Silvio, il cabarettista

E’ stata una serata divertente quella di ieri, non possiamo dire il contrario. Erano anni che non passavamo due ore davanti alla televisione con così tanto gusto e, forse, per la prima volta siamo riusciti a guardare fino in fondo una puntata di Servizio Pubblico, trasformata da arena politica a un programma di cabaret vero e proprio. Il maggior artefice di tutto questo non può essere che lui: Silvio Berlusconi.

Berlusconi si rivolge al pubblico della trasmissione di Santoro

Ospite ieri del programma di Santoro in onda su La7, l’ex Presidente del Consiglio ha combattuto come un pugile all’ultimo incontro della sua carriera. Non ha mollato mai, trovando sempre una risposta a tutti gli attacchi che gli venivano sferrati dalla squadra di Servizio Pubblico, riuscendo a far ridere persino il pubblico in sala. L’unico forse a tenergli testa è stato proprio il conduttore Santoro, ma alla fine l’ultima parola era sempre del Cavaliere. Non una pausa, non un segno di cedimento. Appena intravedeva uno spazio di libertà, ne approfittava per tenere la sua lezione di politica. Nessuno in studio è stato capace di interromperlo né di contraddirlo. Inutile nascondersi: se doveva essere uno scontro, Berlusconi lo ha vinto sicuramente. Ce lo dimostreranno i sondaggi dei prossimi giorni.

D’altronde, pensiamoci un attimo. Quale motivo avrebbe a partecipare a tutti i programmi possibili, dal salotto di Barbara D’Urso a quello di Giletti, per approdare infine ad Ottoemezzo e Servizio Pubblico? Il suo è un tentativo estremo di dimostrare all’Italia e a se stesso di essere ancora in grado di vincere. Non importa cosa farà dopo: Presidente del Consiglio o Ministro dell’Economia è uguale. In questo, fino ad ora, i giornalisti non hanno fatto altro che il suo gioco. Troppe le domande di tre giorni fa di Lilli Gruber sulla sua vita privata, troppo buoni ieri sera Travaglio & Co. nel sottolineare le contraddizioni del personaggio. Solo nell’ultima parte il giornalista del Fatto Quotidiano gli rinfaccia di istigare gli italiani a non pagare le tasse, anziché dire che l’aumento è dovuto alla quantità sempre più alta di evasione. A parte questo, una grande occasione persa.

La stretta di mano finale tra Michele Santoro e Silvio Berlusconi

Soffermiamoci però su alcune dichiarazioni di Berlusconi per capire se è stato effettivamente convincente.

  1. La crisi nel 2009 non era prevedibile. Gli indicatori non ci davano nessun segnale di allarme”. Peccato che il 4 novembre del 2011, al G20 di Cannes – appena dieci giorni prima delle sue dimissioni – avesse dichiarato che i ristoranti fossero ancora pieni e che non ci fosse nessun problema di cui preoccuparsi: l’Italia era un’economia stabile. E’ stato sicuramente Monti a rovinare tutto.

  2. Il debito pubblico italiano non è importante(…). Bisogna calcolare anche il prodotto dell’economia sommersa(…). Inoltre dobbiamo tener conto anche del nostro attivo”. L’economia sommersa sarebbe il nero, giusto? Cioè chi non paga le tasse? E il nostro attivo cos’è, il nostro patrimonio? Per salvarci dovremmo vendere tutte le nostre case e i monumenti delle piazze?

  3. Bisogna prendere esempio dai grandi maestri: Tony Blair, Bill Clinton e Putin”. Quest’ultimo un vero esempio di democrazia, sicuramente.

  4. Su più di quattrocento deputati capiterà che qualcuno non sia una persona per bene!” Dovremmo pure giustificarlo perché non sa scegliere i suoi collaboratori?

Stiamo attenti. Ieri ci avrà fatto anche ridere. Ma una campagna elettorale vera dovrebbe essere una cosa seria, non uno spettacolo di comicità. Se continueremo su questa strada il dibattito politico perderà di significato e tutto il confronto che c’è fino ad ora stato si ridurrà a un processo contro un unico individuo. Berlusconi ieri ha dimostrato una cosa: di essere un grande cabarettista, uno show man. L’Italia ha però bisogno di tutto tranne che di questo. Se li conosci li eviti.

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By | 2013-01-11T11:40:54+00:00 11/01/2013|Categories: Politica|Tags: , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.