Slow Foos Story, in Italia il documentario sul mangiar bene

La locandina del documentario “Slow Food”.

Dopo il successo al Festival di Berlino, arriva in Italia il documentario che celebra «il buon cibo legato al territorio». In contemporanea con l’uscita nazionale, Cinemazero e Visionario presentano l’attesissimo Slow Food Story di Stefano Sardo, a cui seguirà una degustazione, rispettivamente il 30 maggio a Pordenone e il 31 maggio a Udine. Il documentario, dopo essere stato presentato con successo al Festival di Berlino nella sezione Kulinarisches Kino, esce finalmente in sala grazie alla friulana Tucker Film in collaborazione con Indigo Film.

Giovedì 30 maggio alle 21.00, a Pordenone, sarà presente il vicepresidente regionale di Slow Food, Giorgio Dri e, al termine della proiezione, al pubblico verrà offerto un brindisi e un assaggio di prodotti slow, grazie al sostegno e alla partecipazione di Slow Food – Convivium di Pordenone, dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino FVG, di Pordenone With Love, brand della provincia di Pordenone, e con la collaborazione della prosciutteria Dok Dall’Ava dei fratelli Martin.

Venerdì 31 maggio alle 20.30, a Udine, la proiezione sarà invece preceduta da una breve presentazione di Slow Food Udine e, al termine della proiezione, tutti gli spettatori saranno invitati a un brindisi con i soci storici di Slow Food, presenti a Parigi il 10 dicembre 1989 alla firma del Manifesto per la tutela e il diritto al piacere che ha ispirato l’attività ormai ultraventennale dell’associazione.

Slow Food Story racconta di «una rivoluzione lenta come una lumaca», che va avanti da 25 anni senza mai fermarsi, e del suo leader Carlo Petrini, detto Carlìn, padre dell’Associazione Slow Food e di quel grande fenomeno internazionale che è stato ed è Terra Madre. Tutto ha origine a Bra, un paesino di ventisettemila abitanti delle langhe piemontesi, quando, dopo anni d’impegno nel rispetto dei prodotti della terra della sua provincia, nel 1986 Petrini fonda l’associazione gastronomica Arci Gola che coinvolge i vini e i prodotti agroalimentari della zona. Nel 1989 l’evento si ingrandisce e approda a Parigi, dove un gruppo di gastronomi provenienti da tutto il mondo fonda Slow food, un movimento internazionale di resistenza al fast-food.

Slow food è la storia di una scommessa culturale, ma anche dei cambiamenti del modo di mangiare avvenuti negli ultimi 60 anni: quelle dinamiche globali dell’agroalimentare che sono tra i temi ambientali più scottanti del nostro tempo. E’ l’esclusiva proposta di un «vaccino di un’adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati – come recita una battuta del film – da praticarsi in lento e prolungato godimento contro coloro che confondono l’efficienza con la frenesia»!

Stefano Sardo, qui al suo esordio come regista ma già sceneggiatore di alcuni film importanti (come La doppia ora di Giuseppe Capotondi e il nuovo film di Gabriele Salvatores, ora in preparazione), è anch’egli nativo di Bra e figlio di uno dei promotori di Slow food. Sardo è capace di riassumere nel film i punti salienti di questo movimento, dimostrando come il cibo non sia una merce ma un valore.

«Petrini ha capito prima degli altri che sul cibo si giocava una delle partite decisive del nostro tempo, e ha battuto su quel chiodo fino a che la gente non si è fatta richiamare dall’eco di quei colpi» commenta il regista, che non si esime dal rimarcare il suo approccio divertito e ironico. Lo stesso approccio richiama lo spirito godereccio all’esistenza e ci riporta alla formazione stessa del movimento, che è nato da un gruppo di amici di provincia con le loro bischerate, le loro passioni culinarie, i loro riti contadini riesumati e tutta la loro caparbietà nel portare avanti un progetto ambizioso e importante che ha fatto del mangiar sano nel rispetto del territorio il suo cavallo di battaglia.

 

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By | 2013-05-29T16:54:11+00:00 29/05/2013|Categories: Cinema|Tags: , , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.