Sei buoni motivi per andare a vedere Billy Elliot

Ha debuttato a Trieste ieri, martedì 12 dicembre, al Politeama Rossetti Billy Elliot, il musical diretto da Massimo Romeo Pompeo tratto dall’omonimo film. Il successo ottenuto in tutto il mondo sia dalla pellicola sia dalla versione teatrale rendono quasi superfluo parlare della storia, per questo abbiamo deciso di presentarvi 6 motivi per cui, dopo aver visto svariate volte il film, dovreste comprare un biglietto per il musica:

1. Il tip tap

Quando si va a vedere un musical ci si aspetta ovviamente di vedere delle coreografia, ma non quale genere aspettarsi. La sorpresa nel vedere così tante coreografie che presentavano figurazioni di tap, eseguite in maniera impeccabile, non vi farà staccare gli occhi dai piedi degli artisti.

2. Le musiche

Sapevamo che le musiche sono state scritte da Elton John, fatto che dovrebbe già mettere una garanzia sulla loro qualità. La varietà però dei ritmi, delle sonorità e il modo in cui si adattano alle diverse situazioni in cui sono inserite danno alle composizioni un valore aggiunto a quanto ci si potesse aspettare.

3. L’energia

Guardando il film tutti abbiamo desiderato iniziare a ballare come Billy. Mentre assistete ad uno spettacolo in cui la malinconia, presente in gran parte della pellicola, viene riproposta solo in alcuni momenti il risultato non cambierà. Anzi, la bravura, l’energia e l’espressività non solo di Alessandro Frola (Billy), ma anche di Sabrina Marciano (l’insegnante di danza), Christian Roberto (l’amico di Billy) e molti altri vi trascineranno in un vortice di emozioni da cui non vorreste più uscire, se non danzando.

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4. Le scene

La presenza di una scena ricca aiuta sicuramente gli spettatori ad entrare maggiormente nel clima inglese dell’epoca Thatcher, con minatori che organizzano scioperi per evitare di perdere il lavoro. L’utilizzo di proiezioni e giochi di luce arricchisce ulteriormente la poesia della narrazione, mentre i cambi scena risultano fluidi e piacevoli grazie ad un’attenta organizzazione e all’ottima performance degli artisti.

5. L’ensemble

Il successo di uno spettacolo non è dato solamente dai personaggi principali, e questo musical ne è un esempio. Le tre ore dello spettacolo non si fanno sentire grazie ai ritmi e alla qualità delle performance dell’ensemple. Dagli operai ai poliziotti, passando per le allieve della scuola di danza: tutti si sono esibiti in maniera affiatata trasmettendo le preoccupazioni e la rabbia degli scioperi e degli scontri con la polizia, ma anche il divertimento delle lezioni di danza e delle feste tra amici. Coreografie coinvolgenti che uniscono la narrazione alla necessità di modificare la disposizione degli oggetti in scena.

6. Il messaggio

Va bene, abbiamo detto che parlare della trama era quasi superfluo. Non possiamo però non segnare tra i motivi per vedere il musical il messaggio che la storia porta con se: quando si trova una passione che riesce a definirci meglio di ogni altra esperienza vissuta fino a quel momento è importante fare il possibile per seguirla. Potrebbe essere difficile, e ci saranno persone che non ci appoggeranno perché non condivideranno le nostre idee, ma non siamo tutti uguali: la natura funziona così.

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By | 2016-01-13T17:08:28+00:00 13/01/2016|Categories: Magazine|Tags: , , , |Commenti disabilitati su Sei buoni motivi per andare a vedere Billy Elliot

About the Author:

Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa