Si è spenta Margherita Hack, l’amica delle stelle

È morta la notte scorsa all’ospedale Cattinara di Trieste, dove era ricoverata da una settimana per problemi cardiaci, l’astrofisica Margherita Hack, una delle menti più brillanti degli ultimi decenni. Aveva compiuto 91 anni il 12 giugno scorso, ma nonostante l’età proseguiva le sue lotte per i diritti delle donne e dei giovani, e per la laicità dello Stato.

Aveva 91 anni ma era ancora attiva nella lotta sociale per ciò che riteneva giusto.

Una vita piena di eccellenze quella della Hack, nata a Firenze nel 1922, ottenne la laurea in Fisica nel 1945 con uno studio condotto all’Osservatorio astronomico di Arcetri, dove iniziò a occuparsi di spettroscopia stellare, che diventò in seguito il suo principale campo di ricerca. Noi la ricordiamo però per l’importante contributo portato all’Università di Trieste, che ha fatto crescere e conoscere a livello nazionale grazie all‘Istituto di Astronomia, nato nel 1980 e sostituito nel 1985 da un “Dipartimento di Astronomia” diretto proprio dalla Hack fino al 1990. Negli stessi anni sono iniziate anche le sue collaborazioni con la sezione astrofisica della ‘Scuola internazionale superiore di studi avanzati’ (Sissa) ed ha insegnato astronomia presso l’Università Giuliana. È stata la prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico, quello di Trieste, che proprio grazie alla sua opera riuscì a ottenere fama internazionale, Membro dell’Accademia nazionale dei Lincei, ha fatto parte dei gruppi di lavoro dell’Ente spaziale europeo (Esa) e della Nasa.

Non c’è stata solo scienza però nella vita di questa grande donna, divenuta nota al grande pubblico per le sue capacità divulgative in una materia difficile come l’astrofisica, e per il suo impegno politico e sociale. Sono molti i testi non accademici che ha realizzato, come “Una vita tra le stelle” del 1995 e “L’amica delle stelle”, che sono anche la sua autobiografia. Attiva anche nella vita pubblica, si è candidata più volte ottenendo l’elezione in varie liste di sinistra radicale, rinunciando però al seggio. Vari anche i campi del suo impegno sociale con la presa di posizione contro le centrali nucleari, ma a favore della ricerca, a favore dei diritti civili degli omosessuali, del diritto all’aborto, all’eutanasia, per la ricerca sulle staminali embrionali e per il testamento biologico, temi trattati anche nel libro “Io credo – Dialogo tra un’atea e un prete”.

Impossibile non parlare del suo sostegno ai giovani, solo qualche mese fa, in un’intervista rilasciata a RadioInCorso, aveva affermato che nonostante la situazione difficile dell’Italia gli elementi fondamentali per affermarsi dovevano essere entusiasmo e passione, nonostante «Ora non ci siano i concorsi, non c’è meritocrazia, e quindi non ci sia speranza». Proprio «per il costante e instancabile impegno profuso nella ricerca scientifica e al servizio della società, che la rende esempio di straordinaria dedizione e coerenza per le giovani generazioni» ha anche ottenuto l’Ordine al merito della Repubblica Italiana. È stata lei ad affermare «Penso che il cervello sia l’anima, non credo alla vita dopo la morte e tanto meno a un paradiso in versione condominiale, dove reincontrare amici, nemici, parenti, conoscenti» ed allora ricordiamola come  una sincera, democratica, antifascista, sempre in prima fila per i diritti delle donne e per la laicità dello Stato.

Commenti Facebook
By | 2013-06-29T11:35:37+00:00 29/06/2013|Categories: Scienza&Ricerca, Università|Tags: , , |0 Comments

About the Author:

Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa