Simona Molinari incanta Sistiana con il suo electroswing

È un electroswing da cantautore, quello portato da Simona Molinari a Trieste, nella Baia di Sistiana. Cornice dell’evento l’estiva location del Cantera Social Club per la prima tappa di un tour, in esclusiva regionale, che vedrà le sue prossime tappe a Verona, Roma, Milano, Perugia, Lecce e Pescara.

Simona Molinari ha portato a Trieste “La Felicità in tour”.

“Dr. Jehyll e Mr Hyde” è l’ultimo album ricco di riferimenti e collaborazioni, già a partire dal suo titolo che è omaggio alla stessa Trieste e, in particolare, al suo Maestro Lelio Luttazzi, autore di parole e musica dell’omonimo brano in cui la Molinari si identifica, e in particolare nella storia di quell’uomo che lotta fra passione e ragione, eterna contraddizione, che nella musica si traduce con la fusione tra lo swing e l’elettronica, creando un sound dinamico ed accattivante. «Così mi è sembrato che Lelio avesse scritto questa canzone apposta per me» ha confessato la cantante presentando la canzone.

Da un palcoscenico modernamente retrò, spicca il corno di un grammofono e la serata si apre su note viniliche skratchate che promettono uno show raffinato e originale. La platea si entusiasma di fronte ad una Simona emozionata per la presenza di Rossana Luttazzi, moglie del Maestro: «per me la figura del giuliano e lei, ed è una figura che adoro spasmodicamente».

E’ una musica che emoziona, che vuole far ballare e la sua audace cantautrice ne è l’accento sul pentagramma. Durante lo spettacolo si rivolge al pubblico ripercorrendo le tappe della musica da ballo, dagli anni ’20 ai giorni nostri, per proseguire poi in duetto con l’ospite romano Piji Siciliani, premiatissimo artista emergente del genere. A unirsi al coro è poi la platea di spettatori, ancora timidi ma riconoscenti, coinvolti dalla cantante sui cori del brano “Forse”, a chiudere un bis che propone il suggestivo pezzo di Ella Fitzgerald “Mr. Paganini – You’ll have to swing it”.

L’appassionata Simona regala qualche momento ai nostri microfoni:

DOMANDA:Come credi che il pubblico abbia accolto la tua musica?
RISPOSTA: «Credo che dopo aver chiesto di cantare avrei potuto chiedere anche di ballare, secondo me ancora la gente deve un attimo capire che cos’è, che cosa sta ascoltando, ci sarà il tempo in cui questo genere arriverà anche qui. In altri parti d’Europa ci sono discoteche di electroswing dove ci sono migliaia di persone che vanno a ballare, io vorrei che arrivasse anche in Italia».

D: In un’epoca dove il web è una risorsa disponibile per tutti, tu che fai questo mestiere, come la vedi sulla condivisione delle opere coperte dal diritto d’autore?
R: «Gli artisti stanno iniziando a vivere più per i live che per i dischi, è buono, forse è quello il futuro, al di là della promozione tv, penso che la cosa più bella per un cantante è farlo questo mestiere, essere sul palco, e la pubblicità più grande che ci può essere è il passaparola; vale più di mille spot o passaggi televisivi, quindi io credo molto in questo. Poi certo, bisogna sostenere la musica in tutti i modi, però Spotify secondo me è un ottimo compromesso, puoi ascoltare veramente tutto di tutti ma un minimo viene garantito per il diritto dl’autore, credo sia giusto».

Ringraziamo Simona Molinari e la Mosca Jazz Band per l’apprezzata disponibilità e per uno spettacolo che ci ha fatto rivivere la musica in modo nuovo ed entusiasmante, con un cast di musicisti di altissimo livello.

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Sara Brumnich
Ho due figli: Radioincorso, femmina, e Tagliacorti, il secondogenito. Mi occupo principalmente di amministrazione, di fund raising e dell'immagine coordinata. Adoro cucinare, giocare a calcio, Barcelona, i Rancid, i System of Down, Franco Battiato e Mozart. E dei sette peccati capitali me ne manca solo uno, ma ci sto lavorando.