Scimmie e scimpanzé mai più in gabbia

Da poche settimane un gruppo di animalisti noto come Non-Human Rights Project ha intentato una causa alla Corte Suprema di New York al fine di dichiarare gli scimpanzé di laboratorio come “esseri liberi” e quindi non soggetti, per natura, allo stato di cattività. Il progetto nasce nel 2007, da un’idea di Steven Wise e dall’unione di circa 60 avvocati, scienziati ed esperti di politica. Ci sono voluticinque anni per studiare la migliore strategia legale per poter agire in maniera decisa.

Gli animali cognitivamente sviluppati, come scimmie e delfini, percepiscono il proprio stato di prigionia.

«Se NHRP ha agito a New York, potrebbe essere un passo significativo perribaltare numerose leggi che definiscono gli animali come proprietà privata e potrebbe innescare una reazione a catena che potrebbe colpire la ricerca -afferma Richard Cupp, professore di diritto alla PepperdineUniversitydi Malibu , in California , e sostenitore del“benessere” degli animali, piuttosto che dei loro diritti-. Ma se perdono, potrebbe essere passo indietrosignificativo per il movimento. Stanno giocando con il fuoco».

Il movimento sostiene che gli animali cognitivamente avanzati come gli scimpanzé e delfini sono consapevoli che il loro mantenimento in cattività, sia in uno zoo che in un laboratorio di ricerca, equivale ad uno stato di schiavitù. Frankie Trull, il presidente dell’Associazione Nazionale per la Ricerca Biomedica in Washington, DC, dice che la sua intenzione sarà quella di contrastare ogni tentativo promosso dal movimento. Gli scimpanzé, osserva, sono modelli importanti per la ricerca comportamentale, così come per lo sviluppo di vaccini contro i virus come l’epatite C: «L’assegnazione agli animali di diritti simili a quelli che gli esseri umani hanno,risulterebbedisastroso per la comunità di ricerca».

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