Scienza, i polimeri sono come i muscoli

In un recente articolo pubblicato sulla rivista “Science”, un gruppo di ingegneri dell’Università del Texas ha sviluppato una tecnologia capace di realizzare degli esoscheletri in grado di poter sostituire, almeno potenzialmente, muscoli e tendini umani.

Un immagine della “fibra” composta da polimeri

L’idea è partita da polimeri che compongono le comuni lenze da pesca. Infatti, grazie alla loro torsione e al loro avvolgimento, sono in grado di sviluppare circa 7 cavalli vapore per chilo. Possono persino sollevare un peso di otto chili ed essere spessi, al contempo, dieci volte un capello. Un centinaio di essi potrebbe tranquillamente spostare una tonnellata oppure fibre molto sottili potrebbero dirigere e pilotare movimenti molto fini, e quindi potrebbero sostituire, ad esempio, i muscoli coinvolti nella mimica facciale. Inoltre è stata valutata anche la loro capacità contrattile: sembra che la capacità di contrazione di questi polimeri sia pari al 50%, un 30% in più rispetto alla comune contrazione di un muscolo umano. Ma dove trovare l’energia necessaria per riuscire a far contrarre questi polimeri? Gli scienziati pensano che possa essere ottenuta dalle variazioni di temperatura prodotte elettricamente o chimicamente, o altresì, dall’energia solare e dalle variazioni di temperatura ambientale.

L’applicazione pratica di questi nuovi sistemi può essere dapprima rivolta verso sistemi di automazione, come l’apertura o la chiusura di porte e finestre, ma niente vieta un possibile approdo verso l’ambito medico per la costruzione di protesi o ambiti molto delicati come la microchirurgia.

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By | 2017-02-12T16:23:13+00:00 27/02/2014|Categories: Magazine, Scienza&Ricerca, Università|Tags: , , |0 Comments

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