Sigaretta elettronica, un vizio da giovani

Il 31 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha celebrato il World no tobacco day, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli del fumo. L’obiettivo di questa ventisettesima campagna è stato quello di incentivare la diffusione di leggi anti-fumo severe e complete (divieto di pubblicità diretta o indiretta, limitazioni per i minori, divieti nei locali pubblici), oggi adottate solamente in 19 Paesi, che complessivamente rappresentano il 6% della popolazione mondiale. E lo stesso giorno l’Istituto Superiore di Sanità ha presentato i risultati su uno studio che riguarda le abitudini al fumo della popolazione italiana, per la prima volta comprendendo anche i fumatori delle sigarette elettroniche.

Le sigarette elettroniche sono diffuse soprattutto tra i giovani.

Dall’indagine emerge che i fumatori in Italia sono in calo, ma le e-cig sono sempre più diffuse, specialmente tra i giovani. Le sigarette fumate al giorno erano 16,1 nel 2003 e dieci anni dopo sono scese a 12,7. L’abitudine è diffusa nel 26,2% nei maschi e nel 15,3% nelle femmine per un totale di 10,6 milioni di fumatori stimati nel 2013 (con una diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al 2012). Per quanto riguardo le sigarette elettroniche, l’indagine rivela che il 90% degli intervistati le conoscono e che il 10,6% di chi l’ha usata poi ha smesso di fumare.

Particolarmente rivelante la diffusione dell’e-cig tra i giovani, i ragazzi svapatori sono circa il doppio dei fumatori delle bionde. Se questa tendenza sia positiva per la salute non è del tutto certo. Infatti mentre il 58% dei fumatori tradizionali ritiene che la e-cig non faccia male perché non implica combustione di tabacco, sul reale profilo di sicurezza delle sigarette elettroniche la comunità scientifica è ancora incerta. Risulta comunque in molti casi un utile strumento per abbandonare la sigarette tradizionali.

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By | 2013-06-04T09:23:35+00:00 04/06/2013|Categories: Scienza&Ricerca|Tags: , , |0 Comments

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