Shakespeare docet, et Peter Brown pure

Peter Brown, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, ha tenuto una seconda favolosa masterclass sull’Amleto di Shakespeare al Politeama Rossetti il 31 marzo.

Con sagacia e maestria Peter Brown intrattiene il pubblico, rendendo una conferenza, evento di solito associato a noiosa serietà, un evento frizzante capace di ammaliare anche il più svogliato uditore. In questa occasione scopriamo tantissime cose, a partire dal fatto che le opere di Shakespeare non sono pesanti come possono sembrare: lo scrittore farciva i suoi testi di comicità ed ironia per allietare lo spettatore prima portarlo alla riflessione sui grandi temi affrontati. Ed è esattamente quello che fa il signor Brown durante tutta la sua spiegazione: mai avevo sentito ridere gli uditori così tanto durante una lezione, ma nessuno può resistere allo humor british.

Shakespeare mette in scena opere satiriche e rasenta la blasfemia: ci viene infatti svelato che tutta l’opera di Amleto non è che la rappresentazione delle relazioni di corte durante il regno di Elisabetta I. Inoltre lo scrittore, sbeffeggiando le consuetudini, è il primo a porre sul palco delle figure degli uomini comuni ai quali farà declamare le questioni più importanti e spinose (nel caso di Amleto queste figure sono dei becchini). Tra le altre cose, Shakespeare è anche un amante delle donne: in tutti i suoi romanzi solo a loro fa sempre dire la verità, riconoscendone il carattere leale ed onesto (nel caso di Amleto, questo ruolo è affidato ad Ophelia).

Shakespeare è un innovatore del linguaggio e dello stile. È il primo che utilizza il termine “actors” invece che “players”, sfrutta stratagemmi inediti come i paradossi e arricchisce la lingua inglese di una moltitudine di neologismi e modi di dire. Ma il nostro amato scrittore era anche un ladro: sia nel senso proprio del termine (è riuscito a rubare un intero teatro e a ricostruirlo alcuni chilometri più distante), sia nel senso figurato ( ai tempi nostri sarebbe di sicuro tacciato di plagio: le storie erano già note, ma con il suo stile e il suo linguaggio prendevano una nuova vita).
Sì, Shakespeare è degno della fama che ha, e il docente Peter Brown lo è altrettanto.

(Foto di Bronwen Sharp)

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