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Shakespeare docet, et Peter Brown pure

Written by on 1 aprile 2016

Peter Brown, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, ha tenuto una seconda favolosa masterclass sull’Amleto di Shakespeare al Politeama Rossetti il 31 marzo.

Con sagacia e maestria Peter Brown intrattiene il pubblico, rendendo una conferenza, evento di solito associato a noiosa serietà, un evento frizzante capace di ammaliare anche il più svogliato uditore. In questa occasione scopriamo tantissime cose, a partire dal fatto che le opere di Shakespeare non sono pesanti come possono sembrare: lo scrittore farciva i suoi testi di comicità ed ironia per allietare lo spettatore prima portarlo alla riflessione sui grandi temi affrontati. Ed è esattamente quello che fa il signor Brown durante tutta la sua spiegazione: mai avevo sentito ridere gli uditori così tanto durante una lezione, ma nessuno può resistere allo humor british.

Shakespeare mette in scena opere satiriche e rasenta la blasfemia: ci viene infatti svelato che tutta l’opera di Amleto non è che la rappresentazione delle relazioni di corte durante il regno di Elisabetta I. Inoltre lo scrittore, sbeffeggiando le consuetudini, è il primo a porre sul palco delle figure degli uomini comuni ai quali farà declamare le questioni più importanti e spinose (nel caso di Amleto queste figure sono dei becchini). Tra le altre cose, Shakespeare è anche un amante delle donne: in tutti i suoi romanzi solo a loro fa sempre dire la verità, riconoscendone il carattere leale ed onesto (nel caso di Amleto, questo ruolo è affidato ad Ophelia).

Shakespeare è un innovatore del linguaggio e dello stile. È il primo che utilizza il termine “actors” invece che “players”, sfrutta stratagemmi inediti come i paradossi e arricchisce la lingua inglese di una moltitudine di neologismi e modi di dire. Ma il nostro amato scrittore era anche un ladro: sia nel senso proprio del termine (è riuscito a rubare un intero teatro e a ricostruirlo alcuni chilometri più distante), sia nel senso figurato ( ai tempi nostri sarebbe di sicuro tacciato di plagio: le storie erano già note, ma con il suo stile e il suo linguaggio prendevano una nuova vita).
Sì, Shakespeare è degno della fama che ha, e il docente Peter Brown lo è altrettanto.

(Foto di Bronwen Sharp)

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