’ roll rallegra sempre la situazione.

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By | 2015-11-08T09:01:07+00:00 07/11/2015|Categories: Magazine|Tags: , , |Commenti disabilitati su Rosso Venerdì, cinque cose da sapere

About the Author:

Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa